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CULTURA PARTENOPEA dic 05, 2018 admin

Tornano a casa le “anime pezzentelle”

Sono esposte nel Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, oltre cento anime del Purgatorio, realizzate in terracotta dipinta fra XIX e XX secolo, acquisite dall’Opera Pia Purgatorio ad Arco e provenienti da una collezione privata, raccolte dalle edicole scomparse di diverse città del Meridione. Le anime, mai esposte prima, sono le protagoniste di una mostra, unica nel suo genere, intitolata “Ritorno. Il culto delle anime pezzentelle”che sarà aperta fino al 17 gennaio 2019.

Ritorno. Il Culto delle anime pezzentelle

I pezzi facevano parte di una grande collezione romana che rischiava la dispersione, rilevata da un restauratore napoletano Diego Pistone, che l’ha acquistata pensando di riportarla a Napoli. La mostra è stata possibile grazie all’acquisizione di questa collezione a sua volta da parte dell’Opera Pia Purgatorio ad Arco Onlus, che, come spiega il presidente Giuseppe d’Acunto: “Da più di 400 anni custodisce un patrimonio di fede, arte e cultura nella chiesa di Purgatorio ad Arco in via dei Tribunali e che dagli Anni ’90 ha avviato una sistematica azione di valorizzazione del luogo e del suo straordinario patrimonio”.

Il collezionista romano, esperto del presepe popolare, aveva raccolto, infatti, nel corso della vita numerose statuette che un tempo popolavano quella miriade di piccole grotte con le anime del purgatorio in attesa del “rifrisco”, disseminate in particolare nel centro antico della città di Napoli.

Ritorno. Il Culto delle anime pezzentelle

Ci sono gruppi interi con lo scoglio, ovvero la base su cui poggiano i pastori come definita nell’arte presepiale, in legno o in compensato con sughero, con il Crocifisso, l’Addolorata e il teschio, oltre che una serie di anime a mezzo busto avvolte dalle fiamme e imploranti penitenza e perdono di cartapesta, di terracotta policroma di diverse dimensioni, e un gran numero di Addolorate singole, di Crocifissi, di teschi e di accessori.

“Un vero e proprio ritorno a casa delle anime”, dice Francesca Amirante, curatrice della Mostra e del Complesso Museale “che trovano nel Complesso del Purgatorio ad Arco la loro nuova dimora. Il tema del Ritorno è la parola chiave della Mostra, non solo per il contenuto, ma anche per l’organizzazione. Sono stati coinvolti giovani professionisti che si sono formati e hanno lavorato a Venezia, a Milano, a Londra e che hanno deciso di spendere le proprie competenze a Napoli e nel nostro territorio: come Showdesk e SuperOtium, oltre all’esperienza di Luigi Spina per le fotografie del catalogo”.

Ritorno. Il Culto delle anime pezzentelle

Una mostra fortemente suggestiva, il cui allestimento, curato da Nicola Ciancio, coinvolgerà l’intera chiesa: dalla navata centrale nella quale, attraverso il dipinto dell’altare maggiore di Massimo Stanzione,  ha inizio il racconto della Mostra, alla Sagrestia all’Ipogeo dove saranno presentate 50 figure circa di anime purganti in terracotta e in cartapesta, mentre nella sagrestia saranno esposti alcuni pezzi della collezione corredati da appositi apparati didattici e da un video-documentario sul culto delle anime pezzentelle.

Nello spazio dell’Ipogeo, invece, sarà proiettato un video-racconto di Gualtiero Peirce dal titolo“Vi aspettiamo per il rinfresco”che rappresenta un’opera autonoma dedicata ai visitatori al termine del percorso delle Mostra.

Le anime raccolte testimoniano il “grande affollamento” del Purgatorio: preti, soldati, vecchi, giovani, fanciulle. A braccia aperte, alzate oppure in preghiera, le figure si rivolgono verso il fedele per chiedere una preghiera che li avvicinerà al Paradiso. I personaggi più ricorrenti in questo tipo di raffigurazioni sono in genere: un sacerdote, una donna giovane con i cappelli sciolti, una donna più matura con i cappelli legati, un uomo giovane, un uomo anziano, spesso un soldato. Talvolta la figura del giovane presenta la fisionomia di un chierico.

