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Sandro Ruotolo verso candidatura Senato  

COSA FARE IN CITTA’ Gennaio 17. 2020

E’ sul nome del giornalista Sandro Ruotolo che stanno confluendo le forze di centrosinistra per la scelta del candidato alle elezioni suppletive nel collegio uninominale Campania 7 al Senato, corrispondente a parte del comune di Napoli. Lo confermano fonti Pd all’Adnkronos, spiegando che dopo la rottura consumata giovedì con il Movimento 5 Stelle, che ha deciso di presentare un proprio candidato (Luigi Napolitano) – scelto con un voto sulla piattaforma Rousseau – partiti e movimenti di centrosinistra hanno lavorato alla ricerca di un profilo che mettesse insieme tutte le forze che intendono sostenere il governo Conte II.  

La candidatura di Ruotolo sarebbe sostenuta anche da Dema, il movimento politico fondato e presieduto dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, per il quale si era ipotizzato il nome dell’assessore alla Scuola del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri; ipotesi che verrebbe meno in caso di convergenza di tutte le forze sul nome del giornalista. 

ZINGARETTI – “È sicuramente una buona notizia” afferma il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in merito alla disponibilità di Ruotolo a candidarsi con un’ampia coalizione civica. “Un professionista riconosciuto – aggiunge – che ha segnato la storia del giornalismo di inchiesta, impegnato nel riscatto del Mezzogiorno. Una candidatura che allarga il campo delle forze progressiste, riformiste, ambientaliste, civiche, democratiche, rappresentando un importante passo in avanti nella direzione da noi auspicata”.  

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Con 750 mila visitatori, la Cappella Sansevero è il museo più visitato di Napoli. Ecco tutti i suoi record

COSA FARE IN CITTA’ Gennaio 15. 2020

La Cappella Sansevero è il museo più visitato di Napoli anche nel 2019. I visitatori totali dello stupendo scrigno del barocco e della famosa statua del Cristo Velato sono stati ben 758.453 , ovvero sessantamila in più rispetto all’anno precedente che ne aveva registrati 698.530. I visitatori che hanno pagato il ticket di ingresso (ritoccato a […]

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M5S, Napolitano ci riprova: in corsa per Senato compagno di studi di Di Maio  

COSA FARE IN CITTA’ Gennaio 15. 2020

di Antonio Atte  

Da Napoli a Roma, passando per Rousseau. In corsa per un seggio al Senato, in vista delle suppletive 2020, c’è anche l’ingegnere gestionale Luigi Napolitano, compagno di studi del capo politico Luigi Di Maio ai tempi dell’università e fondatore, nel periodo in cui frequentava la Federico II, dell’associazione di studenti di ingegneria a cui aderì il leader 5 Stelle.  

Napolitano, già candidato alle europee del 2019, ha annunciato su Facebook la sua disponibilità “alla candidatura per le prossime parlamentarie del Movimento Cinque Stelle per la scelta del candidato alle elezioni politiche suppletive 2020 per il Senato della Repubblica”. “In questa disponibilità che ho manifestato – ha aggiunto – ripongo tutta la mia storia, tutto il mio percorso di attivista e di persona da sempre impegnata nel sociale”.  

Oggi infatti, dalle 10 alle 19, gli iscritti grillini sono chiamati a scegliere su Rousseau tra i nomi in lizza per il Collegio uninominale Campania – 07 per Palazzo Madama, seggio occupato dal geologo Franco Ortolani fino alla sua scomparsa, avvenuta lo scorso 22 novembre. Parlando con il cronista dell’Adnkronos che gli chiede del suo rapporto di amicizia con Di Maio, Napolitano glissa: “Ci sono le votazioni in corso e non posso rilasciare dichiarazioni. E comunque la Facoltà di ingegneria è frequentata da 17mila persone…”. 

Alle europarlamentarie M5S dell’anno scorso Napolitano ottenne 622 voti, che gli consentirono di entrare nella lista definitiva dei candidati al posto di Aniello Nazaria, escluso nonostante le sue 925 preferenze. Nazaria, anche lui ingegnere, presentò una denuncia al Tribunale ordinario, parlando di “bassezza incredibile che ha fatto svanire in un solo colpo i principi di democrazia diretta”. 

