

Con l’insediamento della nuova direttrice di Palazzo Reale si è completato il nuovo assetto dei musei statali in città. Alessandra Necci è stata accolta da Tiziana D’Angelo che “torna” alla sua Paestum dopo l’esperienza dell’interim a Napoli. La neo direttrice, studiosa di Napoleone Bonaparte, dell’imperatore Adriano e di Isabella d’Este, è chiamata a completare il lavoro di Mario Epifani e a preparare il museo di piazza Plebiscito al grande evento del 2027: l’America’s Cup.
Una sfida, questa, ovviamente che riguarda in primis tutto il sistema museale che si affaccia sul golfo di Napoli. A cominciare dai grandi musei cittadini, alcuni segnati dalla nuova esperienza dell’autonomia. Come quelli del Vomero, affidati ad Almerinda Padricelli, architetta, che viene da Palazzo Reale, si è insediata una settimana fa e ha già indicato alcune strategie per valorizzare e gestire insieme i tre siti del nuovo polo museale: San Martino, Sant’Elmo e Villa Floridiana. «Terrazze naturali sul golfo per Coppa America» ha detto al momento della nomina a febbraio. E proprio alla competizione velica fece riferimento Alessandra Necci, delineando il suo mandato: «Palazzo Reale come simbolo della centralità potentissima di Napoli» attualizzata pensando a «eventi internazionali come l’America’s Cup».
Al Mann Francesco Sirano ha voluto la mostra “Parthenope. La sirena e la città” che fino a luglio 2026 racconta del rapporto tra la città, il mare e il mito. E, dunque, ancora una volta ci parla di viaggi, navigazione e Napoli.
Ci sono dunque tutti gli elementi per ripetere, innovare e attualizzare la grande stagione dell’autonomia museale che nel 2015 vide l’arrivo a Napoli di personalità come Sylvain Bellenger (Capodimonte) e Paolo Giulierini (Mann), e di Mauro Felicori alla Reggia di Caserta e Gabriel Zuchtriegel a Paestum che andarono ad aggiungersi a Massimo Osanna, già attivo a Pompei. Sono passati oltre dieci anni da allora, il mondo dei musei è cambiato, la riforma Franceschini ha generato effetti positivi, ma molto resta da fare in termini di aumento e gestione del personale e di integrazione tra siti, territorio e monumenti. E se a Capodimonte Eike Schmidt, dopo le polemiche per la sua candidatura a sindaco di Firenze due anni fa, è impegnato nel progetto di trasformazione green del museo avviata da Bellenger, assume sempre più spazio con Michele Coppola e Antonio Denunzio l’attività delle Gallerie d’Italia in via Toledo. Ci sono poi, tra gli altri, il Madre, dove il 30 aprile scade il bando per trovare un nuovo direttore, il Museo diocesano diffuso, il Tesoro di San Gennaro, il museo Filangieri, il Maschio Angioino, Castel dell’Ovo. E luoghi della memoria come l’Archivio di Stato di Napoli, quello della Fondazione Banco di Napoli, il Complesso dei Girolamini, la Biblioteca nazionale.
Tra i quattro nuovi direttori nominati a febbraio ci sono anche Luca Di Franco ai Musei e parchi archeologici di Capri e Federica Colaiacomo al Parco archeologico di Ercolano. Capri, ovviamente, è sinonimo di mare e di imperatori romani, ma non solo, anche di glamour e cultura. Ercolano richiama con Pompei e Stabiae, da un lato, e con i Campi Flegrei, dall’altro, la grande stagione della flotta imperiale romana e la navigazione antica. Anche in questo caso le connessioni con Coppa America sono possibili. Se pensiamo al Museo di San Martino, che raccoglie una documentazione unica sulla cantieristica borbonica che interessò Napoli e Castellammare, se includiamo la Reggia di Caserta diretta da Tiziana Maffei che è la reggia costruita dai re di Napoli, e Paestum con la Tomba del tuffatore, se guardiamo al patrimonio custodito e innovato in termini di memoria e ricerca dalla stazione zoologica Anton Dohrn con l’annesso museo, e se non trascuriamo piccoli scrigni come il Museo del mare di Bagnoli, abbiamo gli elementi per irrobustire una rete museale che parla di mare e navigazione.
Così la Coppa America può diventare la scintilla che riaccende il motore del sistema museale napoletano in grado di stimolare e potenziare l’offerta di tutta la Campania. Gli strumenti ci sono, il Sistema museale nazionale è operativo: ora l’insediamento dei 4 nuovi direttori (Colaiacomo, Di Franco, Padricelli e Necci) consente a quelli già in carica negli istituti del Mic come Schmidt, Sirano, Zuchtriegel, Pagano, Maffei, D’Angelo, Cucciniello e Iannotti (con il sostegno di direttori generali napoletani come Luigi La Rocca e Osanna) di essere parte di un processo virtuoso che recuperi la stagione del 2015, la innovi e guardi con fiducia alle nuove sfide che Napoli deve affrontare. Nella consapevolezza che la cultura è la strada da perseguire come presidio di democrazia.


