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Da New York a Napoli, guerra tra influencer per “Il mio viaggio a”: Armenti e Russo in tribunale

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La battaglia fra influencer campani del mondo dei viaggi finisce in tribunale. E dopo tre anni di denunce e difese arriva la sentenza del tribunale di Napoli, sezione specializzata in Materia d’impresa, giudice estensore Leonardo Pica.

Da un lato, Piero Armenti, salernitano, il celebre creator de “Il mio viaggio a New York”, titolare di un’agenzia viaggi che propone tour esperienziali in giro per la Grande Mela, e non solo; dall’altro, Giuseppe Russo, volto de “Il mio viaggio a Napoli”, progetto fortunatissimo da milioni di follower, con tanto di successo nella “travel food experience” all’ombra del Vesuvio e, immancabile, l’apertura di una pizzeria in centro città.Il pomo della discordia? I marchi registrati e i format narrativi sarebbero troppo simili. Per questo, Armenti avrebbe chiesto l’annullamento dei nomi “Il mio viaggio a Napoli” e “My trip to Naples”, registrati da Russo e, a suo dire, dichiaratamente ispirati alla sua idea, che sarebbe precedente a entrambi. Secondo i giudici, però, “l’espressione è descrittiva”. Vale a dire, “priva della forza distintiva necessaria a generare un diritto di esclusiva”.

Così, dunque, i marchi depositati da Russo restano validi. Ma non finisce qui. Il Tribunale ha infatti riconosciuto che il creator de “Il mio viaggio a Napoli” ha in effetti adottato modalità comunicative simili a quelle del concorrente. Un format, insomma, che prenderebbe spunto dal successo di Armenti, a cominciare da quell’incipit (“Amici del mio viaggio a NapolI”) che è effettivamente un calco del celebre “Amici del mio viaggio a New York!”, che Armenti usa dal 2015.Ancora: l’immagine di copertina, il format dei video, persino alcuni dei temi trattati fanno pensare, sottolineano i giudici, a un “intento sistematico di agganciamento alla notorietà altrui”, quasi una “concorrenza parassitaria”.

Di qui, l’esito della sentenza, pubblicata – su diktat dei giudici – sul sito dello stesso Russo: gli si impone una serie di misure correttive, dalla rimozione dello slogan dai video all’eliminazione dei post considerati imitativi, compresi quelli girati a New York, fino alla soppressione dell’immagine di copertina che richiama quella del competitor.

Una storia che sembra creare un precedente nel complesso mondo dei creator digitali e degli influencer, il cui linguaggio ricalca spesso modelli comunicativi riconducibili ad altri, non di rado perfezionandoli, o comunque modificandoli. Ma, a quanto pare, la linea di demarcazione deve essere netta e indistinguibile.

Una vittoria parziale per Armenti, che in questi giorni era peraltro finito nell’occhio del ciclone per un’altra vicenda, la sospensione per 12 mesi dall’Ordine dei Giornalisti, su decisione del Consiglio di disciplina, per via della sua costante attività promozionale via social, in conflitto con l’articolo 10 del Testo unico, per il quale “il giornalista non presta il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie”.

Una vicenda sulla quale è intervenuto, attraverso i suoi canali, lo stesso Armenti, che racconta la sua carriera, l’esame per diventare professionista e l’illuminazione con la carriera da influencer: “Per me quello di giornalista era un titolo come altri, come la laurea in giurisprudenza, come il dottorato all’Orientale di Napoli, come il progetto Erasmus. – dice – Lo inserivo nel mio curriculum, quel titolo di giornalista, ma per una ragione simbolica”. Racconta poi come gli sia stato detto che “possa fare impresa, ma non posso parlare della mia impresa sui miei social, altrimenti c’è conflitto”. Armenti si chiede: “Io che sui miei social parlo delle mie aziende in cosa violo la deontologia dell’ordine, al punto da dovermi comminare quasi la massima sanzione?”. E ancora, con tono evidentemente polemico: “Come mai l’Ordine intervenga adesso che ho fatto qualche investimento in Campania, e non nei dieci anni precedenti in cui avevo il mio tour operator a New York?”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2025/12/09/news/da_new_york_a_napoli_guerra_tra_influencer_per_il_mio_viaggio_a_armenti_e_russo_in_tribunale-425031579/?rss

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