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E’ morto Francesco Durante  

COSA FARE IN CITTA’ agosto 02. 2019

Ines Mainieri e l’intero staff del Festival Salerno Letteratura “piangono la prematura scomparsa del direttore artistico Francesco Durante, venuto improvvisamente a mancare. Con la sua cultura, l’innata sensibilità, la profondità di spirito e l’immenso patrimonio di relazioni umane e professionali, ha fatto sì che il Festival crescesse ogni edizione di più, fino a confermarsi una delle più importanti realtà italiane. Lavorare per sette anni con Francesco Durante è stato un viaggio bellissimo, caratterizzato dal rigore e dalla passione che lo hanno sempre caratterizzato e che hanno portato il Festival a raggiungere i risultati finora ottenuti”. 

Francesco Durante, direttore artistico del Festival Salerno Letteratura, è morto a Capri all’età di 66 anni per un malore improvviso. Durante era nato ad Anacapri il 25 settembre 1952, ma ha ha vissuto infanzia e adolescenza in Friuli laureandosi in letteratura italiana all’Università di Padova. ha iniziato la carriera nel 1974 al Messaggero Veneto, passando poi al Piccolo di Trieste e infine al Mattino di Napoli dove è stato cronista, inviato e negli ultimi tempi editorialista. Ha insegnato in diverse università e dal 2013 è stato nominato direttore artistico al Festival Salerno Letteratura. Apprezzato traduttore dall’inglese, soprattutto delle opere di John Fante e dei primi romanzi di Bret Easton Ellis, ha curato per Mondadori due volumi della collana ‘I Meridiani’: ‘Romanzi e racconti’ di John Fante (2003) e ‘Opere’ di Domenico Rea (2005). In una nota il presidente dell’associazione culturale Tempi Moderni, Marco Russo piange la sua “prematura scomparsa”. La sinergia tra Tempi Moderni e il Festival Salerno Letteratura “aveva visto il suo battesimo nel 2016, quando Francesco raccontò con noi il Pasolini ‘friulano’ – ricorda Russo – in un rapporto di affettuosa collaborazione consolidatasi negli anni fino al dicembre e gennaio scorsi, quando Tempi Moderni ha ospitato, nell’ambito della mostra dedicata all’artista Maurizio Savini, alcuni appuntamenti del fuorifestival di Salerno Letteratura. Al direttore organizzativo Ines Mainieri e alla grande famiglia del Festival, le più sincere condoglianze dallo staff di Tempi Moderni”. 

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Lettera con ossa e pezzi di carne a sindaco Puglianello  

COSA FARE IN CITTA’ luglio 31. 2019

Una lettera minatoria con all’interno delle ossa di pollo, pezzi di carne, alcune spille intrecciate e un testo che lo invitava a un appuntamento presso il cimitero è stata recapitata all’indirizzo del sindaco di Puglianello, Francesco Maria Rubano. L’episodio è stato denunciato dal suo gruppo in amministrazione comunale, quello di ‘Uniti e Coerenti con Rubano Sindaco’.  

“Che si tratti di minacce o di un maleficio – scrivono -, è davvero inammissibile un episodio ai danni di una persona perbene e membro stimabile della nostra comunità. Una persona che la stragrande maggioranza dei cittadini di Puglianello ha voluto investire del prestigioso ruolo di guida. Evidentemente l’integrità morale di Francesco Maria Rubano, che si è sempre contraddistinto attraverso il suo stile personale e istituzionale, è scomoda per qualcuno o motivo di invidia e frustrazione per qualche altro. Ormai si è superato il limite massimo della decenza e della pazienza. Siamo convinti che le indagini delle forze dell’ordine possano accertare al più presto l’identità dei responsabili, vigliacchi a tal punto che non hanno nemmeno il coraggio di manifestarsi”. L’episodio è stato immediatamente denunciato ai carabinieri che stanno indagando per risalire all’autore o agli autori del gesto. 

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“Ciao Mario, eroe dei nostri tempi”  

COSA FARE IN CITTA’ luglio 30. 2019

“Ciao Mario, Eroe dei nostri tempi. E se questo mondo non ti ha saputo proteggere, sappi che Somma Vesuviana non ti dimenticherà mai”. Lo scrive a conclusione di una lunga lettera il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno che con la missiva dedica un ultimo saluto al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, morto a Roma a 35 anni, e ringrazia la cittadinanza e le forze dell’ordine per la partecipazione alle esequie avvenute lunedì scorso.  

“Lunedì scorso abbiamo salutato con una solenne cerimonia nella chiesa della Santa Croce il nostro concittadino Vicebrigadiere della Benemerita Mario Cerciello Rega – scrive Di Sarno – è stata una cerimonia sentita e partecipata come meritava il mio, il nostro amico. E dopo il momento del profondo dolore e della commozione è il momento di ringraziare quanti hanno fatto si che tutto si svolgesse secondo i protocolli e senza alcun intoppo. So che non è possibile ringraziare veramente tutti senza correre il rischio di omettere qualcuno e di ciò mi scuso anticipatamente. Un primo grazie va alla famiglia di Mario per aver consentito alla sua città natia un ultimo caloroso abbraccio al suo amato figlio. Un sentito ringraziamento va poi all’Arma del Carabinieri, che con sincero affetto ha tributato a Mario i più alti onori dovuti agli eroi caduti nell’adempimento del proprio dovere. Grazie, anche a tutti gli altri Corpi dello Stato, dalla Guardia di Finanza alla Polizia di Stato, a quella Penitenziaria, all’Esercito, alla Marina Militare, fino ai Vigili del Fuoco che sono voluti essere presenti a questo ultimo saluto”.  

