sabato, 16 Ottobre, 2021
19.3 C
Napoli

Reggia di Caserta, torna il Pallagrello, vendemmia nella vigna di re Ferdinando

- Advertisement -https://web.agrelliebasta.it/la-mattina/wp-content/uploads/2021/01/corhaz-3.jpg

“E adesso diamo il via alla vendemmia”. Le parole di Ferdinando IV, pronunciate da un attore in costume d’epoca, sono risuonate a Caserta lungo tutto il vitigno di Pallagrello bianco e nero che dal febbraio 2018 è rinato nella Vigna della Reggia nel bosco di San Silvestro, accanto a quella più coreografica e nota del Ventaglio. L’idea di far rinascere la vigna e il vino dei Borbone, fu del precedente direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori che concretizzò il progetto affidandolo, dopo una gara pubblica,  all’azienda vinicola “Tenuta Fontana”, con sede nel paesino di Pietrelcina, nel Sannio, la patria di Padre Pio.

“Per noi di Tenuta Fontana – spiega Pina Fontana, che insieme al fratello Antonio si è occupata della rinascita della vigna – più che un’operazione commerciale, è una missione culturale. Per noi che amiamo da cinque generazioni il vino, far rinascere la vigna della reggia di Caserta  è una gioia. Prima di tutto intima e personale, ma poi anche collettiva. E’ segno di rinascita per la nostra terra, un cambiamento, una rivoluzione culturale per l’istituzione. La fatica è stata tanta per arrivare fin qui e ce ne vorrà tanta altra per la prima bottiglia. Ma siamo comunque felici di poter camminare insieme ad un’istituzione come la reggia di Caserta”

Mauro Felicori e Tiziana Maffei 

Tra i tanti ospiti dell’inizio vendemmia, anche Mauro Felicori, l’ex direttore, che dalla sua Emilia, dove è assessore regionale alla Cultura e al paesaggio, non è voluto mancare a quest’appuntamento.

“Tenuta Fontana è un imprenditore coraggioso che ha fatto un lavoro fantastico. Se cominciassimo a considerare le  imprese private come una ricchezza per il nostro paese, per il Sud e per i beni pubblici, l’inserimento dell’imprenditoria privata in uno spazio pubblico può dare solo dei benefici come questo caso. Bisogna capire che il ripristino, il mantenimento degli orti, delle vigne, degli allevamenti, dei frutteti delle residenze storiche è come pulire la facciata di un palazzo. Ecco, questa operazione sta anche nella storia dell’arte. Quindi siamo dentro un processo europeo di prim’ordine”

“Questo progetto  – ha sottolineato la direttrice Tiziana Maffei – è il riconoscimento dell’identità di questi luoghi, che è fatta sicuramente di materia, della bellezza del complesso, del palazzo, piuttosto che il parco, ma anche di tradizioni, di prodotti della terra. In questo caso il vino, tra l’altro molto amato dal re Ferdinando. Quindi, all’essere museo  al servizio della società e al suo sviluppo, dobbiamo anche tener presente di non perdere mai di vista il mantenimento dei valori profondi valore della tradizione, che sono materiali ed immateriali. Con questo progetto diamo anche un segnale all’Europa. La  Reggia di Caserta è espressione di un sogno europeo, di un ambizione di un re, Carlo di Borbone, di avere una propria riconoscibilità in una dimensione internazionale. E questo è anche il nostro obiettivo”

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/09/26/news/reggia_di_caserta_torna_il_pallagrello_vendemmia_nella_vigna_di_re_ferdinando-319458894/?rss

Cosa fare in città

Archivi

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?