mercoledì, 18 Febbraio, 2026
4.3 C
Napoli

Allerta cuore, il rebus della compatibilità. “E i medici di altri tre pazienti devono rifiutare l’organo”

- Advertisement -https://web.agrelliebasta.it/la-mattina/wp-content/uploads/2021/01/corhaz-3.jpg

Sarebbe stato il primo nella lista d’attesa se il donatore fosse stato del gruppo B, come il suo. Invece si tratta di un bambino di 3 anni, morto a causa di una leucemia, del gruppo 0 rh+.

Per questo motivo il bambino di due anni e mezzo ricoverato al Monaldi dopo il trapianto di un cuore che non è mai ripartito ieri sera era il quarto nella lista, perché solo compatibile. Tre bambini malati, ricoverati in altre cardiochirurgie italiane erano davanti nella lista perché hanno lo stesso gruppo sanguigno del donatore. Si tratta di pazienti anche loro in gravi condizioni, come possono essere bambini così piccoli che per continuare a vivere hanno bisogno di un cuore nuovo.

I protocolli, applicati ormai da anni nel nostro Paese, prevedono che quando c’è un organo disponibile, il sistema, guidato dal Centro nazionale trapianti, lo renda noto ai centri che hanno pazienti compatibili. In base a una serie di fattori, a partire dalla misura dell’organo che in questo caso non è un problema, si stabilisce quale sia il primo malato ad avere diritto al trapianto, semplicemente perché l’intervento ha più possibilità di riuscita, vista la maggiore compatibilità. Si forma quindi una nuova lista, non più potenziale come quella creata quando si attende un organo, ma reale. Ebbene, è quello che è successo ieri sera, quando al Monaldi aspettavano di capire se i cardiochirurghi degli altri tre centri avrebbero o meno preso l’organo del bambino deceduto. Il via libera da parte di una delle cardiochirurgie fa partire praticamente subito le operazioni che portano al trapianto. Quindi una équipe si sposta verso l’ospedale dove è ricoverato il bimbo in morte cerebrale per fare il prelievo e poi rientra più velocemente possibile nel suo reparto.

In attesa di capire a chi sarà destinato il cuore, ci sono una serie di nodi da sciogliere, che riguardano proprio il Monaldi. Se l’organo arrivasse a Napoli, ad esempio, chi si occuperebbe del trapianto? Come noto, dopo l’errore commesso a dicembre l’attività del centro è stata sospesa. Ci potrebbe essere quindi bisogno di professionisti in arrivo da fuori per fare l’intervento. Ma chi? Ieri non era ancora chiaro e comunque il primario del Monaldi, Guido Oppido sarebbe l’unico disponibile a operare.

Ieri notte ci sono state call tra i chirurghi dei quattro centri in cima alla lista di attesa e si è deciso di fare oggi una nuova valutazione delle condizioni del bambino ricoverato a Napoli, per decidere se è trapiantabile. Va anche valutato ancora la situazione del cuore del donatore. E quindi la riunione già prevista a Napoli con gli specialisti delle altre cardiochirurgie (Bambino Gesù, Torino, Bergamo e Padova) sarà utile per decidere come procedere con il cuore trovato ieri sera. Tra l’altro, è molto probabile che nella lista d’attesa, prima del bambino di Nola, ci siano pazienti seguiti da alcuni dei medici che sono stati chiamati a dare una consulenza. I centri cardiochirurgici che fanno trapianti pediatrici, infatti, in Italia sono pochissimi, sei o sette a seconda degli anni.

«Facciamo di tutto per salvarlo», aveva detto ieri mattina la premier Giorgia Meloni al ministro alla Salute Orazio Schillaci, prima di telefonare alla madre del bambino. Schillaci ha subito riunito il suo staff per pensare a una soluzione. Intanto è stata sollecitata la rete europea che raccoglie le donazioni. Il sistema continentale già prevede che se un cuore non può essere trapiantato in una struttura del Paese dove viene prelevato venga offerto subito all’estero, perché non vada sprecato. Comunque si è deciso di rilanciare un’allerta anche attraverso il Centro nazionale trapianti, sottolineando la delicatezza del caso italiano. A quanto pare, comunque, il primo cuore almeno compatibile con il bambino del Monaldi non è stato trovato all’estero, bensì nel nostro Paese.

Fonte: https://www.repubblica.it/cronaca/2026/02/18/news/cuore_trapianto_monaldi_compatibilita_medici_rinuncia-425165921/?rss

spot_img
spot_img

Cosa fare in città

Archivi