giovedì, 22 Aprile, 2021
12.8 C
Napoli

Scuola, ad Aversa ‘bambini di carta’ in aula per riempire i banchi vuoti

- Advertisement -https://web.agrelliebasta.it/la-mattina/wp-content/uploads/2021/01/corhaz-3.jpg

Si chiama Billy e ha il cappello da carabiniere. E’ seduto ai primi banchi della classe II B del terzo circolo didattico “Antonio Stefanile” di Aversa. Ma non è un alunno come gli altri. E’ di carta. E in aula con lui ci sono solo tre bambini in presenza: Michele, Armando e Nicole. Sono gli alunni con bisogni educativi speciali, a cui è consentito frequentare la scuola durante l’emergenza.  Altri otto compagni di classe sono a casa e seguono le lezioni con la Didattica a distanza.

Billy è stato inventato da Michele e Armando, è un compagno immaginario con cui giocare a scuola, da portare a casa, piegato nella propria cartella. Dopo Billy ne sono nati altri sette di bambini di carta. Ognuno sistemato nel suo banchetto. E ora sono seduti al posto dei compagni di classe assenti.

“E’ cominciato tutto per gioco – spiega la dirigente scolastica Anna Lisa Marinelli –  hanno prima disegnato un viso, poi al viso hanno aggiunto un pezzo del corpo, poi i piedi, le braccia”. “Questo si chiama Billy ed è il nostro compagno di banco – hanno detto i bambini alla maestra Paola Masarone – lo abbiamo disegnato perchè non ci piace vedere i nostri compagni solo attraverso il Computer”.

“Quando la maestra mi ha avvertito di cosa avevano ideato i bambini – aggiunge la dirigente scolastica –  ho pensato che  la loro è davvero una dimostrazione della capacità di adattarsi a situazioni nuove.  A piccoli passi hanno utilizzato la strategia del conservare e trasformare. Perché, quell’aula vuota è di una desolazione tremenda. Con la loro creatività hanno animato la classe. Hanno fatto poi otto bambini di carta e con loro tre in presenza, sono undici. Quella è la classe seconda B”.

 L’altro giorno in classe è arrivato un carabiniere, il colonnello Donato D’Amato, comandante del Gruppo di Aversa. Con lui anche Emilia Narciso, referente Regionale dell’Unicef.  Collegate online anche Carmela Pace e Cecilia Amodio, rispettivamente presidente nazionale a Provinciale dell’Unicef.  L’obiettivo era parlare con i bambini, ascoltare il loro disagio e le loro richieste.

 “Sono entrato in classe – racconta il colonnello D’Amato – cercando di parlare e dialogare con i ragazzi presenti, ma anche quelli collegati in video. C’era chi aveva timore della divisa ma alla fine credo che si siano sciolti. Ho parlato loro di legalità e rispetto delle regole, nella maniera più semplice possibile. Uno dei ragazzi, prima di andare via, mi ha chiesto di abbracciarmi. Non ho potuto farlo. Ma gli ho promesso che tornerò a trovarlo dopo la pandemia e lo abbraccerò”.

Alla fine dell’incontro i ragazzi  in Dad hanno realizzato a casa i propri compagni di carta e li  hanno mostrati online. “La solidarietà contro la solitudine – ha commentato la dirigente scolastica – Il loro gestoin segna come si può provare a superare le difficoltà.  I piccoli invece di lamentarsi diventano operativi e con la loro creatività, col loro pensiero divergente, iniziano a fare delle cose a costruire, a mettere in pratica i propri pensieri. Semplicemente. Hanno dato contenuto ad un foglio di carta, animandolo, dandogli vita. Un po’ come mastro Geppetto ha animato un pezzo di legno”.

“Tutto questo non è una critica alla chiusura delle scuole – dice Emilia Narciso responsabile Unicef per la Campania –   non è una critica alla possibilità che i bambini con bisogni educativi speciali stiano in presenza. È solo un modo per invitare alla riflessione.  Un modo di dire va bene, rispettiamo  le regole. Ma diciamo pure” fate presto, per noi è difficile”. Amiamo le Istituzioni e abbiamo piena fiducia in esse . Ma sappiamo che  le Istituzioni sono fatte da uomini che  vanno anche incoraggiati. I “bambini di carta” sono proprio questo, un incoraggiamento nel momento più critico della pandemia.  I “bambini di carta” sono un grazie ai dirigenti scolastici e ai docenti che hanno fatto della Dad un capolavoro”.

Ora, il bambino di carta, dietro le spalle porta questa scritta:

 “Mi sentivo solo. La mia scuola è vuota… ma… ma ma certo!!! Ora sai che faccio? La riempio io la scuola. Caspita che idea!!! Corro a prendere una spilletta, due spillette, tante spillette dal quaderno. Unisco i fogli che sembrano un lenzuolo!! prendo una penna, no meglio una matita. Comincio a lavorare a disegnare e …toh… guarda cosa viene fuori? Indovinate? Un bambino di carta che finalmente sta con me!!! E voi? Sapete perché ho fatto questo?”

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/03/27/news/scuola_ad_aversa_bambini_di_carta_in_classe_per_sostituire_i_compagni_assenti-294069632/?rss

Cosa fare in città

Archivi