martedì, 28 Settembre, 2021
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Scuola, pasticcio Green Pass. I presidi: “Regole chiare per ripartire”

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Cinque giorni per sciogliere i nodi. “Nodi intricatissimi” puntualizza la dirigente Flavia Bellofatto. “Che già stanno mettendo in ginocchio l’organizzazione delle scuole, prima ancora che le scuole inizino”. Perché in questi mesi oltre che i divieti “nulla è stato fatto per garantire una ripartenza regolare: non sono state ridotte le classi pollaio, non sono stati rinforzati i mezzi pubblici, non sono stati reperiti nuovi spazi”. E dal primo settembre i dirigenti saranno alle prese con i controlli sui Green Pass per il personale. Perché il certificato vaccinale non servirà solo per rientrare in classe, ma anche, semplicemente, per varcare il portone di scuola.

“Neppure le riunioni per programmare le attività potremo fare senza Green Pass. Ma noi dirigenti – spiega il preside di un liceo della zona collinare – non abbiamo ancora certezze circa le modalità dei controlli. I docenti immessi in ruolo arriveranno il primo settembre: se non avranno il certificato, come dovrò regolarmi? Neppure potrò farli entrare per la firma del contratto?”.

Oggi un confronto sui protocolli da applicare è previsto a Roma. E se in Campania De Luca può vantare una quasi totalità di personale scolastico vaccinato ( ma in quel 100 per cento non rientrano i precari, i supplenti dell’ultima ora, quanti verranno chiamati dalle scuole nelle prossime settimane), il problema dei protocolli, dei tamponi e dei Green Pass fa dire a Pino Turi, segretario della Uil Scuola: “La gestione di questa fase sarà difficilissima. Ma le scuole non possono essere governate con le circolari. Le scuole sono nel caos. Si chiedono, ad esempio: i vaccinati con lo Sputnik che non è riconosciuto dall’Aifa che debbono fare? Se ho il vaccino prenotato il 3 settembre, posso andare a scuola il primo? Saranno i collaboratori scolastici a fare la sanificazione delle scuole? Sono una minima parte dei quesiti che arrivano dal mondo scuola”. L’unico settore “per il quale sono state previste anche sanzioni economiche per chi non si vaccina. Mettere le mani in tasca ai lavoratori – aggiunge Turi – non presagisce nulla di buono. I dispositivi di tutela e i tamponi non possono essere a carico dei lavoratori. Una vera e propria vessazione”.

E il preside dell’Istituto comprensivo D’Aosta Scura, Eugenio Tipaldi, lancia un appello al premier Draghi e ai ministri Speranza e Bianchi, per chiedere che un provvedimento di legge, che imponga l’obbligo vaccinale, liberi i presidi dai controlli impossibili: “Sono un dirigente scolastico di una scuola di frontiera di Napoli – ha scritto – Mi appello a voi perché imponiate al personale scolastico l’obbligo vaccinale (estendendolo poi anche a tutti i pubblici dipendenti che hanno contatto con il pubblico). È l’unico modo per evitare il controllo giornaliero del Green Pass per il personale scolastico, lette le dichiarazioni del Garante della privacy che non ci consente nemmeno la scappatoia dell’autocertificazione. Il controllo quotidiano del QR code tramite app di VerificaC19 su telefonino o computer o totem bloccherebbe la scuola. Bisognerebbe far entrare alle 7 tutto il personale scolastico, dato che gli alunni entrano poi alle ore 8. Ma i docenti entrano anche in altre ore e ci vuole un addetto apposito che controlli, anzi più addetti secondo il numero di plessi della scuola. Ci vorrebbe un assistente amministrativo che facesse solo questo… “.

Secondo Tipaldi “l’unico modo per evitare questa complicazione cervellotica, che ci distoglie dal nostro compito di educatori e ci fa essere al pari dei ristoratori e dei baristi, è porre l’obbligo per il personale scolastico “. “Il vaccino è necessario ma non sufficiente – sostiene invece Libero Tassella, leader di Scuola Bene Comune – La scuola si riapre con gli stessi problemi irrisolti. In due anni non è stato fatto nulla di strutturale per la sicurezza nelle scuole statali. Il rischio delle quarantene, dell’interruzione delle lezioni in presenza e della ripresa della Dad è sempre dietro l’angolo. Non basta dire di volere la scuola in presenza, bisogna creare le condizioni necessarie, e da solo il vaccino non basta: dimezzare le classi e intervenire su spazi, organici, sistemi di aerazione…”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/08/26/news/scuola_pasticcio_green_pass_i_presidi_regole_chiare_per_ripartire_-315360745/?rss

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