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Pompei, ruba reperto e lo restituisce 50 anni dopo: “Mi vergogno”

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Una busta chiusa contenente un frammento delle vestigia di Pompei, con una lettera di scuse a corredo. È di ieri la restituzione, l’ennesima, di un reperto rubato all’interno del sito archeologico di Pompei. Con cadenza periodica, nella posta del Parco Archeologico vengono recapitati frammenti smarriti da decenni, ormai dimenticati.

“Cinquanta anni fa ho asportato da un edificio questo frammento. Me ne vergogno e lo restituisco al proprietario. Scusate” è l’ultimo messaggio, senza firma, abbinato al reperto restituito al Parco. Un messaggio che il direttore ad interim Massimo Osanna ha deciso di diffondere sul suo profilo Instagram, commentando il ritorno a casa di un altro tesoro dell’antica Pompei. “A volte ritornano. Per posta, quasi settimanalmente” scrive Osanna. Una tendenza, quest’ultima, che è di recente associata alla credenza popolare che i reperti rubati portino jella. Ha destato scalpore, d’altra parte, la lettera inviata ad ottobre da Nicole, che dal Canada ha rispedito indietro un frammento rubato nel 2005, raccontando di aver vissuto anni drammatici a partire da quel giorno, con due interventi per cancro al seno e svariati problemi di natura finanziaria. Nicole, tuttavia, non è l’unica ‘pentita’ ad aver descritto una vita di colpo contrassegnata solo da eventi negativi. Una coincidenza, correlata alla superstizione, che ha indotto in tanti a riportare indietro il maltolto con lettere anonime che negli ultimi anni sono sempre più frequenti nella posta dei principali siti archeologici italiani.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/02/03/news/pompei_ruba_reperto_e_lo_restituisce_50_anni_dopo_mi_vergogno_il_commento_di_osanna_a_volte_ritornano_quasi_ogni_set-285810302/?rss

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