Le anime raccontano anche il mutamento dell’iconografia religiosa. Dalla posa penitente si passa a quella implorante e le braccia si levano in alto, quando nel 1613 il Sant’Uffizio dispose che le raffigurazioni artistiche non dovessero rappresentare la discesa della Vergine nel Purgatorio, come era d’uso, ma piuttosto che le anime, per intercessione della Vergine, fossero portate verso la salvezza.

Con la creazione nella seconda meta del ‘700 delle edicole devozionali le anime trovano nuova casa, anche perché la costruzione dei Cimiteri rendeva meno forte il legame con le Terre Sante e con gli Ipogei delle chiese. Nella seconda metà dell’800 proliferano le piccole grotte purgatoriali lungo le strade della città.

Il culto delle anime è indissolubilmente legato a Purgatorio ad Arco, custode del culto tutto napoletano rivolto alle anime pezzentelle: resti umani abbandonati, dimenticati e senza nome che diventano speciali intermediari per invocazioni, preghiere, richieste di intercessioni. Alle anime pezzentelle i devoti facevano richiesta di buona sorte: un buon matrimonio, un lavoro, una gravidanza, una guarigione per sé o per un familiare, denaro.

Ritorno. Il Culto delle anime pezzentelle

Un culto delle anime che rappresenta il legame tra vivi e morti, basato su uno scambio reciproco: favori per i vivi e preghiere per i morti per aiutarli a oltrepassare il Purgatorio. Entrambi vivi e morti sono in tribolazione, ognuno per un motivo diverso.

Il rapporto tra il fedele e l’anima si stabiliva attraverso l’adozione di una capuzzella, un teschio che veniva scelto, accudito e ospitato in apposite nicchie.

“La dedizione all’anima, concretizzata nella capuzzella, faceva sperare in una ricompensa, perché nelle richieste c’era fondamentalmente il desiderio di  poter vivere una vita normale, dove le fasi più importanti dell’esistenza fossero rispettate. Trovare l’amore, quindi, un lavoro per sostenere dignitosamente la famiglia, avere dei figli, essere in salute”, dice Vittoria Vaino, coordinatrice delle attività museali, “nelle anime si riponeva la speranza del cambiamento, ed in questa speranza i devoti trovavano conforto”.

Ritorno. Il Culto delle anime pezzentelle

Oggi il culto si manifesta ancora attraverso le visite che alcuni fedeli dedicano alle anime più gettonate come quella di Lucia, il teschio con il velo da sposa, protettrice delle spose e mediatrice per preghiere e invocazioni, oppure attraverso la miriade di doni e biglietti che visitatori e turisti lasciano sulla panchetta di Lucia o ancora attraverso il gesto della carezza che i passanti rivolgono ad uno dei teschi in bronzo che ornano la facciata.

Il contenuto della mostra è raccolto in un catalogo a cura di Francesca Amirante, corredato dalle fotografie di Luigi Spina, uno dei più autorevoli fotografi italiani, con contributi di Ulrich van Loyen e Vittoria Vaino.

 


Mostra: Ritorno. Il Culto delle anime pezzentelle

1 dicembre 2018 – 17 gennaio 2019

Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

Via Tribunali, 39 – 80138 Napoli

Sito internet: www.purgatorioadarco.it

Facebook: www.facebook.com/animepezzentelle

Orari della mostra:

La mostra sara aperta tutti i giorni.

Lunedì – sabato dalle ore 10 alle 18

Domenica dalle 10 alle 14

La mostra è inserita nel percorso di visita del Complesso museale.

Biglietti:

6 euro ingresso singolo

5 euro ridotto

3 euro ridotto ragazzi

4,50 euro ridotto EXTRAMANN

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2606

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CULTURA PARTENOPEA dic 05, 2018 admin

“Trapanaterra” al Nostos Teatro

Lo spettacolo “Trapanaterra”, è sarà in scena al Nostos Teatro di Aversa sabato 8 dicembre alle ore 21 e domenica 9 alle 19. È l’apertura ufficiale della rassegna“Approdi 2018/2019”. Si tratta di un racconto sull’emigrazione ideato da Dino Lopardo, anche interprete con Mario Russo, collaborazione drammaturgica di Rosa Masciopinto.

