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Potenza, vendevano droga in un fruttivendolo: le dosi acquistate anche con il reddito di cittadinanza

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Confezionavano e smerciavano la droga nel negozio di frutta e verdure, dove gli acquirenti, confondendosi con i comuni clienti, pagavano le dosi anche utilizzando la carta del reddito di cittadinanza. È uno dei dettagli emersi dall’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza e condotta dai carabinieri che ha portato all’arresto di due persone e al fermo di altrettante cinque a Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza. L’accusa è di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e di detenzione ai fini di spaccio in concorso. L’operazione ha visto l’intervento del nucleo Cinofili di Tito. 

Le misure sono state eseguite insieme a dodici perquisizioni personali e domiciliari, nel corso delle quali nell’abitazione di una coppia del posto, poi finita in carcere in flagranza di reato – Nicoletta Loviso, di 35 anni, e Antonio Soldano, di 30 – sono stati ritrovati circa 3 chili di cocaina, 6,5 chili di marjuana e una somma contante di 15.600 euro. Contemporaneamente è stato sottoposto a sequestro l’esercizio commerciale di frutta e verdura, individuato come una delle basi operative, nonché due abitazioni e quattro veicoli. Le indagini hanno messo in luce l’esistenza di un “gruppo criminale” con base operativa a Palazzo San Gervasio, in grado di spacciare cocaina e marijuana anche in altri comuni pugliesi e lucani, quali Potenza, Venosa, Tolve, Genzano di Lucania, Acerenza, Ripacandida, San Chirico Nuovo, Avigliano, Banzi, Rionero in Vulture e Spinazzola.

La procura ha evidenziato l’esistenza di una “stabile organizzazione a carattere marcatamente familiare”, con al vertice i fratelli Fabio e Giuseppe De Nigris, titolari del negozio di frutta e verdura dove la droga veniva quotidianamente pesata e confezionata in dosi standardizzate di diverso peso e poi smerciata anche all’interno dello stesso locale. La merce veniva  trasportata in negozio in piccole quantità dalla coppia Loviso e Soldano, che usavano la loro abitazione per custodirla e stoccarla. Coinvolto anche un dipendente del negozio, addetto al confezionamento  e allo spaccio. 

A Fabio era affidata la gestione della  “cassa” del gruppo: era lui che dirigeva e coordinava le attività, mantenendo i contatti con altri gruppi dell’area  pugliese per l’approvvigionamento di grosse quantità di droga. Dalle investigazioni è emerso come il gruppo criminale acquistasse ogni mese, complessivamente, circa 2 chilogrammi di cocaina e 4 di marijuana provenienti dalla Puglia, con un introito annuo di circa 900mila euro.

Nel corso dell’indagine, partita a gennaio 2020, sono stati effettuati sinora altri sette arresti in flagranza di reato che hanno permesso di sequestrare, nel corso del tempo, complessivamente 140 grammi circa tra cocaina e marijuana.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/03/11/news/potenza_vendevano_droga_in_un_fruttivendolo_le_dosi_acquistate_anche_con_il_reddito_di_cittadinanza-291802749/?rss

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