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Una “pietra filosofale” per Ischia: a Forio la scultura dell’archistar Kengo Kuma

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Una sagoma ricavata da un blocco di granito dell’Adamello, in Trentino, la cui forma richiama inconsapevolmente le torri difensive del versante occidentale dell’isola, e da cui sgorga un’acqua primigenia, con evidente richiamo a una delle ricchezze di Ischia.  Si chiama” Iwakura Musashino”, letteralmente “spirito della roccia”, la scultura donata a Ischia dall’archistar giapponese Kengo Kuma, tra i più influenti del pianeta: ha progettato, tra l’altro, lo stadio Olimpico di Tokyo. C’è da oggi traccia del suo pensiero e della sua filosofia nel cuore di Forio, in piazza Cristoforo Colombo, dove è stata installata un’opera che, in scala, riproduce un progetto di Kengo Kuma per il museo dei manga a Saitama, il Kadokawa Culture Museum.

Un’iniziativa del PIDA, il Premio Internazionale Ischia di Architettura, in collaborazione con il Politecnico di Milano, realizzata dalla Pedretti Graniti di Daniele Pedretti: il taglio del nastro con il sindaco di Forio, Francesco Del Deo, alla presenza di Leonardo Di Mauro, presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli, che ha evidenziato il fermento di queste settimane a Ischia con eventi culturali e un filone, in particolare, legato proprio all’architettura. Tra gli ospiti anche i fumettisti Giuseppe Palumbo e, in collegamento, Igort, che hanno esplorato il viscerale rapporto del Giappone con la cultura manga.

“L’opera di Kengo Kuma – ha sottolineato Marco Imperadori, titolare della cattedra di Progettazione e Innovazione Tecnologica al Politecnico di Milano – costituisce ora un nuovo fulcro urbano pulsante e vivo di Ischia: una gemma di tonalite che fluttua sull’acqua in un luogo che ora è nuovo e vivo”. “Iwakura fluttua sull’acqua in maniera metafisica – sottolinea Giovannangelo De Angelis, presidente PIDA – e guardando il mare ci dà la possibilità di ritrovarci e di riflettere, sulla materia e sui nostri destini ed è un forte segno di amicizia di Kengo Kuma verso Ischia e la sua gente”.

Nei giorni scorsi, il PIDA aveva proposto, nel cartellone di eventi della settima edizione del Festival internazionale di filosofia di Ischia, una lectio magistralis di Ian Ritchie sul tema dei valori architettonici, dell’altruismo e dell’innovazione in un mondo che cambia a velocità supersonica. Ritchie aveva posto l’accento sul processo ideologico, tecnologico e sociale che sta portando alla catastrofe climatica, proponendo una via di uscita. L’architetto Giuseppina Scavuzzo dell’università di Trieste aveva invece proposto alcune letture del rapporto tra architettura e salute mentale.
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/09/21/news/una_pietra_filosofale_per_ischia_a_forio_la_scultura_dell_archistar_kengo_kuma-318759883/?rss

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