“Senza doverli elencare uno per uno, ringrazio per la loro presenza le alte cariche dello Stato, i deputati, i senatori e i tanti colleghi sindaci che hanno testimoniato con la loro presenza la vicinanza delle Istituzioni alla famiglia di Mario e all’Arma dei Carabinieri. Come comprensibile – si legge ancora nella lettera del sindaco di Somma Vesuviana –  l’organizzazione di un evento così delicato e complesso ha messo alla prova anche l’intera macchina comunale e in particolare il sistema di protezione civile. Nel poco tempo disponibile abbiamo fatto il possibile per mettere in campo, in collaborazione con l’Arma e con la Questura, una pianificazione che ha previsto l’impiego di centinaia di volontari della protezione civile e della Croce Rossa Italiana che hanno affiancato il corpo della Polizia Municipale in un compito non semplice. Un ultimo ringraziamento – conclude Di Sarno – va alla comunità sommese che ha dimostrato anche in questa occasione la sua parte migliore, e con compostezza e vero sentimento ha partecipato alla celebrazione e sopportato qualche inevitabile disagio”. 

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Papà di Elder: “Abbiamo temuto per la sorte di nostro figlio”  

COSA FARE IN CITTA’ luglio 30. 2019

“Io e mia moglie, dopo aver visto la foto di Hjorth bendato, abbiamo temuto per la sorte di nostro figlio. Ma siamo stati rassicurati sul fatto che non ha subito alcun maltrattamento”. Lo dice, attraverso fonti legali, Ethan Elder, il papà di Finnegan Lee, il 19enne americano in carcere per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Il padre del ragazzo, detenuto a Regina Coeli, è arrivato oggi a Roma.  

Il padre di Hjorth: “Non si dà pace per quanto successo”
 

La famiglia di Elder ha detto all’emittente Abc7 di aver organizzato il viaggio di Finnegan da solo in Italia sperando di allontanarlo dalla sua cerchia di amici. I genitori hanno, poi, prenotato una stanza per una notte all’Hotel Meridian a Roma, per incontrare il suo amico ed ex compagno di scuola Gabe Natale, nella Capitale già da qualche giorno per vedere suo nonno, che vive fuori città. 

“Questo processo andava celebrato in tribunale e non sulla stampa. Abbiamo assunto la difesa da 12 ore e stiamo cercando di ricostruire tutti i passaggi di una vicenda che presenta ancora aspetti poco chiari. In particolare mi riferisco alla dinamica dei fatti, nella fase finale, quella con la colluttazione che non mi risulta sia quella rappresentata dalle fonti investigative”. Così Renato Borzone, uno dei difensori del 19enne. “Elder è costernato per l’accaduto così come la sua famiglia ha espresso la propria vicinanza a quella del vicebrigadiere Cerciello Rega. Questa difesa ha cominciato a lavorare e chiede rispetto in ordine alla figura di Elder che non ha alcun precedente penale, neppure negli Stati Uniti, e non è affatto un soggetto violento”, aggiunge il legale annunciando che il padre di Elder potrebbe incontrare in carcere il figlio tra domani e dopodomani.  

Intanto, la procura militare di Roma ha aperto un fascicolo, a carico di ignoti, esclusivamente in relazione alla diffusione della foto di Natale Hjorth, ammanettato e bendato nella caserma dei carabinieri. Abuso d’ufficio e rivelazione di segreto d’ufficio: sono queste le ipotesi di reato: per questa vicenda infatti un militare dell’Arma è stato indagato. A quanto si apprende, la procura militare sta lavorando in coordinamento con la procura di Roma. Tra gli atti acquisiti dalla Procura di Roma c’è anche l’elenco dei turni delle presenze in servizio della Stazione Farnese. Lo scopo degli inquirenti è confermare la presenza in servizio di Cerciello e del collega Andrea Varriale nel turno da mezzanotte alle 6 del 26 luglio scorso.  

Rilievi e controlli per isolare impronte e tracce biologiche: con questo obiettivo i Carabinieri questa mattina hanno effettuato un primo sopralluogo nella stanza dell’Hotel Meridien, nel quartiere Prati di Roma, dove alloggiavano Elder Finnegan Lee e Natale Christian Hjorth, i due giovani statunitensi in carcere per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Secondo fonti della Procura, gli investigatori, alla presenza dei legali dei due americani e dei consulenti hanno recuperato e isolato tracce biologiche e papillari mentre tutti gli oggetti che erano nella stanza e nelle valigie è già in mano degli investigatori. La stanza resta sotto sequestro 

“Oggi è una giornata determinante. Entreremo nella camera dei due americani per accertamenti irripetibili” aveva detto il legale Ferrandino in diretta a ‘Barba&Capelli’, trasmissione di Corrado Gabriele in onda su Radio Crc. “La vedova – ha aggiunto l’avvocato – è afflitta da un grandissimo sconforto, ma l’Arma le è vicina h24, cercando di sostenerla il più possibile. Oggi ci saranno degli accertamenti irripetibili: tra pochissimi minuti entreremo nell’albergo dove hanno soggiornato i due americani. Le indagini continueranno poi nei laboratori del Ris, con tecnici e consulenti di parte. Ci sentiamo totalmente tutelati da due magistrati che, con scrupolo e serietà, stanno portando avanti le indagini. Siamo sereni. L’estradizione non la prendo nemmeno in considerazione. Mario – ha concluso Ferrandino – era il carabiniere che, in un anno, portava a termine più operazioni con successo nella propria caserma”.  

Intanto la Procura di Roma conferma che è indagato il carabiniere che avrebbe bendato Christian Gabriel Natale Hjorth. C’è riserbo invece in merito all’ipotesi di reato di cui è accusato il carabiniere. 

 

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