Una scena dello spettacolo “Trapanaterra”

Si legge nelle note dello spettacolo “L’emigrato è un naufrago in terra natìa. Quello che ha conosciuto lo rende estraneo. Quello che sa, e che gli altri non sanno, lo rende più solo. Nóstos; Algía; Nostalgía; dolore del ritorno. Terra sotto le scarpe, ai lati del cuore e sulla punta delle ciglia. Sguardo lontano, pensiero a una zolla che per anni si è vissuta solo con la mente. Itaca portabile, alma mater sconquassata”.

“Trapanaterra” è un’Odissea meridionale, una riflessione sul significato di «radice» per chi parte e per chi resta, un’ironica e rabbiosa trattazione dello sfruttamento di una terra. “Chi sei? Dove vai? Da dove vieni? Cosa vai cercando? Quando te ne andrai?” sembra dire il fratello che è restato a quello che è tornato alla terra dei padri. Storie d’infanzia, ricordi di famiglia, canti di piazza e bestemmie: è l’ultra-locale che diventa ultra-universale. Tutto è impastato nel dialetto, osso delle storie che s’insinua come la musica. Inutile arrabbiarsi, o forse no. Qualcuno è partito perché altri potessero crescere, perché la terra madre non ha i mezzi per alimentare le speranze di tutti. Ma di chi è il coraggio, di chi resta? O di chi torna?

Prossimo appuntamento al Nostos Teatro: domenica 16 dicembre alle 19, “Come inventare i sentimenti” di Danjlo.

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2602

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CULTURA PARTENOPEA nov 27, 2018 admin

Immacolata: suoni, immagini e rappresentazioni

In attesa della Festa dell’Immacolata, che dà il via al programma natalizio di Vietri sul Mare, la Proloco di Vietri sul Mare, presieduta da Cosmo Di Mauro, in  preparazione ai riti legati al culto della Madonna, ha organizzato l’incontro “Immacolata: suoni, immagini e rappresentazioni. Quando tradizione, cinema e turismo si incontrano”, che si terrà domani, 29 novembre, alle ore 19.30, presso la sede dell’antica Congrega dell’Immacolata (località San Francesco) alla frazione Marina della cittadina costiera, al termine della Santa Messa,  dell’intronizzazione e dell’inizio novena.

La locandina dell’evento

All’evento parteciperanno il professor Enrico Della Monica, presidente della neo costituita associazione “A paranza ru munacone”, che ha riportato a Marina il festival della tammorra “Marcina Etnica” che avrà luogo i giorni 7-8-9; Andrea Recussi direttore del Coffi Festival, iniziativa legata al mondo dei cortometraggi, che si svolgerà i giorni 14-15-16 per la prima volta a Vietri sul Mare; Cosmo Di Mauro che presenterà il cortometraggio, ambientato nella notte dell’Immacolata,  dal titolo “Sei ore notte”, diretto dal regista Umberto Rinaldi. Ci sarà anche il professor Aldo Colucciello, antropologo ed esperto di culture visive. Interverrà sul tema dei riti religiosi come espressione del territorio, eventi che aumentano le potenzialità attrattive dal punto di vista turistico e quindi dell’accoglienza, come spiegherà nel corso dell’incontro il dirigente scolastico dell’Istituto Alberghiero di Salerno Gianfranco Casaburi. L’aspetto strettamente religioso sarà invece curato dal sacerdote di Marina don Alberto Masullo. I diversi interventi saranno  moderati dal direttore del Giornale di Salerno Antonio Abate. L’evento è organizzato nell’ambito della programmazione “Vietri Cultura”, che gode del finanziamento Poc 2014-2020- linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”.

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2598

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CULTURA PARTENOPEA nov 22, 2018 admin

Mattinate FAI d’Inverno

Tornano per il settimo anno consecutivo leMattinate FAI d’Inverno, il grande evento nazionale del FAI – Fondo Ambiente Italiano pensato per il mondo della scuolae in particolare dedicato alle classi iscritte al FAI, nel cui ambito gli studenti sono chiamati a mettersi in gioco in prima persona per scoprire le loro città da protagonisti.

