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“Vi racconto il Ventrone napoletano: gli allenamenti al Collana, i 100 metri e l’incontro con Tilli”

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La  fama da ‘Marine’ – così veniva soprannominato per la durezza degli allenamenti cui sottoponeva i suoi calciatori –  se l’è costruita allo stadio Collana.  Gian Piero Ventrone, scomparso oggi a 62 anni all’ospedale Fatebenefratelli, ha cominciato a frequentarlo negli anni 80: “Ci siamo conosciuti così”, dice Maurizio Marino che dell’impianto vomerese è una memoria storica oltre ad essere un punto di riferimento dell’atletica leggera napoletana: “Si è avvicinato al nostro sport – continua Marino – proprio per imparare nuove metodologie di allenamento. Ha assorbito molto da questo mondo ed è poi diventato un innovatore nel calcio: non tralasciava nulla. Ricordo che una volta si fece presentare Stefano Tilli, al quale chiese tanto riguardo la sua preparazione. Era maniacale”.

Gian Piero Ventrone, vomerese di via Pietro Castellino, si cimentò pure sui 100 metri, la gara regina della velocità: “Era abbastanza veloce – continua Marino – e molto bravo. Con lui ho condiviso pure la passione per il ciclismo. Era una persona scrupolosa. Ha imparato molto e credo che il periodo allo stadio Collana sia stato decisivo per la sua formazione. Gian Piero era molto riservato. Per certi versi è stato un napoletano atipico. Per quanto mi riguarda, la sua scomparsa è stata un grande dolore. Avevamo ancora una chat degli amici del Collana e da questa mattina non facciamo che ricordarlo. Siamo tutti scioccati”.

Ha le lacrime agli occhi Eugenio Albarella che ha celebrato sui social il loro primo incontro: “Mi sembra ieri. Ci siamo ritrovati nel maggio 1991 in una sala di Coverciano al primo corso riconosciuto dalla Figc per preparatori atletici. Due napoletani con la voglia di imporsi in questo mondo. Da allora non ci siamo mai più lasciati: è nata una grandissima amicizia. Abbiamo gioito l’uno dei successi dell’altro. Non ci siamo mai accontentati”.

Il sodalizio di Ventrone con Lippi è cominciato proprio nel Napoli nella stagione 1993-94: “Si definiva un tedesco – commenta Raffaele Di Fusco – ci allenavamo tanto con lui. Era una persona perbene e preparata. Ricordo che facevamo molta palestra. E sul campo la sua metodologia funzionava”.  In quel Napoli c’era pure un giovane Fabio Cannavaro col quale ha lavorato in Cina al Guangzhou Evergrande. L’ex Pallone d’Oro, adesso tecnico del Benevento, lo ha salutato su instagram: “Ciao amico mio, ti ricorderò sempre con grande affetto”.

La camera ardente al Fatebenefratelli sarà aperta fino a sabato, i funerali saranno celebrati domenica alle 15 alla chiesa di San Luigi Gonzaga, a via Petrarca.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/10/06/news/gli_allenamenti_al_collana_i_100_metri_e_lincontro_con_tilli_ventrone_cosi_e_diventato_il_marine_del_calcio-368865282/?rss

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