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Superbonus 110 domande sempre in crescita in Campania

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Dati in crescita anche ad ottobre per il Superbonus 110 in Campania, terza regione del Mezzogiorno per numero di interventi richiesti (19.387) dopo la Sicilia (22 mila) e la Puglia (20 mila), e prima, sempre nel Sud, per il valore degli investimenti dall’introduzione della misura: 4,15 miliardi di euro ammessi a detrazione, di cui 2,5 miliardi per lavori già conclusi. A osservare l’andamento in regione è l’Ance Campania con un raffronto dei bollettini sul Superbonus pubblicati ogni mese dall’Enea. I dati sono riferiti al 31 ottobre e sono in linea con il trend nazionale, dove i bonus per l’efficientamento energetico e antisismico sono arrivati a un valore complessivo di 55 miliardi di euro (di cui 38 già impegnati), rispetto ai 39 miliardi di fine luglio con lavori già ammessi a detrazione per 28 miliardi.

Le domande in Campania erano 13 mila al 31 luglio, 18.300 a fine settembre e 19.387 al 31 ottobre. La crescita nell’ultimo mese è circa del sette per cento. Sempre da luglio a oggi, gli interventi ammessi sono cresciuti di un miliardo di euro, passando dai tre miliardi agli attuali 4,15 con le spese effettivamente sostenute aumentate da 1,9 miliardi a 2,56 (pari al 61,7 per cento delle domande finora asseverate). La parte del leone la fanno i condomini con 3540 domande per un valore di 2,25 miliardi di cui 1,3 già spesi. L’investimento medio, per i condomini, è passato da 615 mila euro di fine luglio agli attuali 637 mila.

Il numero di richieste aumenta come quello dei cantieri, in attesa dei dati di fine novembre che secondo le previsioni dovrebbero presentare un boom. Il governo, che ha dichiarato “insostenibile il ritmo del credito imposta attuale”, ha stabilito con il decreto Aiuti quater il taglio alla detrazione dal 110 per cento al 90 a partire da gennaio 2023. Ma i condomini che presenteranno la pratica entro il 25 novembre potranno ancora beneficiare dell’agevolazione al 110 per cento. Sarà dunque una corsa per sfruttare l’ultima finestra utile.

La crescita delle domande fa però i conti con il blocco della cessione dei crediti d’imposta, meccanismo su cui si basa il Superbonus, con sei miliardi da smaltire per banche e istituti che hanno perciò fermato gli acquisti dalle imprese, con il rischio di stop per qualche cantiere già aperto. Le preoccupazioni dei costruttori riguardano inoltre la difficoltà a trovare figure professionali assieme all’aumento dei costi legati alla produzione. Abi e Ance, associazioni di categorie di banche e costruttori, critiche sulla decisione del governo contenuta nel decreto di spalmare i crediti da quattro a dieci anni, chiedono modifiche in sede di conversione del testo in legge.

“Secondo uno studio del Censis su dati Istat – spiega Angelo Lancellotti, presidente Ance Napoli – i 55 miliardi di investimenti del Superbonus hanno generato in un anno un contributo diretto al Pil per 79,7 miliardi e per 36 miliardi per l’indotto, senza considerare che, sempre secondo questo studio, il 30 per cento della spesa incrementale per i bonus pesa effettivamente sullo Stato e che nel Sud il valore aggiunto delle costruzioni è cresciuto nel 2021 del 25,9 per cento”. Per il presidente dei costruttori napoletani, “la nuova linea del governo rischia di penalizzare una misura espansiva che ha prodotto valore ed efficienza al patrimonio immobiliare, nonché una considerevole spinta economica. Le modifiche al Superbonus rischiano di ridurre bruscamente l’occupazione con chiusure aziendali e l’impennata di contenziosi. Per questo riteniamo urgente un intervento dell’esecutivo e un confronto con le associazioni interessate”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/11/21/news/superbonus_110_domande_sempre_in_crescita_in_campania-375515273/?rss

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