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Schiaffi all’asilo, sospese due maestre  

CAMPANIA ULTIM'ORA aprile 18. 2019

Ingiurie, schiaffi e capelli tirati ai bimbi dell’asilo: sospese due maestre di una scuola per l’infanzia di Sant’Antimo, in provincia di Napoli. Le due maestre, di 62 e 63 anni, sono state raggiunte da un’ordinanza di sospensione temporanea dall’esercizio pubblico di insegnamento e cura dei minori emessa dal gip della procura di Napoli Nord ed eseguita dai carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania.  

Le indagini sono scattate a seguito delle denunce presentate lo scorso novembre ai carabinieri di Sant’Antimo dai genitori di alcuni bambini che a casa avevano manifestato disagio e cambiamenti di umore, ritenuti riconducibili a comportamenti subiti a scuola. 

Decisivi per scoprire i maltrattamenti non sono state solo le videocamere nascoste e le intercettazioni ambientali ma anche i disegni dei bambini. Gli investigatori hanno acquisito dei disegni fatti dai piccoli che hanno consentito di documentare diversi episodi di maltrattamenti. Nei loro confronti, secondo l’ipotesi accusatoria della Procura avvalorata dal gip che ha emesso l’ordinanza, le insegnanti rivolgevano ingiurie verbali, strattonandoli, percuotendoli con schiaffi e tirando loro i capelli. 

 

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Crollo scuola, ferita maestra incinta e bimbi contusi  

CAMPANIA ULTIM'ORA aprile 16. 2019

Crolla una parete in una scuola: ferita la maestra, cinque bimbi contusi. E’ successo nell’istituto scolastico ‘Tenente De Rosa’ su corso Umberto I a Sant’Anastasia. Sul posto il sindaco Lello Russo con alcuni consiglieri comunali, i vigili urbani e il personale del 118, arrivato dopo la chiamata di allarme dei carabinieri. Alcuni testimoni raccontano di aver visto i bambini in lacrime scappare dal plesso scolastico subito dopo il crollo in cui è rimasta ferita una donna incinta, insegnante in servizio nella scuola elementare e cinque bambini sono rimasti contusi. La parete crollata è in siporex e serviva per dividere due aule. A causarne il cedimento potrebbe essere stata una pressione troppo forte sulla parete. 

 

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Fico a Napoli: “Lo Stato deve presidiare”  

CAMPANIA ULTIM'ORA aprile 14. 2019

“Sappiamo che nella nostra città accadono queste cose terribili, però dobbiamo provare a invertire la rotta totalmente”. Lo ha detto Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, parlando con la preside della scuola del Rione Villa, quartiere San Giovanni a Napoli, a poca distanza dalla quale lo scorso 9 aprile è avvenuto un agguato nel quale un 57enne è stato ucciso davanti al nipotino. “Qui non serve qualcosa di emergenziale – ha spiegato Fico rivolgendosi alla dirigente scolastica – serve una programmazione che sia stabile e costante. Voi fate un lavoro eccezionale, ma dobbiamo essere tutti insieme come Stato a sviluppare un lavoro ancora più forte, per esservi vicino, per comprendere come possiamo agire sempre meglio”. 

“Ci vuole la presenza dello Stato – ha sottolineato – non è possibile che ci siano poche o zero volanti, serve che ci siano i vigili urbani, la polizia e i carabinieri. La zona deve essere presidiata e presidio non significa militarizzazione”. “Bisogna presidiare – ha ribadito Fico – e militarizzare tutto il resto, assistenti sociali, cultura, istruzione, formazione, educazione, sport e piazze sociali”. 

“Dobbiamo portare via i ragazzi da un destino che a volte è segnato – ha scandito ancora il presidente della Camera – La grande sfida dello Stato deve essere che nessun ragazzo abbia il destino segnato”. “Dobbiamo dare opportunità di chance nuove – ha aggiunto – tramite la scuola e un patto sociale forte tutti noi possiamo farlo. E’ finito il periodo dell’emergenza, deve iniziare il periodo della programmazione. Lo deve fare il Parlamento, devono farlo le Commissioni e i Ministeri insieme. Si devono fare cose nell’immediato, perché devono arrivare più polizia, vigili e carabinieri ma al contempo dobbiamo riuscire a programmare”.  

Fico ha lanciato quindi la proposta di un “enorme piano di assunzioni di assistenti sociali che supportino il Comune di Napoli”. “Serve un piano di sostegno vero alle famiglie e un piano enorme di assunzioni di assistenti sociali che siano formati, nuovi e che supportino finalmente il comune di Napoli per le esigenze che ci sono. Qui – ha ricordato – ci sono 3 assistenti sociali per mille famiglie, è impossibile continuare così”. Fico ha richiamato inoltre l’esigenza di “un patto sociale” che comprenda l’intera filiera fatta di “assistenti sociali, scuola, rete di progetti integrata sul territorio fatta da associazioni e parroci. Questo patto sociale – ha aggiunto – deve essere finanziato, supportato e anche verificabile tra 4 o 5 anni. Progetti stabili, non emergenziali e senza finanziamenti spot”. 

Per il presidente della Camera, “Napoli deve diventare una questione assolutamente nazionale”. Fico ha spiegato che “questione nazionale non è per forza questione emergenziale o di crisi, perché ci sono anche tante cose che funzionano, ma bisogna vedere dove ci sono dei vuoti e colmarli con la presenza dello Stato”. Quindi ha ricordato la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sabato scorso al Rione Villa e al Rione Sanità: “C’è la massima attenzione perché qui sappiamo che ci sono le massime energie e risorse. Questa città e questa periferia sono eccezionali, ci sono risorse straordinarie, intelligenze incredibili. Quello che impedisce di svilupparsi fino in fondo è la criminalità organizzata. Ci vuole una svolta vera, la camorra non è qualcosa che ci dev’essere per forza ma si può sconfiggere insieme, facendo diventare i ragazzi cittadini nuovi e chi non vuole esserlo va in carcere o fuori da questo quartiere e questa città”, ha concluso Fico.  

Il presidente della Camera è intervenuto anche con un post su Facebook: “Stamattina sono al rione Villa di Napoli, dove pochi giorni fa un uomo è stato ucciso a pochi passi da una scuola. Qui serve la presenza dello Stato: il presidio con le forze dell’ordine che fanno un lavoro importante, allo stesso tempo dobbiamo militarizzare con assistenti sociali, cultura, formazione, sport e occasioni di crescita sana. Lo dico a me stesso innanzi tutto: dobbiamo fare di più”. “Abbiamo il compito di stare a fianco di una comunità scolastica che tra mille difficoltà fa un lavoro eccezionale. Questo significa portare via i ragazzi da un destino segnato, lo dobbiamo al loro futuro. Lo dobbiamo a noi tutti. E possiamo farlo se andiamo oltre la politica dell’emergenza e scegliamo la politica della programmazione”, ha aggiunto il presidente della Camera. 

 

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