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Tir piomba su auto, muore studente 29enne  

COSA FARE IN CITTA’ agosto 10. 2019

Uno studente di 29 anni, Fabio Marra, di Piedimonte Matese (Caserta) è morto nella serata di ieri a seguito di un incidente stradale avvenuto al chilmetro 16,400 della statale 372 Telesina. Il ragazzo, a bordo di una Fiat Punto, stava percorrendo l’arteria quando è stato travolto improvvisamente da un Tir che ha invaso la direzione di marcia opposta, piombando sull’auto tra i comuni di Dragoni e Baia e Latina (Caserta).  

Il ragazzo aveva appena fatto rifornimento di carburante in una stazione di servizio e si apprestava ad incontrare alcuni amici. Molto conosciuto in zona, frequentava anche la comunità parrocchiale del suo Comune. L’urto violento del Tir contro l’auto del ragazzo, ha fatto finire il veicolo fuori strada, nella scarpata.I vigili del fuoco, infatti, hanno lavorato per diverse ore per liberare il cadavere dalle lamiere. Il conducente del Tir è rimasto illeso ed è stato sentito anche dagli agenti della Polstrada che sono giunti sul posto insieme ai carabinieri. Non è escluso che il guidatore del container-frigo possa avere avuto un colpo di sonno perdendo così il controllo del mezzo. Indagini sono in corso sulla base dei rilievi eseguiti sul posto.   

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Polizia arresta bersaglio agguato in cui fu ferita Noemi 

COSA FARE IN CITTA’ agosto 09. 2019

Sei persone sono state arrestate dalla polizia perché ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’acquisto, trasporto, commercializzazione e vendita di sostanza stupefacente, all’estorsione e alla detenzione illegale di arma da fuoco, per conto del clan Reale-Rinaldi, attivo sul territorio di San Giovanni a Teduccio. In manette anche Salvatore Nurcaro, 32 anni, uno dei capi e promotori dell’associazione riconducibile al clan Reale, che nel pomeriggio del 3 maggio 2019, è rimasto vittima, in piazza Nazionale, di un agguato nel corso del quale è stata ferita anche la piccola Noemi. Gli arresti sono stati effettuati, ieri sera, su delega della Dda di Napoli, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.  

Gli elementi acquisiti hanno consentito di ricostruire l’operatività del clan Reale con particolare riferimento alla gestione delle piazze di spaccio che costituisce una delle ragioni del ventennale scontro tra il clan Rinaldi-Reale e il clan Mazzarella.  

Le intercettazioni hanno poi consentito di ricostruire oltre alla dinamica dell’agguato anche il movente, ovvero la gestione del traffico di sostanze stupefacenti, e, in particolare, un debito di Nurcaro nei confronti di un membro del clan Formicola.  

Nurcaro, nel tentativo di recuperare delle somme per onorare il debito, secondo gli inquirenti, ha cominciato a pretendere il denaro delle piazze di spaccio di appannaggio del clan Mazzarella.  

Le indagini, oltre a confermare l’attualità dell’inserimento di Salvatore Nurcaro nel clan Reale-Rinaldi, hanno permesso anche di riattualizzare il ruolo di tutti gli affiliati già emergenti dalle intercettazioni svolte da novembre 2015 fino a novembre 2016, in particolare del 23enne Pasquale Reale, del 28enne Antonio Reale e del 22enne Vincenzo Reale, fornendo un chiaro riscontro alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.  

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Corinaldo, la banda dello spray all’interrogatorio  

COSA FARE IN CITTA’ agosto 05. 2019

I componenti della banda dello spray, accusati della strage di Corinaldo (Ancona), si sono divisi dinanzi al gip per gli interrogatori di garanzia celebrati nelle carceri tra Ravenna e Modena. Il diciannovenne Ugo Di Puorto, alla presenza del suo avvocato Francesco Rossi, ha preferito il silenzio. E’ considerato la figura centrale della banda. Potrebbe essere suo il dna ritrovato su una delle bombolette al peperoncino. E’ figlio del boss Sigismondo Di Puorto, detto Sergio, 48 anni, di San Cipriano di Aversa (Caserta), detenuto per due condanne per associazione camorristica ed estorsione con collegamenti con il clan dei Casalesi gruppo Schiavone. 

Non ha parlato neppure Badr Amouiyah, 19 anni, difeso dall’avvocato Pietro Chianese che all’Adnkronos  spiega: “Prepariamo già il riesame, per il mio cliente contesterò l’elemento associativo anche se questa vicenda giudiziaria è complessa. A mio avviso si deve valutare una serie di cose. Il reato da contestare potrebbe anche non essere l’omicidio preterintenzionale, che per ora rimane il reato più grave. Potrebbe profilarsi anche un 586 codice penale. Una morte causata da un fatto non voluto. Ma sono cose che si devono valutare ancora. E’ ancora presto per dirlo. Da tener presente che in questa vicenda c’è pure un’altra inchiesta in atto, che vede coinvolte altre persone sui problemi legati alla mancata sicurezza in quella discoteca”.      

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