Al Neuromed di Pozzilli, in provincia di Isernia, continuano a migliorare le condizioni di Antonia Ocone, la ragazza di 16 anni miracolosamente sopravvissuta alla strage familiare avvenuta lo scorso 30 ottobre a Paupisi, nel Beneventano.
Antonia fu brutalmente aggredita mentre dormiva: il padre, Salvatore Ocone, 58 anni, le sferrò un colpo alla testa con una grossa pietra, nel tentativo di ucciderla. L’uomo, attualmente detenuto nel carcere di Benevento, ha ucciso nella stessa circostanza la moglie e il figlio 15enne. La ragazza è stata operata con successo dall’equipe di neurochirurgia dell’istituto scientifico, con un delicato intervento per la ricostruzione della calotta cranica, ed ora sta affrontando un lungo e delicato percorso di cura e riabilitazione, ma i segnali che arrivano sono incoraggianti.
Intanto, una delegazione dell’Associazione “Il Sogno”, accompagnata dal Sindaco di Paupisi, Salvatore Coletta, dal Presidente del Consiglio comunale Dario Orsillo e dalle Pro Loco di Paupisi, ha compiuto un gesto che va oltre le parole, recandosi a Pozzilli, presso il Neuromed, per abbracciare la piccola Antonia in un momento tanto delicato della sua vita. Un abbraccio che non è stato solo fisico, ma carico di significato, forza e speranza: la forza di una comunità che si stringe, che non resta indifferente e che sceglie di esserci.


