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Corruzione, richiesta di arresto per il consigliere regionale campano Giovanni Zannini

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La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha formalizzato una richiesta di arresto al Giudice per le indagini preliminari nei confronti del consigliere regionale Giovanni Zannini. Contestualmente, è stato richiesto il divieto di dimora per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio. L’interrogatorio di garanzia è stato fissato per il 4 febbraio. Zannini, che nella scorsa consiliatura era presidente della VII Commissione Ambiente del Consiglio regionale e faceva parte del gruppo “De Luca Presidente”, alle elezioni regionali di novembre è stato eletto nelle liste di Forza Italia, dove è stato rieletto con 31.932 preferenze.

Il caso Griffo

L’accusa di corruzione contestata a Zannini in relazione a Paolo e Luigi Griffo riguarda una presunta gita a Capri su uno yacht di lusso, del valore di circa 7.300 euro, che il consigliere regionale avrebbe ricevuto in cambio del suo intervento presso gli uffici della Regione Campania. Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio, sono imprenditori di Castel Volturno titolari dell’azienda Spinosa Spa, specializzata nella produzione di Mozzarella di Bufala Campana DOP. Avevano necessità di risolvere problematiche di carattere amministrativo relative alla realizzazione di un impianto per la produzione casearia nel comune di Cancello Arnone. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Zannini si sarebbe impegnato a intervenire presso gli uffici regionali competenti ricevendo in cambio la gita in barca.

L’inchiesta

L’indagine, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere diretta dal procuratore Pierpaolo Bruni, era emersa lo scorso 3 ottobre quando i Carabinieri del Comando provinciale di Caserta e della Compagnia di Aversa avevano effettuato perquisizioni nell’abitazione di Zannini a Mondragone e nei suoi uffici al Centro Direzionale di Napoli.

L’8 ottobre il consigliere regionale si era presentato in Procura avvalendosi della facoltà di non rispondere e depositando una memoria difensiva. In quell’occasione aveva annunciato di voler rispondere agli inquirenti dopo l’udienza del Tribunale del Riesame sul sequestro dei dispositivi informatici.

Oltre all’episodio Griffo, nell’inchiesta erano emersi altri fatti contestati a Zannini: un secondo episodio di corruzione relativo a presunti favori ricevuti dall’imprenditore Alfredo Campoli (due motorini per i figli in cambio di un intervento presso il Comune di Teano per un appalto ambientale), e un’accusa di concussione per presunte pressioni esercitate ai danni dell’ex direttore sanitario dell’ASL di Caserta Vincenzo Iodice, dimessosi nel settembre 2023.

Come previsto dalla riforma Nordio, il procedimento che vede coinvolto il consigliere regionale Giovanni Zannini, segue un iter che prevede l’interrogatorio di garanzia prima della decisione del Giudice per le indagini preliminari sull’applicazione della misura cautelare. Si tratta di un passaggio interlocutorio che rende pubblica la posizione assunta dalla Procura, diversamente da quanto avveniva in precedenza quando l’interrogatorio avveniva eventualmente dopo l’applicazione del provvedimento.

Il 4 febbraio sarà quindi la data chiave: dopo aver ascoltato Zannini, il gip deciderà se accogliere o respingere la richiesta di arresto formulata dai pubblici ministeri.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/01/20/news/corruzione_richiesta_di_arresto_per_il_consigliere_regionale_giovanni_zannini-425107218/?rss

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