Il Museo Diocesano S. Matteo di Salerno

Da lunedì 26 novembre a sabato 1 dicembre 2018 gli allievi delle scuole sono infatti invitati a conoscere il patrimonio storico e artistico del loro territorio accompagnati dagli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti appositamente preparati dai volontari FAI che operano in un dialogo continuo con i loro docenti. Indossati i panni di narratori d’eccezione, gli Apprendisti Ciceroni racconteranno alle classi in visita il valore di questi beni e le storie che custodiscono.

Grazie alle Delegazioni FAI attive su tutto il territorio nazionale saranno aperti più di 170 meravigliosi tesori poco conosciuti e spesso chiusi al pubblico in oltre 100 città d’Italia. Gli studenti avranno così l’occasione di partecipare a visite condotte da loro coetanei e di vivere un’insolita esperienza di “educazione tra pari”.

Chiese, aree archeologiche, centri storici, palazzi cittadini e delle istituzioni, ville, raccolte museali, scuole storiche, biblioteche, castelli, monasteri, teatri, orti botanici accoglieranno gli studenti per avvicinarli alla storia e alla cultura del loro territorio e per coinvolgerli in un processo di assunzione di responsabilità nei confronti dei beni che esso custodisce. In particolare, poiché quest’anno il FAI dedica attenzione al tema dell’acqua, con la campagna #salvalacqua, fanno parte dei beni visitabili anche terme romane, acquedotti, fontane, riserve naturali e itinerari che si sviluppano lungo incantevoli corsi d’acqua.

Chiesa e Convento di San Biagio ad Aversa

L’evento, giunto alla sua settima edizione, è dedicato alle Classi Amiche FAI che, sottoscrivendo l’iscrizione, condividono gli obiettivi della Fondazione e contribuiscono alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio di arte e natura del nostro Paese.

Mattinate FAI d’Inverno è sostenuto per il terzo anno consecutivo da Gruppo Autogas e si avvale anche della collaborazione della Rappresentanza regionale a Milano della Commissione Europea nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018, del Patrocinio del Consiglio Regionale della Lombardia e di Regione Lombardia, del sostegno di Regione Lazio, del contributo di Regione Toscana, del sostegno di Fondazione Cariverona.

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I BENI APERTI IN CAMPANIA 

A Napoli tutte le visite sono su prenotazione obbligatoria al numero 0817613732 o scrivendo alla mail [email protected]. Saranno aperti il Palazzo della Borsa, sede della Camera di Commercio, eretto per ospitare gli uffici della Borsa e della Camera di commercio, il palazzo fu costruito nel 1895 e inaugurato nel 1899 su progetto di Alfonso Guerra, realizzato con fondi donati nel 1861 dal generale Enrico Cialdini, all’epoca luogotenente di Vittorio Emanuele II nella Napoli appena annessa. L’edificio si presenta di gusto neorinascimentale a tre piani, dotato di due ordini di lesene ma la magnificenza dei setti murari lo rendono alla vista come un palazzo diverso, alleggerito solo dalla presenza delle semicolonne che spaccano il senso dell’imponenza. Nei pressi dell’ingresso laterale si accede chiesa di Sant’Aspreno, piccolo tempio paleocristiano inglobato all’epoca della costruzione del nuovo stabile. (lunedì 26 e martedì 27 novembre ore 09:00 – 13:30, ultimo ingresso 13:30. Visite a cura di: Scuola Media Statale Viale delle Acacie); la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III – Fondo Aosta. Il Fondo Aosta, donato nel 1947 da S.A.R. Elena d’Orléans è custodito presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, in alcune sale chiuse al pubblico. Si tratta di una collezione di circa 9.800 fotografie appartenuta ad Elena d’Orléans, moglie di Emanuele Filiberto duca d’Aosta. Alle foto private della famiglia Aosta si affiancano veri e propri reportage dei safari e delle battute di caccia grossa compiuti in Africa dai duchi, servizi fotografici che documentano usi e costumi delle popolazioni indigene dell’Africa d’inizio secolo. Numerose foto ufficiali testimoniano il periodo storico che va dall’inizio del secolo all’avvento del fascismo. (mercoledì 28 e giovedì 29 novembre ore 09:00 – 13:30, ultimo ingresso 13:30. Visite a cura di: Liceo Scientifico Statale Elio Vittorini); a Pozzuoli (Napoli) si potrà, inoltre, visitare il Macellum – Tempio Di Serapide, l’antico mercato romano di Pozzuoli risalente all’epoca romana (I-II secolo d.C.). L’edificio, messo in luce alla metà del XVIII secolo, sotto il regno di Carlo III di Borbone, venne denominato impropriamente Tempio dì Serapide per il rinvenimento di una statua del dio egizio. Esso è stato testimone nei secoli del fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei in quanto le sue colonne, parzialmente sommerse nel mare fino al 1983, mostravano il livello più alto raggiunto dal mare. L’edificio è simile ad altri mercati di epoca romana ma è sicuramente il più monumentale e il più integro proprio grazie alla sommersione dovuta al bradisismo che lo ha preservato dalla spoliazione dei suoi elementi architettonici (sabato 30 novembre ore 09:00 – 13:30, ultimo ingresso 13:30. Visite a cura di: Istituto Magistrale Statale Virgilio di Pozzuoli)

