

È morto Biagio De Giovanni, tra le voci più autorevoli del pensiero filosofico e politico italiano del secondo Novecento. Nato a Napoli nel 1931, De Giovanni ha attraversato con lucidità critica alcune delle stagioni più complesse della storia repubblicana, intrecciando riflessione teorica e impegno civile in un percorso intellettuale di rara coerenza.
Allievo della grande tradizione filosofica europea, ha dedicato i suoi studi in particolare all’idealismo tedesco, a Georg Wilhelm Friedrich Hegel e al pensiero politico moderno, contribuendo a rinnovarne l’interpretazione alla luce delle trasformazioni contemporanee. La sua lettura di Hegel, mai accademica né astratta, ha insistito sul nesso tra libertà, storia e istituzioni, offrendo strumenti preziosi per comprendere le tensioni della democrazia. Accanto all’attività accademica – è stato a lungo docente all’Università “L’Orientale” di Napoli di cui è stato anche rettore – De Giovanni ha svolto un ruolo di primo piano nel dibattito pubblico.
Militante nel Partito Comunista Italiano, ne ha rappresentato l’anima più riflessiva e riformista, partecipando alla costruzione di una cultura politica capace di misurarsi con la crisi delle ideologie e con le sfide dell’Europa unita. È stato anche parlamentare europeo, portando nelle istituzioni comunitarie uno sguardo critico e profondamente radicato nella tradizione democratica.
La sua opera si distingue per una costante attenzione al rapporto tra filosofia e politica, tra teoria e prassi. Nei suoi scritti emerge una convinzione mai venuta meno: che il pensiero non possa sottrarsi alla responsabilità di interpretare il presente e di orientare il futuro. In un’epoca segnata da disincanto e frammentazione, De Giovanni ha difeso l’idea di una ragione storica capace di dare senso ai conflitti senza negarli.
Domani dalle ore 16 si apre la camera ardente per Biagio de Giovanni nella sala dei Baroni del Maschio angioino. Dalle 17 alle 18 si terrà la cerimonia funebre con intervento di rappresentanti del mondo accademico, della politica e delle istituzioni.
Grande amico e compagno di partito dell’ex presidente scomparso Giorgio Napolitano, De Giovanni raccontò, in occasione di un evento organizzato a Napoli per l’onorificenza ricevuta dell’Accademia dei Lincei, del suo incontro con la filosofia e con la politica a Bari: “Ero molto timido, quando dovevo parlare in pubblico andavo in ansia una settimana prima – disse – Poi la politica mi ha fatto entrare in contatto con il mondo. Sono convinto che è il nesso continuo tra filosofia e politica, pensiero e contemporaneità mi permette di invecchiare felice e senza perdere tempo”. Una delle frasi che era solito ripetere era infatti: “Il tempo scorre e non ci può trovare in ozio”.


