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Reddito, Scampia sfida il governo: “Pronti alle barricate”

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“Sto aspettando un amico per guadagnarmi la giornata. Svuoto cantine, smonto e rimonto mobili, lavoro 12 ore per 30 euro e sono felice perché ho potuto dire stamattina a mia moglie che poteva fare la spesa”. Giovanni Bonaugurio, 43 anni, 4 figli, abita nelle Case dei Puffi, al Reddito di cittadinanza non ha avuto mai accesso ma lo ha atteso per due anni interi. “Per precedenti penali di 20 anni fa non me l’hanno mai concesso e ora dico, ecco, questa è la vita che faranno tutti quelli che perderanno il sussidio dall’anno prossimo. Faranno gli schiavi come faccio io, come secoli fa”.

(siano)

A Scampia il Reddito è una questione di sopravvivenza ma soprattutto di dignità. Nel quartiere dove il Movimento 5Stelle è stato premiato alle ultime elezioni con il 64 per cento di voti e dove i beneficiari sono migliaia, la scelta del governo Meloni fa paura. Omero Benfenati, portavoce del comitato Vele, stringe i pugni: ” Il mio telefono non smette di squillare da quando la premier ha fatto la conferenza stampa – racconta – La gente ha paura ed già è scattato il conto alla rovescia per gli 8 mesi del 2023. Purtroppo, da un governo di destra ci aspettavamo misure che colpiscono i deboli e così è stato”.

(siano)

L’aria è tesa a Scampia, in questi giorni. La gente è spaesata, non sa cosa aspettarsi. “Sento che se non si fa marcia indietro scoppierà una bomba sociale – avverte Benfenati – la gente che ora ha recuperato la dignità finirà di nuovo nelle mani della criminalità, non ha alternative per dare da mangiare ai propri figli. Il governo ha adottato la linea dei buoni e dei cattivi ma dovrà assumersi le responsabilità di quello che può accadere a Napoli ” . Alfredo abita al lotto P e con 500 euro di sussidio porta avanti la famiglia di 5 persone, 3 dei quali sono bambini.

(siano)

“Cosa crede Meloni, che stiamo sul divano a goderci la vita con 500 euro per una famiglia di 6 persone? Questi soldi ci hanno restituito la dignità, riesco a pagare l’affitto di 30 euro al mese, a fare la spesa e pagare le bollette senza chiedere aiuti dopo tanti anni. Perché vuole toglierci tutto questo?”. Francesco Vinci ha 45 anni, una moglie casalinga e un figlio studente di tecnica informatica, abita nella Vela Gialla e percepisce il Reddito minimo eppure non vuole perderlo: “Ho lavorato come guardiano notturno e poi come operaio al tempo della demolizione della Vela Verde e ho percepito la disoccupazione per 5 mesi. Ora, con il sussidio minimo non ce la faccio più nemmeno a campare. Non mi vergogno di dirlo, faccio pulizie a casa, aiuto nei lavoretti edili per pochi spiccioli. Meloni ha sbagliato tutto perché toglie ai poveri e dà ai ricchi, ai professionisti, a chi fa impresa: io sono abile al lavoro ma chi me l’ha offerto mai? Nessuno. Se a gennaio non troverò impiego sarò costretto a emigrare, tornerò in Germania da dove sono rientrato alla fine degli anni Novanta per amore del mio quartiere, lascerò mia moglie e mio figlio qui, una sconfitta per me…”.

(siano)

Salvatore Musella consigliere municipale del Movimento 5 stelle a Scampia avverte: “Qui sono pronti alle barricate, non possono essere lasciate in balia delle onde migliaia di famiglie, significa farli affogare, è un attacco alla povertà”. Il pericolo è che dal prossimo anno, la criminalità tornerà a trovare consensi e adepti sul territorio. ” L’unica fabbrica che è rimasta qui è la delinquenza – alza le spalle Antonio – senza Reddito torneremo nelle piazze di spaccio, dobbiamo pur mangiare”.

(siano)


Patrizia Palumbo dell’associazione Dream Team qui ha uno storico centro antiviolenza per donne: “Mi preoccupano le donne con figli disabili e chi è riuscita a separarsi con difficoltà ma poi non ha la forza di rialzarsi perché non ha un lavoro. Come si fa a lasciare indietro donne così? Ben vengano i controlli perché la legalità è importante, però il lavoro dà dignità alle donne, ci sentiamo impotenti quando non riescono ad uscire dal girone della violenza proprio perché manca il lavoro ” . Eppure ci sono famiglie che in questi tre anni hanno ritrovato la libertà, a quanto raccontano, in un quartiere dove grandi occasioni di lavoro sono sempre mancate. Critico anche Nicola Nardella, presidente della Municipalità: ” Il Reddito ha rappresentato una fuoriuscita dalla condizione di sudditanza, il lavoro, da queste parti, soprattutto per le donne, è fare l’operaia nelle fabbriche dell’asse mediano con paghe da fame ” . Intanto, si organizzano i movimenti dei disoccupati storici ” 7 Novembre” per due manifestazioni lunedì e martedì in piazza, in difesa del sussidio.
  Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/11/24/news/reddito_scampia_sfida_il_governo_pronti_alle_barricate-375899701/?rss

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