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Reggia Caserta, sindacati: “Rottura sulla contrattazione”

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Lamentano la “costante di disapplicazione sia di accordi sottoscritti in sede locale che di ordini di servizio diramati dalla stessa amministrazione, e una disorganizzazione amministrativa” i sei sindacati dei lavoratori in servizio alla Reggia di Caserta che hanno deciso di interrompere le relazioni con la direttrice Tiziana Maffei; una decisione presa al termine di un’infuocata e partecipata assemblea dei lavoratori e dei loro rappresentanti, tenutasi martedì 23 febbraio. In particolare le sei sigle – Cgil, Cisl, Uil, Flp, Unsa e Usb – contestano violazioni nella contrattazione decentrata, ovvero di non aver ancora ricevuto il verbale della contrattazione del 13 gennaio 2021 “in totale dispregio delle relazioni sindacali e dei suoi rappresentanti”. I rappresentanti sindacali parlano poi di “ordini di servizio contrastanti”, come quelli relativi alla rotazione dei coordinatori.

“Giova ricordare – scrivono i sindacati in una nota inviata al Ministero e alla direzione regionale dei beni culturali – che la dirigente ammetteva di aver commesso un errore al quale avrebbe subito posto rimedio. Ad oggi, tutto tace e in vigore vi sono due Ordini di Servizio contrastanti”. Altra questione controversa riguarda l’istituzione della Banca ore, stabilita in seguito a specifica contrattazione, la cui “applicazione non è ancora avvenuta causa mancata organizzazione dell’Amministrazione sulle modalità di applicazione. Infatti – scrivono i sindacati – la situazione è talmente caotica e critica che, nel tentativo di risolvere le numerose incongruenze gestionali, in particolare sui calcoli delle ore accumulate dai singoli dipendenti, sono state azzerate tutte le elaborazioni delle presenze dal 1 gennaio al 18 febbraio 2021 al fine di far quadrare tutti i calcoli, con il risultato che l’ufficio preposto dovrà inserire nuovamente tutti i dati. La Reggia di Caserta è l’unico Istituto del Mibac sul territorio nazionale che ha la gestione del sistema rilevazione presenze Europaweb affidato completamente, per tutte le modifiche da effettuare di volta in volta, a Roma e con un riferimento in sede nella persona di un dipendente Ales che dovrebbe svolgere, esclusivamente, il ruolo di supporto amministrativo e non di funzionario interno”.

Altra contestazione riguarda i ritardi negli adempimenti amministrativi relativi ai progetti locali, che saranno pagati ai lavoratori con un anno di ritardo, cioè tra settembre e ottobre 2021, mentre invece sarebbero dovuti essere liquidati per fine 2020. I sindacati lamentano poi di essere stati esclusi da ogni decisione relativa all’applicazione in concreto del protocollo per le restrizioni anti-Covid, e che “è rimasta lettera morta” la richiesta di aver un rappresentante per ogni sigla nel Comitato per il Covid. “Negli ultimi mesi – sottolineano infine i sindacati – abbiamo assistito a un incremento esponenziale delle domande di mobilità dalla Reggia di Caserta verso altri istituti. Numerosi, infatti, sono i colleghi che – dopo anche 30 anni di servizio – hanno chiesto negli ultimi mesi di andare via a causa del clima lavorativo divenuto insostenibile. Alcuni ci sono riusciti, altri hanno intrapreso le vie legali pur di andare altrove. E molti altri si stanno informando sulla possibilità di essere distaccati”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/02/25/news/reggia_caserta_sindacati_rottura_su_contrattazione-289189770/?rss

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