Nella lista dei candidati alle parlamentarie figura anche il nome di Luca Caiazzo, in arte Lucariello, rapper originario di Scampia e autore insieme a ‘Nto del brano “Nuje vulimme ‘na speranza”, diventato sigla di “Gomorra – La serie”: “Ho deciso di metterci ancora la faccia per difendere la nostra terra, per rappresentare questo collegio che si articola in quelle periferie dove sono nato e cresciuto, dove il voto di scambio per pochi soldi è diffusissimo e dove sarà indispensabile lottare per non lasciare alla Lega un altro pezzo delle nostre vite”, ha dichiarato il cantante. 

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Napoli scontro treni, ipotesi disastro ferroviario e lesioni 

COSA FARE IN CITTA’ Gennaio 14. 2020

Disastro ferroviario, lesioni e violazione delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Questi i reati ipotizzati dalla Procura di Napoli che ha aperto le indagini sull’incidente avvenuto ieri sui binari in prossimità della stazione Piscinola della Linea 1 della metropolitana e che ha coinvolto 3 treni, con il ferimento di 4 persone tra cui un macchinista. 

Le indagini si concentreranno non solo sul tratto ferroviario interessato dall’incidente, ma sull’intera Linea 1, nota anche come “metropolitana collinare” in quanto collega il Vomero e i quartieri dell’area nord della città con il centro, e come “metro dell’arte” per la bellezza di alcune delle stazioni.  

Nel corso delle indagini saranno ascoltati i vertici dell’Anm (Azienda napoletana mobilità), società del Comune di Napoli che gestisce la linea ferroviaria, mentre è già stato ascoltato il macchinista coinvolto nell’incidente, trasportato in codice rosso all’ospedale Cardarelli e che ha riportato un trauma toracico. Nella serata di ieri il pm ha autorizzato lo sgombero dei binari disponendo il sequestro di quattro unità di trazione di due treni.  

Oggi la circolazione ferroviaria sulla Linea 1 è stata riattivata ma limitatamente alla tratta Colli Aminei-Dante. Proseguono intanto le verifiche della Polizia ferroviaria sul tratto ferroviario interessato, per far luce sulla dinamica e sulle cause dell’incidente. Questa mattina è intervenuto sul posto anche personale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’esecuzione delle verifiche di competenza.  

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Corruzione in atti giudiziari, arrestato magistrato 

COSA FARE IN CITTA’ Gennaio 14. 2020

Prestazioni sessuali, soldi in contanti, preziosi, promessi e consegnati a più riprese dagli indagati accusati di corruzione a un magistrato in servizio presso la Corte di Appello di Catanzaro. E’ quanto emerso dalle indagini avviate nel 2018, condotte dalla Guardia di Finanza di Crotone e dirette dalla Dda in esecuzione di una ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Salerno nei confronti di otto indagati, sette in carcere uno ai domiciliari. Tutti i destinatari delle misure cautelari sono gravemente indiziati, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari, in alcuni casi, aggravata dall’articolo 416 bis. Tra i destinatari della misura cautelare in carcere Marco Petrini, magistrato in servizio alla Corte di Appello di Catanzaro, e un avvocato del foro di Catanzaro, mentre a un collega del foro di Locri è stata applicata la misura degli arresti domiciliari. Quanto emerso da un’attività investigativa supportata anche dagli uomini del Servizio Centrale Operativo Criminalità Organizzata di Roma, è una sistematica attività corruttiva nei confronti di un presidente di sezione della Corte di Appello di Catanzaro nonché presidente della Commissione Provinciale Tributaria del capoluogo di regione calabrese. 

Gli indagati sono accusati di aver promesso e consegnato al magistrato beni e utilità, prestazioni sessuali comprese, in cambio del suo intervento per ottenere in processi penali, civili o in cause tributarie, sentenze o comunque provvedimenti favorevoli a loro o ad altre persone. In alcuni casi i provvedimenti favorevoli richiesti al magistrato e da questo promessi erano diretti a vanificare, con assoluzioni o consistenti riduzioni di pena, sentenze di condanna pronunciate in primo grado dai Tribunali del Distretto di Catanzaro, provvedimenti di misure di prevenzione, già definite in primo grado, o sequestri patrimoniali in applicazione della normativa antimafia, nonché sentenze in cause civili e accertamenti tributari.  

