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Ischia, 400 nasse abusive calate sui fondali dell’area marina protetta Regno di Nettuno

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Quattrocento nasse abusive e due palangari, nel cuore dell’area marina protetta Regno di Nettuno. Calate illecitamente per una lunghezza lineare di due miglia marine sul versante sud-ovest di Ischia, fra punta del Lume e punta San Pancrazio, in uno dei tratti più suggestivi della costa dell’isola. Così una operazione condotta dalla Guardia Costiera di Ischia, al comando del tenente di vascello Antonio Magi, ha portato al maxi sequestro degli attrezzi da pesca, utilizzati in sfregio alla tutela e alla salvaguardia della biodiversità, in un’area preziosa dal punto di vista della fauna ittica.

Le nasse erano state calate illecitamente, e non erano segnalate adeguatamente, dissimulate su un fondale ricco di biodiversità: calate da poche ore, non avevano fatto in tempo a intrappolare pesci, molluschi e crostacei, come nelle intenzioni dei bracconieri.Il sequestro è stato effettuato con la collaborazione del personale del Regno di Nettuno, l’area marina protetta di Ischia e Procida, col supporto tecnico-scientifico della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che a Ischia ha una sezione particolarmente attiva, e grazie alla collaborazione di una unità da pesca locale, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Napoli.

L’attenzione della Guardia Costiera resterà particolarmente alta nei giorni che precedono il Natale, quando la richiesta di pesce aumenta, naturalmente non solo a Ischia. “Quello di queste ore è un sequestro importante, che va a inserirsi nel solco di una serie di attività analoghe, spesso nate da segnalazioni degli stessi pescatori, in larga parte piccoli operatori artigianali che hanno a cuore le sorti del nostro mare. – commenta Antonino Miccio, direttore del Regno di Nettuno – Il rispetto della biodiversità, in particolare all’interno della nostra area marina protetta, rappresenta del resto una condizione essenziale per il futuro delle coste, per la tutela della biodiversità e per la sopravvivenza stessa di una piccola pesca artigianale compatibile con la fauna ittica dei mari di Ischia e Procida”.Lo scorso novembre la stessa area marina protetta era stata interessata da un altro imponente sequestro, con il recupero – grazie alla segnalazione di un diving – di tre reti da pesca, per un totale di 400 metri, e cinque nasse. Insistevano nella cosiddetta zona B “no take”, lungo le pareti sommerse di Sant’Angelo, dove vige il divieto assoluto di prelievo di specie ittiche. Nel caso di sequestri precedenti, le nasse abusive, recuperate e confiscate nell’area marina protetta Regno di Nettuno, erano state singolarmente convertite in cestini per i rifiuti nell’ambito di un progetto promosso dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia, con il coordinamento della Direzione Marittima della Campania, e con la collaborazione della Procura di Napoli, che aveva autorizzato la conversione dei beni confiscati in oggetti di pubblica utilità, grazie anche al talento e alla creatività degli studenti dell’Istituto Tecnico Nautico di Ischia “Cristofaro Mennella”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2025/12/20/news/ischia_400_nasse_abusive_calate_sui_fondali_dell_area_marina_regno_di_nettuno-425051986/?rss

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