Ad Aversa (Caserta), si potrà visitare la Chiesa e Convento di S. Biagio (prenotazione obbligatoria al numero 0817613732 o scrivendo all’indirizzo mail [email protected]). Il Monastero, oggi occupato da 23 suore Clarisse, fu voluto probabilmente dalla principessa Aloara (era infatti già noto in un documento del 1043) per accogliere le donne Normanne quando i loro uomini si allontanavano dalla città per dar battaglia ai nemici. La Chiesa fu rimaneggiata in forme barocche nel 1616, ma conserva ancora oggi molti aspetti della tradizione longobarda. L’interno è arricchito da opere meravigliose tra dipinti, tele e organi lignei che vanno dal XVI al XVII secolo. Fra tutte va segnalata “L’assunzione di Maria” di Andrea Vaccaro, noto pittore napoletano le cui opere si ispirano al naturalismo di Caravaggio. Incantevole è il Chiostro-giardino porticato. (giovedì 29 e venerdì 30 novembre ore 09:00 – 12:00. Visite di giovedì a cura della Scuola Media De Curtis, Scuola Media Parente, Liceo Scientifico Fermi. Concerto a cura di: Scuola Media Cimarosa. Le visite di venerdì a cura del Liceo Jommelli, Liceo Scientifico Siani, I.I.S. Aversa Liceo Artistico L.Giordano. Concerto a cura di: Liceo Musicale Cirillo. Mostra sul tema dell’Acqua a cura di I.I.S. Liceo Artistico Giordano di Aversa.  Accoglienza a cura di Istituto Alberghiero Drengot)

 

A Salerno, inoltre, sarà aperto il Museo Diocesano S.Matteo. Il museo ha sede presso il palazzo del seminario arcivescovile e ospita preziose testimonianze della produzione artistica locale dal medioevo fino ai giorni nostri. Il seminario fu fondato dall’arcivescovo Gaspare Cervantes, a seguito delle prescrizioni dettate dal Concilio di Trento il 15 luglio 1563. Al suo interno si conserva il Ciclo Eburneo, la più importante collezione al mondo di avori incisi di epoca medievale. Il ciclo, la cui datazione oscilla fra il 1084 e la prima metà del XII sec., è composto da 72 pezzi superstiti, di cui 64 rimangono a Salerno. Notevole il rotolo miniato dell’Exultet, diviso in 11 fogli pergamenacei illustranti il Preconio pasquale (annunzio della Pasqua), risalente alla metà del XIII sec. ( lunedì 26, martedì 27, giovedì 29, venerdì 30 ore 09:00 – 13:00, ultimo ingresso 12:30. Prenotazione obbligatoria scrivendo alla mail [email protected])  Visite a cura di: Liceo Scientifico Enrico Medi, Battipaglia Liceo Classico Perito Levi, Eboli Liceo Scientifico Rescigno, Rocca Piemonte IISS Giovanni XXIII, Salerno)

 

Per informazioni sui beni aperti e per le prenotazioni delle visite consultare anche il sito internet www.mattinatefai.it

 

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2593

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CULTURA PARTENOPEA nov 22, 2018 admin

Donne con la folla nel cuore

Serata speciale al Trianon Viviani, lunedì prossimo, 26 novembre, alle 20,00 con un ritorno che sottolinea l’impegno sociale e culturale del teatro, in particolare sul tema della condizione femminile. In scena lo spettacolo, a ingresso libero, Donne con la folla nel cuore, frutto della Scena delle Donne – percorsi teatrali con le donne a Forcella, il progetto ideato e curato da Marina Rippa per l’associazione culturale f.pl. femminile plurale, nato proprio nel teatro del popolo nel 2007.

