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Rahmat Rezai, rifugiato afghano: “La Farnesina salvi la mia promessa sposa Sakina”

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“Vi imploro: salvate dai talebani la ragazza afghana di cui sono innamorato. Sakina, la mia promessa sposa, è in pericolo di vita e da tre giorni si nasconde in casa di alcuni parenti perché il suo villaggio è stato il primo a essere occupato. Temo di non vederla mai più. Portatela in Italia con un corridoio umanitario”. È disperato Rahmat Rezai, il ritorno dei talebani in Afghanistan risveglia in lui gli incubi del passato e il senso di impotenza. Rifugiato politico, ha 28 anni e tre vite alle spalle. Era solo un bambino quando è scappato da un paesino vicino a Ghazni. A piedi, a cavallo, in gommone, aggrappato sotto un camion. Fino alla terra promessa raggiunta a 14 anni – otto anni dopo la prima fuga – in un piccolo comune della provincia di Caserta dove tuttora vive.

Qui Rahmat ha cominciato a studiare, notte e giorno, e si è laureato in Ingegneria con 110 alla Federico II di Napoli. I conti col passato sembravano chiusi. Ma oggi che l’amore ha gli occhi scuri di una 22enne afghana, conosciuta attraverso un video, si riaprono antiche ferite.

Il giorno della laurea 

Come sta cercando di aiutare Sakina?

“Ho inviato una richiesta di aiuto alla Farnesina con documenti e recapiti telefonici, ma non credo che sarà accolta. La possibilità di riuscire a far salvare una persona è molto bassa. Nessuno può sentire le nostre voci, siamo gocce nell’oceano. Sono andato in questura a Caserta ma purtroppo lì nessuno può aiutarmi e in questi giorni, ora che non c’è più un governo, è impossibile contattare l’ambasciata afghana”.

Quando ha sentito la ragazza l’ultima volta?

“Oggi alle 12 (ieri, ndr) dopo un lungo silenzio che mi ha spaventato. Piange, ha paura di finire nelle mani dei talebani come bottino di guerra perché non è ancora sposata. Impongono il burqa con la Sharia, impediscono alle donne di uscire da sole e di studiare. La strapperanno con la violenza alla sua famiglia”.

È riuscita a nascondersi?

“Sì, a casa di parenti. È scappata dal suo paese di origine, che si trova nella provincia di Jaghuri. Lì il 15 agosto i cittadini si sono svegliati e hanno trovato i talebani che hanno cominciato a chiudere le strade e a controllare le persone. Cercano gli uomini al servizio dello Stato casa per casa: alcuni sono stati arrestati, altri spariti”.

Siete fidanzati da un anno, perché non è partita prima?

“Io da rifugiato politico non posso andare in Afghanistan, ci siamo conosciuti e innamorati con videochiamate e lettere. Abbiamo celebrato la promessa di matrimonio religiosa, non ufficiale, sempre a distanza. La sua famiglia voleva che io andassi a prendere Sakina e la sposassi in Comune, dovevamo incontrarci in Iran a settembre per la cerimonia ufficiale ma poi all’improvviso sono tornati i talebani. Ora suo padre si è pentito, vorrebbe farla venire qui”.

Il giovane ingegnere con alcuni amici 

Tutta la famiglia è in pericolo?

“Sì, il fratello di Sakina è un soldato dello Stato ed è scappato. Inoltre siamo musulmani sciiti di etnia hazara, i talebani ci odiano, per loro siamo traditori dell’Islam”.

Teme nuove violenze…

“Non ci si può fidare, sarà un genocidio. Hanno commesso tantissime violenze, non credo a quello che dicono”.

Sakina ha provato a raggiungere l’aeroporto?

“Non c’è stato il tempo, il suo villaggio è stato il primo a essere occupato. È un dolore pazzesco vedere quelle persone ammassate all’aeroporto di Kabul, quella disperazione. Le madri che lanciano i figli oltre il filo spinato rinunciano alla loro vita per assicurargli un futuro, l’unico possibile lontano dai talebani”.

Rahmat adolescente 

Lei aveva 6 anni quando è scappato con i suo genitori…

“Sì e non li ho più rivisti, ci hanno diviso al confine con l’Iran. Anche allora i talebani occupavano i villaggi. È cominciato così un lunghissimo e difficile viaggio. Dall’Iran alla Turchia alla Grecia. Fino all’Italia aggrappato sotto un camion, ebbi anche un grave incidente”.

Questa è diventata la sua casa.

“Sono stato fortunato, ho incontrato persone eccezionali nella casa famiglia che mi ha ospitato nel Casertano. Mi hanno permesso di frequentare la Federico II, mi sono trovato molto bene con i docenti. Ora lavoro”.

Anche Sakina sogna l’università…

“Sì, ma i talebani hanno cancellato i sogni di tutti”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/08/22/news/rahmat_rezai_rifugiato_afghano_la_farnesina_salvi_la_mia_promessa_sposa_sakina_-314862918/?rss

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