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Ripartenza scuola tutti col Green Pass: “Ma il ministro dia regole più chiare sulle multe per chi non lo ha”

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Tutti muniti di Green Pass. Tutti o quasi. E chi non ce l’ha corre in farmacia per il tampone. “Sono stata costretta a farlo. Abbiamo cominciato così l’anno scolastico”. Adriana ora è finalmente seduta dietro la scrivania al primo piano dell’istituto Giustino Fortunato, al Vomero, dove lavora come collaboratrice scolastica. L’app non riconosce il Green Pass che ha sul suo smartphone. “Niente da fare” sospirano più volte i suoi colleghi addetti ai controlli, con una postazione ad hoc all’ingresso. All’ennesimo tentativo a vuoto, corre in farmacia a fare il test per riuscire così a entrare a scuola. Non è l’unica.

L’anno scolastico inizia all’insegna della certificazione verde, dei controlli e delle app che, per il momento, serve a controllare la validità del Qr Code, nell’attesa che il ministero vari la piattaforma che faciliterà le verifiche. “Un solo docente era sprovvisto della certificazione: è andato a fare il tampone ed è rientrato. Un altro insegnante, nuovo di questa scuola, ha detto che sarebbe andato a parlare col suo medico e non è più tornato” racconta Mira Masillo, preside del Casanova, nel centro storico. “Abbiamo un bel po’ di dubbi che neppure le oltre 2 ore di conferenza di servizio con il ministro Bianchi, due giorni fa, hanno sciolto. Ad esempio è stabilito che sia compito del dirigente comminare la sanzione amministrativa, fissata tra i 400 ed i 1000 euro. Ma chi mi dice, con precisione, la sanzione a quanto deve ammontare? Non è normato. E poi se il medico esonera un prof dal vaccino, devo comunque chiedere che faccia il tampone ogni due giorni per entrare a scuola? Dal ministro attendevamo risposte, invece la conferenza non è andata molto oltre l’ovvio”.

Non lontano dal Casanova, all’istituto comprensivo Foscolo-Oberdan, i nuovi prof e i nuovi amministrativi entrano a scaglioni, per verificare la certificazione verde, secondo un rigido programma orario. E al liceo classico Vittorio Emanuele insieme ai prof sono entrati gli studenti alle prese con il recupero dei debiti formativi. “Due collaboratori all’ingresso hanno controllato insegnanti e personale – dice la preside Valentina Bia – e in linea di massima posso dirmi soddisfatta: il 97 per cento del personale era preparato e munito di Green Pass, qualcuno non lo aveva scaricato e abbiamo dato una mano a completare la procedura, qualcun altro si è presentato col certificato vaccinale rilasciato dalla Asl, ma abbiamo dovuto mandarlo a fare il tampone. Però abbiamo un docente che ci ha fatto sapere che non si vaccinerà: quest’insegnante si sottoporrà a tampone ogni 48 ore”.

All’istituto Serra un uomo esce frettoloso appena qualche minuto dopo l’apertura dei cancelli. Cerca anche lui una farmacia per un tampone. Ha fatto il vaccino, ma non ha ancora la certificazione. Così non gli resta che la strada del test. Ritorna sventolando il suo Qr Code. “Ora sì. Senza Green Pass non si entra” ribadiscono i bidelli che insieme al vicepreside passano in rassegna i documenti di una trentina di persone, docenti e non. Stessa scena anche alla succursale del liceo Pansini. “Nessuna grossa criticità – spiega la preside Daniela Paparella – ma anche da noi in tre oggi sono dovuti ricorrere al tampone perché vaccinati ma senza certificazione”.

Tra chi corre in farmacia per un tampone last minute e qualche docente No Vax rispedito a casa, l’anno scolastico ha così inizio. Ieri la presa in servizio dei nuovi insegnanti e, in alcuni istituti, la riunione del collegio docenti. “È andata bene, ma ora il numero di persone è ridotto. Se il sistema non cambierà per quando rientreranno tutti, allora sarà un manicomio” commenta Luigi, collaboratore addetto ai controlli al liceo Mazzini, al Vomero. Dove si presenta un No Vax. “Non ha fatto storie quando gli abbiamo detto che non poteva entrare”. Qualche minuto dopo a mostrare il suo Green Pass è Daniela Bernard, docente di italiano. “Il Covid ha portato via mia madre, aveva 79 anni ed era in perfetta salute” racconta, trattenendo le lacrime. “La stessa attenzione adottata nelle scuole deve esserci nei ristoranti, nei locali, nei teatri, altrimenti non ha alcun senso”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/09/02/news/ripartenza_scuola_tutti_col_green_pass_ma_il_ministro_dia_regole_piu_chiare_sulle_multe_per_chi_non_lo_ha_-316160589/?rss

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