Donne con la folla nel cuore (foto Mario Laporta)

In questa occasione, a undici anni dal primo laboratorio tenuto al Trianon Viviani e a ridosso della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, il gruppo presenta l’ultimo esito scenico del proprio lavoro, presentando al pubblico alcuni materiali elaborati negli anni e l’ultimo studio realizzato.

In scena Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Manzo, Anna Marigliano, Anna Patierno, Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora Quarto, Gianna Mosca, Ida Pollice, Melina De Luca, Nunzia Patierno, Patrizia Iorio, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Rosetta Lima, Rossella Cascone, Susy Cerasuolo e Tina Esposito, diciannove donne di Forcella e di altri quartieri complessi della Città, che raccontano storie, azioni, luoghi a partire da fatti – propri e collettivi – accaduti negli anni e in alcune fasi della vita, in particolare quando le donne cominciano a essere autonome e ad autodeterminarsi: una serie di percorsi teatrali, avanti e indietro nel tempo, con i quali le attrici indagano sui comportamenti delle figlie e delle madri e raccontano scenicamente gli accadimenti e le persone che affollano i propri cuori.

La scena delle Donne, il progetto che esplora l’universo femminile attraverso le arti sceniche, muove i primi passi nel 1999, nella comunità alloggio per donne anziane Cardinale Mimmi di Napoli, dove va avanti fino al 2006. E’ stato ospitato al Trianon Viviani dal 2007 al 2012 per poi trovare casa a Piazza Forcella, in via Vicaria Vecchia, grazie alla collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli.

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2587

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CULTURA PARTENOPEA nov 20, 2018 admin

I Comuni di Ischia insieme per tutelare il mare

Si terrà domani, giovedì 22 Novembre, dalle ore 9,30  presso il Centro Congressi Federico II in via Partenope, l’incontro su “Plastiche, ecosistemi e biodiversità: strategie per la tutela degli ecosistemi acquatici e terrestri dell’inquinamento delle plastiche” con la partecipazione del ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Antonino Miccio, direttore dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” alla guida dell’ operazione “Ischia Clean Blitz”  alla quale hanno aderito in modo compatto tutti i sindaci dell’Isola, ha annunciato che domani ci saranno anche i pescatori, che incontreranno il ministro e consegneranno ai Comuni i big – bag con più di 10 quintali di immondizia trovati sui fondali marini di Ischia.

Ischia Clean Blitz

“Le operazioni   – ha sostenuto Miccio – si sono concluse con lo svolgimento dell’ultima missione. La gestione di un’Area Marina Protetta richiede prima di tutto una condivisione degli obiettivi con gli operatori del mare. Questa operazione ci ha permesso di lavorare con la piccola pesca costiera e di coinvolgere i pescatori in un’attività di civiltà quale la raccolta di rifiuti galleggianti. Tutti insieme per migliorare la qualità del mare. Ben dodici immersioni, quattro gruppi di sub specializzati, affiancati da altri dieci sub per video e foto sui fondali marini, motovedette della Guardia Costiera, il nucleo subacquei dell’Arma Carabinieri, pescatori e volontari, tutti insieme. In campo anche i mezzi dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, ma anche barche da pesca e pescherecci. Si sono uniti tutti i Comuni di Ischia per la salvaguardia dei fondali marini con il coordinamento di un’Area Marina Protetta, in questo caso quella del “Regno di Nettuno e della Capitaneria di Porto” .

