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Fondazione Pascale, “carta d’identità” contro tumore al seno

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Il tumore al seno resta la neoplasia più frequente tra le donne in Italia con circa 53.600 nuove diagnosi stimate nel 2024. Grazie ai progressi della ricerca, alla diagnosi precoce e a terapie sempre più personalizzate, oggi l’88% delle pazienti è viva a 5 anni dalla diagnosi: attualmente – riferisce la nota – sono 925 mila nel nostro Paese le donne che convivono con una storia di tumore al seno. Uno dei principali traguardi scientifici raggiunti negli ultimi anni è la possibilità di attribuire a ogni tumore al seno una vera e propria carta d’identità, individuando differenti forme di malattia e migliorando la sua presa in carico.

“La tipizzazione biologica del tumore, ovvero l’analisi delle sue caratteristiche molecolari, è fondamentale per stabilire la strategia terapeutica più efficace – spiega Michelino De Laurentiis, direttore Sc Oncologia clinica sperimentale di senologia, Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale, Napoli – Oggi una donna non deve solo essere a conoscenza di avere un tumore ma deve sapere, fin dalla diagnosi, di quale sottotipo si tratta. È solo sulla base di queste informazioni che è possibile disegnare il percorso personalizzato per ogni paziente, valutando se procedere subito con la chirurgia o con una terapia sistemica già prima dell’intervento chirurgico”. Per questo è essenziale che le donne si rivolgano alle Breast Unit, è l’invito.

“In queste strutture chirurghi senologi, oncologi, radiologi, anatomopatologi, radioterapisti, infermieri e psicologi lavorano insieme fin dalla diagnosi per costruire un percorso terapeutico personalizzato, basato sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle esigenze specifiche della paziente – chiarisce Carmen Criscitiello, professore associato Humanitas University e responsabile del gruppo di Oncologia mammaria IrccsHumanitas Research Hospital di Rozzano (Milano) – Questo modello organizzativo, ormai riconosciuto come lo standard di riferimento a livello europeo, sta riscrivendo la storia del tumore al seno, offrendo nuove possibilità di cura e aumentando la speranza anche nei casi più complessi”.

La valigia – il bagaglio – che Martina riempie e porta con sé fin dalle prime scene del doculfilm è pieno di paure e speranze, ma anche di fiducia nella ricerca che ha permesso di disegnare per lei, come per le altre donne, un percorso tagliato su misura. “La ricerca sta davvero riscrivendo la storia del tumore al seno – sottolinea Giuseppe Curigliano, professore di Oncologia medica all’Università di Milano e direttore della divisione di Sviluppo di nuovi farmaci Ieo di Milano – Oggi disponiamo di terapie mirate, immunoterapie, anticorpi coniugati e approcci sempre più personalizzati che ci permettono di offrire speranza anche nei casi più complessi. La comprensione delle caratteristiche biologiche di ogni tumore ci consente di scegliere il trattamento giusto per la paziente giusta, nel momento giusto. Questo è il vero progresso: trasformare la ricerca scientifica in vita e qualità di vita per le donne che affrontano la malattia”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2025/11/22/news/fondazione_pascale_carta_d_identita_contro_tumore_al_seno-424998166/?rss

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