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“Quel ragazzo l’ha colpito, l’ho visto cadere”. Caserta, parlano gli amici di Gennaro, ucciso da un 19enne con una coltellata

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“Gennaro è vittima di una città non tutelata”. Emanuele, 23 anni, è uno degli amici di Gennaro Leone, che sabato notte ha cercato di fermare l’emorragia di sangue dopo la coltellata ricevuta da un 19enne di Caivano. È fermo sulla panchina in Piazza Correra, con altri amici, proprio dove è stata sferrato il fendente mortale.
L’aria è pesante, i ragazzi sono provati. A terra c’è ancora del sangue, ma ora è coperto da fiori, ceri e dalla maglietta della palestra di boxe che frequentava il 18enne, la ASD Energy Boxe Caserta Team Coppola di Caserta. C’è un via vai di persone, che si ferma, commenta, chiede ai ragazzi come sono andate le cose.

“Gennaro era un fratello per me – racconta Filippo, capelli lisci e la faccia di un ragazzino. – Eravamo sempre insieme. Anche sabato sera. Com’è successo? Non ho avuto il tempo di rendermene conto. Mi sono girato e all’improvviso ho visto questo ragazzo che dava la coltellata a Gennaro e poi la gamba piena di sangue. “Gennaro, Che ti è successo?”, ho urlato. Anche lui non riusciva a capire. È rimasto cinque minuti in piedi, ha fatto quattro passi, è arrivato vicino al bar si è accasciato. Gennaro parlava, come se nulla fosse e non ha versato nemmeno una lacrima”.

“Sabato sera eravamo tutti qui – è la versione di Emanuele – Io stavo fermo all’angolo della piazza e mi hanno chiamato: ” Corri, si stanno picchiando”. Hanno cominciato da dove stanno i fiori, vicino alla panchina. Mi sono girato, ho fatto pochi passi e ho visto tre ragazzi scappare: la persona arrestata, il fratello e un altro compagno. Quando ho visto il sangue che usciva dalla gamba di Gennaro, ho cercato di fermare l’emorragia. Gli ho sfilato i pantaloni, la cinghia per stringergli la vena. Ho utilizzato anche un’altra cinghia. Mi sono ritrovato con i vestiti come una spugna di sangue. Quando sono venuti i carabinieri per prendere informazioni, a noi che eravamo qui non ci hanno chiesto proprio niente”.

L’aggressore, un 19enne di Caivano è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario, su eventuali complici la Procura di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Maria Antonietta Troncone, sta accertando ogni dettaglio per fare piena luce su questa tragedia. Ma anche sui soccorsi ci sono polemiche, perché, secondo gli amici di Gennaro, sarebbero arrivati in ritardo.

“I soccorsi? – dice ancora Emanuele – non ne parliamo. Abbiamo chiamato il 118 e ha risposto dopo dieci minuti. Sono arrivati qui dopo altri 15 minuti. I carabinieri mezz’ora al telefono e non hanno risposto. Così abbiamo chiamato la polizia che ci ha detto: Non è competenza nostra, chiamate i carabinieri”.
Alice, una ragazzina bionda dall’aria sbarazzina che indossa un cappellino blu: “Ora bisogna cambiare le cose per non farle succedere mai più. Ma penso anche che al Comune di Caserta non sono in grado o non vogliono affrontare il problema della nostra sicurezza – fa la giovane – Qui vicino non molto tempo c’è stata già una rissa con le bottiglie di vetro. Dissero che mettevano una pattuglia. Mai viste”.

“Qui si picchiano ogni sabato insiste Emanuele – Viene gente da fuori e fanno i camorristi. Escono già con il coltello in tasca. Vengono con l’intenzione di litigare, picchiare, accoltellare. Non c’entra niente l’alcol, perché questo ragazzo di Caivano è venuto qui che non era ubriaco, ma portava il coltello”. Un coltello che intanto non si trova. Il giovane arrestato ha dichiarato di averlo perso nella fuga. Ma sicuramente ha spezzato i sogni di un giovane, una promessa del pugilato che il maestro Antonio Coppola, della palestra ASD Energy Boxe Caserta Team Coppola, ricorda così: “Gennaro non meritava questo. Veniva da tre anni in palestra. Era un giovane promettente. Era un leone di nome e di fatto, con grandi qualità tecniche. Quando mi hanno chiamato sabato sera, sono subito corso a Piazza Correra e lui era già in ospedale dove purtroppo alle 3,15 si è spento. Un destino crudele. Non ci posso credere. Aveva compiuto diciotto anni il 20 agosto e aveva voluto che ci fossi anch’io. ” Voi siete un padre per me e ci dovete stare”. Mi aveva detto. Era il più bravo della mia palestra. È stato campione regionale 2020 e medaglia di bronzo ai campionati italiani sempre nel 2020. Un’atleta con 18 incontri e solo due sconfitte. È stato convocato tre volte in nazionale”.

Ieri mattina, intanto, in prefettura si è tenuto un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica: confermate le ordinanze del sindaco di Caserta che limitano il consumo di alcolici e regolamentano l’esercizio delle attività commerciali nei luoghi della movida. Verrà istituito un servizio di vigilanza fisso, a cura della polizia municipale di Caserta, in Piazza Dante, nelle ore di maggiore afflusso. Il controllo del territorio, incrementato, sarà effettuato anche con l’ausilio di reparti speciali antidroga oltreché di polizia amministrativa e sanitaria. Per domani è prevista anche l’autopsia sul corpo di Gennaro Leone. Poi la salma verrà restituita alla famiglia per i funerali.

k La panchina Lumini, fiori, guantoni da boxe e lettere per Gennaro Leone, il giovane pugile ucciso per futili motivi durante una lite a Caserta
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/08/31/news/quel_ragazzo_l_ha_colpito_l_ho_visto_cadere_caserta_parlano_gli_amici_di_gennaro_ucciso_da_un_19enne_con_una_coltellata-315957316/?rss

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