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Uccide il fratello per 300 mila euro e canta in auto: “Sono Lupin”

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Canta e parla da solo. In auto, a meno di 24 ore dall’avere messo in atto il piano per uccidere il fratello, Antonio Martone ride e commenta: “Se scampo anche questa, secondo me o faccio la botta o mi ammazzo solo io, o posso prendere il posto di Lupin”. Per gli inquirenti, che intercettano quell’incredibile soliloquio, il 31 marzo scorso, è come ottenere una confessione. Frasi sconnesse, pronunciate in uno stato di euforia. Solo un giorno prima il corpo di Domenico Martone è stato ritrovato privo di vita e completamente sfigurato dalle fiamme in un terreno agricolo di famiglia a Lettere, in una zona ci collina dei Monti Lattari in provincia di Napoli. Il fratello non piange la sua morte. Anzi, ride.

E’ una delle prove contenute nell’ordinanza di convalida del Tribunale di Torre Annunziata, gip Valeria Campanile, che ha stabilito la permanenza in cella del trentaseienne accusato di avere architettato l’omicidio solo per intascare i soldi della polizza della vita del fratello, un giovane semplice e dipendente in tutto dal suo carnefice. E pensando al denaro con cui rifarsi una vita all’estero, l’accusato del delitto si sente sicuro di sé al punto che il 7 aprile aggiunge: “Devono trovare sempre le prove”. In realtà pensa già di partire per l’Asia con la fidanzata filippina. E, quindi canta cose senza senso: “Sciuscià, sciuscia. Dolcezza, dolcezza”.

Mentre parla Antonio Martone, marittimo di Sant’Antonio Abate, guida la Fiat Panda di Domenico appena recuperata dal luogo dell’omicidio. La stessa auto con cui, secondo le immagini della videosorveglianza, la vittima era andato a prenderlo a casa, attirato in una trappola senza essersene accorto. Domenico, il 30 marzo, pensa di avere un incontro con una donna straniera e non un appuntamento con la morte. Operaio stagionale, in un’azienda conserviera, condivide tutto con il fratello di tre anni più grande, che gli ha consigliato un anno prima di stipulare una polizza sulla vita di 300 mila euro.

Unico beneficiario Antonio, di quella assicurazione di cui neanche i genitori devano sapere niente. Un loro segreto, che gli è costata la vita. Domenico non sospetta nulla quando sul cellulare il 30 marzo gli arriva un sms che ritiene di essere di una donna, di origine polacca, che promette di portare un’amica per il fratello Antonio. E, invece, ad averlo inviato è il fratello. Quindi va dal barbiere e poi si presenta puntuale a casa di Antonio alle 18 di sera. Quando arrivano nel casolare di famiglia Antonio lo tramortisce e lo brucia vivo. La tanica con il liquido infiammabile è nel bagagliaio dell’auto. Sono di nuovo le immagini della videosorveglianza a riprendere l’uomo che le infila nella Panda di Domenico, che non si accorge di nulla. E’ entusiasta del pomeriggio che lo aspetta in compagnia di Antonio e di due donne. E, invece, è l’ultimo della sua vita.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/04/20/news/uccide_il_fratello_per_300_mila_euro_e_canta_in_auto_sono_lupin-346140491/?rss

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