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Potenza, in piazza per la pace la comunità ucraina

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Roman, Tania, Anna, Nadia. Sono solo alcuni degli ucraini che vivono a Potenza e che oggi sono scesi in piazza Mario Pagano per chiedere la pace. Una cinquantina in tutto nel capoluogo, per lo più donne.  Prima pare fossero molti di più, nel tempo emigrati al nord per cercare lavoro.  Insieme a loro, sotto un cielo che promette neve, i sindacati, le associazioni, una decina di sindaci della provincia, gli studenti.

Hanno in mano bandiere della pace con scritte in cirillico, i volti rigati dalle lacrime. Non dormono da notti. Hanno perso l’appetito, non riescono a lavorare. Il pensiero e la paura è per chi è in Ucraina, per i familiari. Figli, nipoti, genitori, sorelle e fratelli. Roman e Tania vivono a Potenza da oltre 20 anni. Autotrasportatore lui, colf e babysitter lei. Sono due musicisti, entrambi diplomati al conservatorio. Nel loro paese Tania insegnava pianoforte e Roman la fisarmonica. Roman suona ancora, Tania quando trova un pianoforte a disposizione nelle case in cui presta servizio. Il loro figlio di 28 anni si trova ai confini con la Polonia. La loro città non è ancora stata attaccata, ma qualora dovesse succedere non ha dubbi: andrà a combattere. La tentazione è di lasciare tutto e correre in Ucraina. Anche a piedi. Ma serve il lavoro qui in Italia, servono i soldi da mandare in famiglia.

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“Grazie a internet riusciamo a tenerci in contatto di notte, la mattina, la sera, sempre – racconta Ramon a Repubblica – Nessuno dei nostri familiari ha lasciato casa. Gli uomini dai 18 ai 60 anni non possono abbandonare il paese e i genitori sono anziani. Quando ci sono gli attacchi aerei si nascondono nei rifugi. Speriamo bene”. Ha un solo messaggio da mandare Roman: “Fermate la guerra. Fermate tutto. Non può esistere in questo momento una cosa del genere. La guerra non è scoppiata adesso, ma nel 2014. È dal 2014 che a Donetsk ci sono i russi. Putin adesso ha deciso di ricostruire l’impero russo, crede di essere lo zar d’Europa. Non capisco perché i russi non si rivoltano e non fanno fuori questo governo criminale”.

Anna ha 40 anni, da 13 anni vive e lavora a Potenza. In Ucraina si trovano i genitori, la sorella con i figli di un anno e mezzo e sei. “Sentono gli spari, specie vicino ai centri militari, cercano di colpire l’acquedotto – spiega  a Repubblica –. In questo momento nessuno ha lasciato casa. Io avrei voluto che mia sorella venisse qui con i bambini, ma non può. Ci sono file chilometriche per raggiungere la frontiera con la Polonia e fare venti chilometri a piedi con i bambini piccoli non è possibile. Il nostro popolo è così. Noi siamo forti, coraggiosi. Difenderemo fino all’ultimo respiro la nostra libertà, non abbandoniamo la nave. Che Dio ci aiuti. Ma anche la Nato ci deve aiutare, altrimenti non ne usciremo mai”.

Nadia e la figlia Tania stringono tra le mani la bandiera dell’Ucraina, regalo di un cugino dopo una partita di calcio. Tania è arrivata a Potenza che aveva 7 anni. Erano gli anni ’90, l’Ucraina era da poco diventata indipendente. Nadia aveva 24 anni e lavorava nel commercio. Oggi è un’addetta dell’Acta, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti nel capoluogo. “Puoi nascere in un qualsiasi posto nel mondo, ma anche il più brutto – dice  – è sempre casa tua. L’Ucraina è casa mia ed è bellissima, il mio è un popolo meraviglioso. Vederlo così fa veramente male”.

La Basilicata intanto si prepara all’accoglienza. L’Unicef si dice pronta ad ospitare i profughi minori. Il presidente della Regione, Vito Bardi, ha rivolto un messaggio alla comunità ucraina presente sul territorio lucano: “Per i cittadini ucraini che vivono in Basilicata – ha assicurato – la Regione metterà a disposizione tutti gli strumenti utili a favorire la comunicazione con i propri congiunti in Ucraina e si attiverà per sostenere qualsiasi forma di relazione e di collegamento con i propri cari. La Regione Basilicata è pronta ad assicurare accoglienza e protezione ai civili in fuga dalla guerra”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/02/26/news/potenza_in_piazza_per_la_pace_la_comunita_ucraina-339431179/?rss

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