

“Lo diceva anche quando mi sono candidato a presidente della Provincia di Salerno. Io ho fatto un bel piacere ai cittadini perché ho liberato la Provincia allora. Ma io credo che noi dobbiamo guardare avanti. De Luca è il passato. Il Pd e Fico si vergognano di lui, il suo nome scompare. Si agita, forse, perché vuole che io parli di lui, ma, se non sono i suoi a parlare di lui, sinceramente penso che dobbiamo guardare avanti”. Così il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania, Edmondo Cirielli, risponde a Salerno, dove presenta la lista FdI, a chi gli chiede un commento alle parole del ‘governatore’ Vincenzo De Luca che aveva detto che la candidatura del viceministro agli Esteri è un regalo del centrodestra.
“Vedo che c’è un entusiasmo che va al di là del tradizionale schieramento di centrodestra – dice ancora Cirielli -. Tante persone di centrosinistra mi dicono che questa non è una battaglia da politicizzare perché dobbiamo puntare sulle emergenze e sull’amministrazione: lo credo anche io”.
“È sbagliato – aggiunge – immaginare che queste elezioni siano una sorta di anticipo delle Politiche. Queste sono elezioni per governare la Regione Campania, per decidere chi si deve occupare di sanità, lavoro, ambiente, sicurezza, trasporti, turismo, commercio, agricoltura. Insomma di chi deve fare le cose concrete che servono ai cittadini. E non credo che qui sia una una grande questione ideologica, è una questione di impegno, di preparazione, di competenza specifica, i cittadini decideranno quale dei due presidenti è più affidabile per realizzare queste cose”.
Quanto alla carica di vice ministro degli Esteri, pur premettendo che “non è in conflitto” con la candidatura alla guida della Regione, Cirielli dichiara: “Poiché penso di vincere, mi dimetterò dopo che avrò vinto”
Dalla città di Vincenzo De Luca, Cirielli attacca ancora l’attuale ‘governatore’: “È vero che l’80% del bilancio regionale viene stanziato per la sanità, ma è altrettanto vero che la situazione è drammatica. Quindi, credo che sia un dovere occuparsi da subito, nei primi cento giorni, di questo tema e mettere il massimo dell’attenzione”.
“Poi – argomenta – c’è tutta una serie di priorità, anche quella della sicurezza: non è vero che la Regione Campania non può fare nulla, può fare molto, ma non ha voluto fare nulla. Oggi c’è la necessità di sostenere i Comuni per fare più assunzioni, c’è bisogno di più polizia locale per strada, che dia supporto alle forze dell’ordine e alle forze armate che fanno uno splendido lavoro, c’è la necessità di riprendere il ragionamento complessivo sul disastro ambientale, depurazione, Terra dei fuochi, ecoballe, il ciclo dei rifiuti che praticamente si è interrotto e siamo costretti a importare immondizia con le bollette più alte”.
Per Cirielli c’è bisogno, inoltre, di “restituire trasparenza e legalità e una nuova speranza per la nostra regione. Secondo me, la prima emergenza è la sanità”, riprende l’esponente di Fratelli d’Italia, convinto che sia “una questione di disorganizzazione”. E, poi, “l’altra questione è che non c’è una libertà vera, perché se non c’è sicurezza non c’è libertà”.
Quanto al piano di edilizia ospedaliera avviato da De Luca in Campania che prevede la realizzazione di dieci nuovi ospedali, Cirielli ritiene che, “per gli ospedali, bisogna fare la manutenzione ordinaria e straordinaria, si può valutare la realizzazione di nuovi ospedali, però io credo che se non abbiamo i medici, non abbiamo gli infermieri, non abbiamo macchinari, immaginare di fare opere megagalattiche, mi fa anche un po’ sospettare”. Infine, un riferimento all’astensionismo: “La democrazia non è una cosa scontata e si rafforza andando a votare”, conclude Cirielli.
Ai cronisti che gli chiedono come risponde a chi lo ritiene filo-salernitano, ricordando che quando era presidente della Provincia di Salerno avrebbe voluto istituire il cosiddetto ‘Principato di Salerno’, Cirielli replica che “quello non è un progetto filo-salernitano, è un progetto di riorganizzazione dello Stato italiano, proposto dalla Società geografica italiana e non da me, che prevedeva 36 nuovi enti che portavano all’abrogazione di Province e Regioni. Credo che fosse un modo per avvicinare di più le istituzioni ai cittadini. Oggi la Regione c’è e va governata. Io non sono filo-nulla, sono filo-persone perbene che vogliono il cambiamento”.
“D’altro canto, non ho mai detto le cose che De Luca ha detto contro i napoletani pubblicamente con i video e poi è stato votato”, rimarca il viceministro, secondo il quale “le persone non si votano se sono avellinesi, beneventane, salernitane, casertane o napoletane. Siamo campani, questa è la regione e ogni cittadino di ogni provincia ha il diritto di concorrere per fare il presidente”.


