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Procida, il 18enne “conteso” dalle università americane: “Caro presidente Mattarella, dacci speranza”

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Napoli. “La guerra toglie speranza ma se riusciamo a lavorare insieme, a trovare quel bagliore che sta nell’aiutare gli altri, le cose possono cambiare. L’Italia oggi ha bisogno di speranza, è quello il motore dell’esistenza e il presidente Mattarella ne è un simbolo potentissimo. Lui unisce il Paese: è come la regina d’Inghilterra”. Giovanni D’Antonio, 18 anni, è già a Procida. Il ragazzo di Somma Vesuviana “conteso” dalle università americane terrà domani sera una lectio sulla speranza davanti al presidente della Repubblica in occasione della cerimonia inaugurale di Procida capitale della Cultura.

Lo studente è abituato al pubblico: l’anno scorso si è classificato primo in Europa alle Olimpiadi di filosofia, quarto al mondo con un saggio in inglese. È stato ammesso in 11 università Usa e potrà scegliere se frequentare Harvard, Yale o Princeton. Ma l’emozione di Procida capitale “la porterò nel cuore. Per la prima volta sono sull’isola: esercita una forte fascinazione e ha una grandissima storia. Il direttore Agostino Riitano mi ha dato una grande opportunità”.

Giovanni, perché parla di speranza?
“Siamo paralizzati senza: devi credere nella possibilità di migliorare le cose per andare avanti. Oggi forse è difficile vedere la speranza per la bolla di informazioni in cui siamo immersi ma c’è: l’umanità è in continuo progresso e bisogna trovare persone che creano fiducia”.

Ci sono tante aspettative sul suo discorso, anche alla luce dei primati. Sente il peso?
“Un pochino il peso dell’intervento ma non voglio farmi fregare dall’emozione. Però non sono un genio, questo lo voglio dire, sono uno normale che si impegna tanto. Chiunque può arrivare in vetta”.

Madre prof di matematica, padre avvocato, figlio unico con tanti amici in giro per il mondo. Passione per viaggi, lettura, corsa e calisthenics. A chi si ispira?
“A tutti, dai miei genitori al presidente Draghi. Ma anche al mio compagno di banco e alle persone che incontro perché ognuno ha qualcosa da insegnare”.

Quando ha deciso di continuare gli studi negli Stati Uniti?
“Due anni e mezzo fa e ho lavorato duro. Voglio vivere in una comunità internazionale per poter accedere a una immane quantità di risorse. Voglio uno shock creativo attraverso il cambio culturale. Vivere da soli a 18 anni dall’altra parte del mondo e incontrare persone strabilianti mi aiuterà a crescere”.

Cosa vuole fare da grande?
“Avviare un’impresa per lasciare un segno nel mondo. Voglio laurearmi in Ingegneria informatica (è il futuro) e Business (permette di realizzare le tue idee e di avereun impatto maggiore)”.

Tre cose su cui intervenire…
“Cambiamento climatico, disuguaglianze economiche, riforma dell’educazione in Italia”.

Che limiti vede nel nostro sistema?
“Nel passaggio dalla scuola al lavoro, tra le competenze insegnate e quelle che possono dare un valore aggiunto, e anche nelle attività curriculari. Poi l’abbandono scolastico è enorme”.

Rapporto con smartphone?
“Cerco di invertirlo: non voglio essere io il “mezzo” del mio telefono, lo uso senza farmi ipnotizzare”.

Per la lectio a quali filosofi si è ispirato?
“È un elaborato mio, non so quanto originale (sorride). La filosofia la fa chiunque, è logica e ragionamento”.

A Procida si divertirà?
“Sì, ma devo limare prima il discorso”

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/04/08/news/procida_giovanni_ragazzo_mattarella_speranza_capitale_cultura-344583400/?rss

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