Oltre al magistrato, una figura centrale del sistema corruttivo sarebbe stata un insospettabile medico in pensione ed ex dirigente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Oltre a “stipendiare” mensilmente il magistrato per garantirsi le sue funzioni, si sarebbe dato da fare per procacciare nuove occasioni di corruzione, proponendo a imputati o a parenti di imputati condannati in primo grado, nonché a privati implicati in cause civili, decisioni favorevoli in cambio di denaro, di beni o di altre utilità.  

Nello specifico, le azioni corruttive documentate anche attraverso intercettazioni audio e video, sarebbero servite a far riottenere il vitalizio a un ex politico calabrese che, nel corso della V Legislatura regionale, ricopriva la carica di consigliere della Regione Calabria già condannato nel 2014 a sei anni di reclusione e quindi non più beneficiario dell’assegno vitalizio per la carica rivestita. Beni e utilità venivano anche offerti per agevolare, per alcuni candidati, il superamento del concorso per l’abilitazione alla professione di avvocato.  

Le indagini hanno permesso di accertare la pesante sofferenza finanziaria in cui versava Petrini, il giudice arrestato: una condizione “cronicizzata”, scrive il procuratore salernitano Luca Masini, e assolutamente non risolvibile nel breve periodo. Da qui la necessità del magistrato di procurarsi la disponibilità, oltre al suo stipendio e ai compensi come Giudice Tributario, di somme di denaro in contanti anche per mantenere l’elevato tenore di vita. Nella sua abitazione i finanzieri hanno trovato e sequestrato 7mila euro in una busta.  

Tra i destinatari delle misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Salerno Giovanna Pacifico c’è Giuseppe Tursi Prato, ex consigliere della Regione Calabria. Condannato nel 2004 a 6 anni di reclusione, aveva quindi perso l’assegno vitalizio. I soldi al giudice Petrini sarebbero stati promessi, secondo quanto si legge nell’ordinanza, “per far adottare dal collegio giudicante un provvedimento favorevole rispetto al ricorso presentato da Tursi con il quale si chiedeva la declaratoria di ineseguibilità della sentenza di condanna definitiva del 20-12-2004 pronunciata dalla suddetta Corte (divenuta irrevocabile il 6/2/2007) con la quale il ricorrente era stato condannato, tra l’altro, per concorso in associazione di tipo mafioso (…) al fine di consentire allo stesso Tursi il ripristino dell’assegno vitalizio regionale quale ex consigliere, di cui aveva effettivamente beneficiato dal primo aprile 2008 e fino all’aprile 2014” per un ammontare complessivo di oltre 156mila euro. 

Emilio Santoro, che fungeva da intermediario, “consegnava al presidente Petrini una prima somma di denaro – scrive il Gip – per l’importo di 500 euro per l’interessamento di quest’ultimo finalizzato all’accoglimento del ricorso presentato da Giuseppe Tursi Prato”. “Il 17 ottobre Santoro e Luigi Falzetta incontravano nuovamente nei pressi della sede della Commissione Provinciale tributaria di Catanzaro Marco Petrini che, in quella occasione, prometteva di consegnare a Santoro (detto Mario) un documento prima del 2 novembre 2018, raccomandando massima riservatezza,aggiungendo le espressioni ‘Mario dì all’amico tuto che è amico mio che giorno 12 si fa’ e ancora ‘lui la causa l’ha vinta al 1000 per 1000’ e, nello stesso contesto, accettava in cambio della decisione favorevole sul ricorso di Tursi la promessa di una ulteriore utilità consistita in un soggiorno gratuito presso una struttura gestita dallo stesso Falzetta a Brusson in Valle d’Aosta”.  

Ma non solo: cassette di gamberoni e merluzzetti da 350 euro, una bottiglia di champagne, clementine, verdura e formaggi venivano consegnate nell’androne dell’abitazione del giudice per ricordargli la causa sul ricorso di Tursi. Regali che aumentavano con l’approssimarsi della discussione del ricorso, somme di denaro prelevate nell’istituto di credito presieduto da Ottavio Rizzuto, la Bcc del Crotonese, destinatario anche lui della misura cautelare. 

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