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Pomigliano, trasferito il prete operaio a 81 anni: “È come togliermi una parte di cuore “

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Il “prete operaio” di Pomigliano D’Arco, che ha partecipato attivamente alle lotte dei cittadini in piazza per lavoro e ambiente, è stato trasferito.  Don Peppino Gambardella, 81 anni, ha celebrato l’ultima messa nella parrocchia di San Felice in Pincis. Andrà a vivere, per volontà del vescovo di Nola Francesco Marino, nella canonica di una chiesetta di Faibano, frazione di Camposano, un piccolo comune del Nolano, con altri due parroci, don Virgilio e don Mimmo, che fanno parte della sua comunità sacerdotale. A Don Mimmo, il più giovane dei tre, è stata affidata la guida della chiesetta di Faibano.

I capelli argento, la figura sottile, il tono pacato che però tradisce a tratti la ferita. “È stata una decisione imposta dal vescovo – spiega don Peppino – al quale avevo chiesto di poter rimanere almeno nella casa dove viviamo ora a Pomigliano, ma non ci è stato concesso purtroppo. Non posso nascondere un grande dolore nel dover andare via da qui: è una parte della mia anima, è come togliermi un pezzo di cuore. Sapevo di dover lasciare la parrocchia a un certo punto – prosegue – ma forse le modalità non sono state le migliori. Sono ferito nell’anima per due motivi: la totale esclusione della partecipazione mia e di don Mimmo dalla decisione del vescovo, non c’è stato nessun colloquio partecipativo per approdare a una proposta diversa; e non è stata ascoltata la comunità. È la visione di una chiesa guidata solo dal diritto canonico”.

Don Peppino vive da 30 anni a Pomigliano d’Arco. Ha partecipato alle assemblee in fabbrica, ai cortei per l’ambiente. “Qui c’è tutto il mio mondo intorno alla parrocchia – racconta – centinaia di indigenti che ho aiutato in questi anni, la sartoria che abbiamo creato, la caritas. Ma anche il mio medico, il farmacista, la persona che si prende cura di me”. I fedeli hanno provato a lanciare un appello al vescovo per far restare il sacerdote nella città operaia, ma senza successo.

Il primo fulmine a ciel sereno è piombato ad agosto, quando “inaspettatamente” don Peppino è stato invitato a lasciare la  parrocchia. Il sacerdote ha chiesto di poter restare almeno fino al 14 gennaio, festa del patrono San Felice, ma ha dovuto salutare tutti a novembre. “Non conosco neppure il nome del nuovo sacerdote che mi sostituirà – racconta – Si potevano trovare altre strade forse. Avrei potuto mettere al servizio del mio successore e della comunità la mia sapienza, la mia esperienza, come un nonno. Dovrò costruire invece una nuova vita in un altro luogo, e a 81 anni non è semplice. Avrei voluto essere accompagnato in maniera diversa alla decisione finale. La Chiesa nella nuova visione è una Chiesa di condivisione, ascolto, partecipazione”.

Nel sacerdote traspare l’umano dolore per lo sradicamento in età avanzata da casa e affetti. All’età di 75 anni don Peppino, come previsto dal diritto canonico, aveva dato le proprie dimissioni al vescovo che gli aveva concesso di continuare a guidare la parrocchia di San Felice in Pincis. Il prete operaio aveva continuato quindi la sua opera. Poi la decisione. A San Felice arriverà quindi un amministratore provvisorio, don Salvatore Purcaro, dalla chiesa della 219 di Brusciano. “Noi lasciamo e lasciare è un po’ morire – si amareggia durante l’ultima messa don Peppino –  Mi sento distratto, tirato fuori dal mio stare con Gesù. Io spero che il mio colloquio con Cristo diventi invece sempre più intimo, mi avvicino al colloquio definitivo e la sofferenza per questo distacco non mi è risparmiata”.

Un ultimo messaggio al vescovo? “Lascio questa comunità in eredità al mio successore con la speranza che possa essere sostenuta e arricchita, lascio serenamente nella pace e nell’obbedienza al vescovo, con me non finisce la chiesa. Faccio gli auguri al nuovo sacerdote affinché possa proteggere il lavoro per gli operai, la Caritas, il gruppo “Abbi cura di me”. La chiesa è la madre che amo, voglio spendere la mia vita per una Chiesa di condivisione e voglio stare accanto al vescovo se intende realizzare una visione di Chiesa di questo tipo”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/11/20/news/pomigliano_trasferito_il_prete_operaio_don_peppino_gambardella-375382810/?rss

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