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Saracinesche alzate e luci accese. Domani la protesta dei negozi a Napoli: “Il futuro non si chiude”

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Saracinesche alzate, luci accese ma senza clienti. Domani i negozi tornano a illuminarsi. I commercianti dicono no alle chiusure prolungate con una protesta simbolica. Resteranno all’interno dei loro locali per l’intera giornata, con le saracinesche aperte. Stanchi di aspettare, dopo un altro mese di stop, sono più di mille gli esercenti che solo a Napoli aderiranno all’iniziativa partita da “Chiaia District“, siglata da Confcommercio, Federmoda, Fipe. Una iniziativa che ha acquistato forza con il passaparola ed è arrivata ad altri quartieri della città, Chiaia, Toledo, Vomero, Corso Umberto. Nelle ultime ore si sono aggiunte anche Salerno, Caserta e Castellammare, le adesioni cresceranno ancora nelle prossime ore. La manifestazione sarà condotta in maniera solitaria da ciascun negoziante all’interno del proprio negozio. Nessun assembramento, nessun rischio “perché noi siamo attenti alla salute e alla diffusione dei contagi – dicono i negozianti – non siamo untori”.

Simbolo della giornata, una saracinesca aperta a metà con la scritta “Il futuro non si chiude”. Duro lo slogan che accompagna il manifesto che esporranno in vetrina: “È passato un anno. Non possiamo più aspettare. Anche le imprese muoiono”. “Saremo all’interno dei nostri negozi per seguire le vendite on line e dare voce alla protesta, ma anche per dare un segnale di speranza e accendere le strade della città – spiega Carla Della Corte presidente Confcommercio Napoli – è una protesta nel rispetto delle regole perché abbiamo l’esigenza di ricominciare a lavorare, non possiamo più continuare così”.

L’idea è venuta al nuovo presidente di Chiaia District Claudia Catapano, imprenditrice nella moda da più di 20 anni: “Le aziende della Campania sono allo stremo” e da lì, il passaparola ha conquistato adesioni come non mai. Complice l’esasperazione degli imprenditori, costretti a casa da un mese e con la prospettiva di una chiusura prolungata per tutto il mese di aprile. “Non si muore di solo Covid – dice la presidente di Federmoda Confcommercio Roberta Bacarelli – questo mese di chiusure è stata la batosta finale, anche le imprese grandi e storiche sono in ginocchio, rischiano di chiudere. È un anno che non lavoriamo. Siamo alla terza stagione con i magazzini pieni e nel settore della moda è gravissimo, vuol dire debiti con le banche, impegni impossibili da onorare, un gran caos. Tutto il comparto commercio è ridotto malissimo. Bisogna far qualcosa. Il nostro è un grido disperato. È importante farci riaprire perché le nostre aziende non sono fonte di contagio”. Bacarelli avverte sui rischi che corrono gli imprenditori piegati da una crisi troppo dura. “Sento ogni giorno colleghi disperati – racconta – che minacciano di mollare tutto, raccontano di banche che chiudono le porte e non concedono prestiti. È un momento drammatico, dobbiamo tutelare anche la sicurezza di tanti imprenditori in difficoltà, devono essere messi in condizioni di lavorare per ripagare i debiti contratti”. Sul settore pende l’ombra nera dell’usura “che solo il lavoro può scongiurare” conclude Bacarelli.

Dopo una lunga settimana di rivendicazioni in piazza, domani si ricomincia con un’altra protesta, stavolta silenziosa. “Le immagini delle strade senza le nostre luci accese – dicono i commercianti – sono di una desolazione senza fine. Le nostre vetrine illuminate porteranno un po’ di ottimismo”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/03/28/news/protesta_commercio_covid_napoli-294150291/?rss

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