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Da Torre Annunziata il comitato per il no alla riforma della giustizia

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“Per noi che difendiamo l’ambiente contro chi lo distrugge per interessi economici la magistratura è un baluardo. Siamo qui per difenderla”. Claudio D’Esposito è seduto accanto ai magistrati del tribunale di Torre Annunziata, che presentano il comitato per il no al referendum sulla riforma della giustizia. Il presidente del WWF è pronto a promuovere per un mese più incontri: “Dobbiamo spiegare alle persone senza stancarci. Questo non è un referendum come gli altri, c’è chi è convinto che votando si otterrà una magistratura più autonoma e efficace, invece avverrà il contrario”.

Oggi pomeriggio nella sala riunioni della procura di Torre Annunziata sono uno accanto all’altro magistrati e rappresentanti di associazioni. Tra loro l’avvocato Gabriele Di Maio: “Sono un penalista e dico che il sistema attuale funziona. Mi sono sempre trovato davanti un giudice terzo, dopo la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice non sarà più così. Nasce un superpoliziotto con più poteri e soggetto alla politica, un rischio”, spiega. “Gli avvocati a pensarla così sono più di quanti non si pensi”, sottolinea il magistrato Maria Concetta Criscuolo gip a Torre Annunziata.

Che esprime una preoccupazione: “Ci sono persone spaventate dal prendere una posizione minoritaria rispetto a quello che si muove nel mondo politico. L’Italia certo non è un Eden, si dice Garlasco o i bambini del bosco. Ma il nostro è un sistema giudiziario che ci ha garantito nella maggior parte dei casi di arrivare a sentenze e di difendere la democrazia. Questa è una battaglia non di parte, ma per la Costituzione. Questa riforma rendera’ difficile per un cittadino trovare un magistrato al quale rivolgersi che sia autonomo e non protetto dal giaguaro, cioè dal potere politico”.

Si tratta di difendere la Costituzione, “tocca difenderla perché possa difenderci” dice il giudice monocratico Maria Aulisia Sabatino. Che aggiunge: “Siamo chiamati tutti a metterci la faccia, la posta è troppo alta. In gioco c’è un bastione di pesi e contrappesi a tutela della democrazia, parlo della Costituzione. Al contrario la riforma sta facendo da catalizzatore di rabbia sociale, ma poi a pagare saranno i cittadini”. Un obiettivo è da qui al 22 marzo quando si apriranno le urne per votare promuovere eventi e iniziative. “Bisogna spiegare e informare perciò nasce questo comitato come sub articolazione di quello di Napoli”, annuncia il presidente della sezione dell’Anm di Torre Annunziata Matteo Di Michele. Che spiega: “Riteniamo che la distanza dalla magistratura avvertita in molte circostanze rappresenti un motivo di sfiducia. E quindi vogliamo parlare con questo territorio bello e con tante criticità. Nostro obiettivo è mettere in rilievo i pericoli della riforma sotto il profilo della messa in discussione della autonomia della magistratura. Noi non usiamo slogan come gli altri, questa riforma l’abbiamo studiata”. Poi attacca su un nervo scoperto per il governo Meloni: “Questa riforma aiuta la politica. Avvantaggia il potere contro gli ultimi. Già oggi per un magistrato indagare su un soggetto politico è difficile, figuriamoci domani”. È d’accordo il sostituto procuratore Andreana Ambrosino: “Molti ci chiedono spiegazioni. Le persone mi fermano per strada in quanto vogliono capire. Ecco noi dobbiamo provare a semplificare, senza tecnicismi e illustrare i rischi della perdita dell’autonomia della magistratura, dando informazioni corrette”. Invita tutti ad andare a votare don Ciro Cozzolino, referente di Libera, che ha aderito al comitato: “Il referendum è la punta di un iceberg. Va ricucito un rapporto con la popolazione. Bisogna votare no per restituire autorevolezza a un potere dello Stato, delegittimato pericolosamente”. Poi don Ciro Cozzolino cita il cardinale Zuppi, “ha sottolineato che la separazione tra i poteri dello Stato è una eredità che abbiamo ricevuto dai padri costituenti. È un tema collegato alla pastorale, in Italia c’è disaffezione al voto e alla vita sociale. Al di là di come andrà a finire bisogna lavorare dopo. Si ricucia lo strappo, perché si è messa in discussione una funzione essenziale della democrazia”. Poi la foto di rito tutti insieme e l’impegno: “Faremo tanti incontri nelle scuole anche con chi sostiene il si”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/02/05/news/da_torre_annunziata_il_comitato_per_il_no_alla_riforma_della_giustizia-425141395/?rss

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