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2583

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CULTURA PARTENOPEA nov 20, 2018 admin

Sabato il Premio Fernando De Gennaro

Sulla linea di partenza il Gran Galà per il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop. Da venerdì 23 novembre al via la serie di incontri e degustazioni per far conoscere il formaggio principe dei Monti Lattari e della Penisola Sorrentina a tutte le fasce di età. Si parte proprio con le Olimpiadi dei […]
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CULTURA PARTENOPEA nov 19, 2018 admin

Gran Galà del Provolone del monaco

Si annuncia come una kermesse in grande stile la dodicesima edizione del Gran Galà del Provolone del monaco, con una lunga serie di incontri e manifestazioni e un nutrito platea di collaborazioni. Si parte venerdì 23 novembre 2018 a Vico Equense con Le Olimpiadi dei Casari in Erba e si chiuderà ad Agerola, sabato 15 […]
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CULTURA PARTENOPEA nov 18, 2018 admin

I mille volti del Femminicidio

È stata allestita presso il Circolo della Legalità di Castellammare di Stabia la mostra “I mille volti del Femminicidio” organizzata dal Cif, Centro Italiano Femminile. Sarà possibile visitarla tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, anche in concomitanza con gli incontri che quotidianamente si svolgono nei locali di corso Garibaldi. La presentazione dell’evento, in compagnia delle autorità locali e degli esperti del settore, si terrà il prossimo 22 novembre alle 17:30, sempre nel Circolo della Legalità.

L’obiettivo della mostra è quello di ricordare tutte le donne che sono state vittime di violenza nel corso degli anni a causa di mariti, fidanzati o semplici conoscenti che si sono trasformati in brutali aggressori. Mille volti, mille storie che il Cif di Castellammare ha deciso di portare all’attenzione dell’intera cittadinanza. Fino al 4 dicembre, cittadini, scuole e associazioni sono invitate presso i locali del Circolo in corso Garibaldi. Il 25 novembre prossimo, invece, in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, si terrà un flash mob in villa comunale per coinvolgere gli stabiesi.

«Sarà possibile visitare la mostra fino al 4 dicembre prossimo presso il Circolo della Legalità – spiega il Cif di Castellammare -. Parlare di questa tematica, spiegare le storie delle donne vittime di violenza è una forma di prevenzione. Bisogna sensibilizzare la popolazione, bisogna dare un messaggio di speranza anche a tutte le donne che oggi sono ancora maltrattate ma che non hanno la forza di denunciare. Un uomo che alza le mani, un uomo che non rispetta non ci vuole bene e deve essere allontanato».

“Il Circolo della Legalità sarà sempre aperto a questo tipo di iniziative – spiega Luigi Cuomo, presidente di SOS Impresa -. La mostra ha un elevato valore simbolico ed è giusto sensibilizzare la popolazione contro il Femminicidio. Fino al 4 dicembre invitiamo la cittadinanza a fermarsi e riflettere su questa tematica, a ricordare tutte le donne che sono state vittime di violenze. Ci rivolgiamo ai ragazzi, ai giovani che sono il futuro della nostra società: bisogna avere rispetto per la vita, rispetto per le donne”.

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2576

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CULTURA PARTENOPEA nov 18, 2018 admin

“Tutto ‘mbrugliato” al Nest

Sarà il regista Massimiliano Civica ad inaugurare il ciclo “ Una serata al Nest”della nuova stagione il 25 novembre ore 21 con la lezione spettacolo “ Parole Imbrogliate – Vita, aneddoti e detti memorabili di Eduardo De Filippo”. Un modo divertente e pieno di leggerezza per entrare in contatto col grande maestro napoletano.

Leo De Berardinis amava ripetere: “C’è una sola tradizione, ed è la tradizione del nuovo”. Eduardo è tradizione del nuovo, un uomo che impara da suo padre Scarpetta a spingere tutte le pratiche spettacolari ricevute in dono dal passato verso il futuro.

Massimiliano Civica

Di Eduardo è stato fatto un monumento, mentre lui era un uomo con una “forte nostalgia del futuro”. Un ricercatore indomito, crudele e sempre pronto a buttare via tutto quello che aveva accumulato per la ricerca di qualcosa di vivo. È da questo Eduardo che è bene ripartire.

Eduardo qualche anno prima di morire dichiarò che voleva lasciare dietro di se “Tutto ‘mbrugliato”, ovvero tutto confuso, non ricostruibile in una prospettiva di biografia storica. Eduardo era convinto che contassero sole le opere, non la vita personale dei loro creatori. Non voleva essere santificato e “monumentalizzato”, voleva lasciare solo un punto da cui i giovani potessero ri-partire per conto loro.

Questa lezione-spettacolo è un viaggio senza speranze nel gomitolo imbrogliato dell’arte di Eduardo.

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2570

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