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Potrebbe essere di Massimo Stanzione la tela ritrovata in una chiesa di Napoli

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Potrebbe essere uscita dall’anonimato una tela conservata in una chiesa flegrea: sarebbe del “Guido Reni napoletano” Massimo Stanzione – vissuto tra il 1585 e il 1656 e tra i massimi interpreti del Barocco, la Vergine con Bambino incoronata da angeli conservata nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie nel popolare quartiere di Soccavo a Napoli. Il dipinto, che necessitava di restauro, è stato attribuito dal professore di Storia dell’arte moderna dell’Università Orientale Giuseppe Porzio al “Cavaliere Massimo”, come veniva chiamato in Spagna, dopo un’onorificenza, il pittore nato a Frattamaggiore o a Orta di Atella e diventato uno dei più alti interpreti del Barocco napoletano.

Il dipinto, che si trovava nella cappella dedicata a San Domenico, ha attirato l’attenzione durante una ricognizione programmata dall’ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici nelle chiese della diocesi di Pozzuoli. Stanzione, che venne a Napoli dopo aver lavorato a Roma, trasferendosi a sud contemporaneamente ad Artemisia Gentileschi, ricevette committenze in zona flegrea intorno al 1650, quando eseguì per la cattedrale di Pozzuoli al Rione Terra – dove lavorarono la stessa Artemisia e Lanfranco – un dipinto raffigurante San Patroba che predica ai fedeli di Pozzuoli. Per l’attribuzione deve aver giocato a favore di Stanzione l’aspetto più umano che celeste della Vergine, se, come scrive del delicato ritrattista Bernardo De Dominici, i personaggi “sono così al vivo dipinti che fra il vero e ‘l finto non sapresti discernere quale sia più naturale”. Stanzione è stato anche definito borghese tra i borghesi e tali sembrano i personaggi da lui ritratti: la Madonna di Soccavo ha più l’aspetto non di una popolana come lo sarebbe stata per Caravaggio, ma di una donna reale che era possibile incontrare ai suoi tempi nelle case borghesi.

L’iconografia della tela puteolana sarebbe quella della Madonna di Costantinopoli, derivante probabilmente dall’immagine affrescata su tufo e conservata, dopo essere stata smontata da un’edicola votiva, sull’altare maggiore della parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli, restaurata e tornata visibile proprio in questi giorni. Si tratta di una immagine molto venerata nel sud d’Italia. L’effigie del centro storico di Napoli, che si trova a due passi dal Museo Nazionale Archeologico e vicino alla Porta San Gennaro affrescata da Mattia Preti, e pure recentemente restaurata, è ritenuta dai fedeli molto miracolosa perché agì due volte contro la peste cinquecentesca. L’aver ritratto la Vergine attribuita ora al cavalier Massimo (Stanzione o a uno stanzionesco) purtroppo però non dovette assicurargli la guarigione dalla peste, perché stando a quanto De Dominici (la cui attendibilità è messa spesso in discussione) sostiene, il pittore sarebbe stato sepolto nella chiesa dello Spirito Santo a Napoli, dopo la morte avvenuta per il contagio dell’epidemia. Ma la chiesa è stata più volte restaurata e i suoi resti non sono mai stati trovati.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/05/30/news/stanzione_quadro_ritrovato_pozzuoli-303479517/?rss

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