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Generazione Re-Styler, l’indagine sull’evoluzione di gusti e consumi nella “Shopping Experience”

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La Reggia Designer Outlet, che ha chiuso il 2025 con 4,5 milioni di visitatori (un incremento di presenze, superiore del 22 per cento rispetto al 2024), ha avviato una nuova edizione dell’Osservatorio Moda e Generazioni, quest’anno concentrata sulla fascia 50-65 anni, oggi protagonista di un rapporto con la moda maturo, consapevole e pienamente contemporaneo.

Realizzata in collaborazione con Ipsos Doxa su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 50 e i 65 anni, la ricerca esplora il legame tra moda, identità, lusso e cultura pop, delineando il profilo dei Re-Styler: una generazione che ha saputo reinventare il proprio stile e il proprio ruolo sociale, vivendo la moda come linguaggio personale e spazio di libertà.

A completamento dell’analisi, sono state condotte interviste territoriali nelle regioni di riferimento dei Designer Outlet McArthurGlen, di cui 209 in Campania, per una lettura puntuale delle specificità territoriali.

I risultati sono stati presentati al Naphub in un incontro al Napub con Maurizio Marinella, Federica Faggi (Centre Manager de La Reggia Designer Outlet) e Cristina Liverani di Ipsos Doxa.

Identikit dei Re-Styler in Campania

I Re-Styler campani – uomini e donne tra i 50 e i 65 anni – vivono lo stile come una forma di cura personale e come uno spazio di connessione emotiva con il proprio passato e con gli altri. Ne emerge un profilo fortemente identitario, in cui l’abbigliamento diventa linguaggio quotidiano e occasione di benessere.

Accanto alla ricerca di qualità, indicata dal 49 per cento degli intervistati, la moda assume una valenza profondamente emozionale. È vissuta come una vera e propria “cura antistress” (46%, il dato più alto tra le regioni analizzate), come un rituale capace di far sentire bene (40% contro il 32% del dato nazionale) e come una spinta a uscire dalla routine e reinventarsi. Vestirsi diventa così un gesto attivo e consapevole, capace di accompagnare il cambiamento e rafforzare l’autostima.

Il Re-Styler campano si racconta come solare, dinamico e curioso: quasi uno su due si definisce “semplice” (48%), mentre il 30% si riconosce in un profilo dinamico e moderno. Spicca anche una maggiore apertura al dialogo intergenerazionale: il 22% dichiara di lasciarsi ispirare dalle generazioni più giovani, segno di uno sguardo contemporaneo e non nostalgico sulla moda.

I Re-Styler campani sono i più assidui acquirenti di abbigliamento: il 36% compra almeno una volta al mese, contro il 26% del campione nazionale. Online e negozio convivono in modo equilibrato, ma il punto vendita resta centrale, soprattutto negli outlet e nei negozi indipendenti.

Anche il concetto di lusso riflette questa sensibilità; in Campania è sinonimo di qualità dei materiali (52%), eleganza non ostentata (41%) e unicità (31%).

La Campania emerge infine come la regione più attiva e coinvolta sul fronte social. Facebook e Instagram restano centrali, ma spicca l’utilizzo di TikTok (34%, il dato più alto tra le regioni analizzate). I Re-Styler campani sono anche i più propensi a condividere i propri outfit online (52% contro il 38% del totale), confermando una forte vocazione alla condivisione e all’espressione personale. I contenuti digitali dei brand sono apprezzati come stimolanti e autentici, ma possono anche essere percepiti come troppo veloci o costruiti. Anche il ruolo degli influencer è riconosciuto, purché coerente e credibile.

Nel complesso, il Re-Styler campano emerge come un consumatore emotivo, attivo e connesso. Vive la moda come cura, gioco e memoria, e cerca esperienze capaci di rappresentarlo davvero. Per i brand è un interlocutore prezioso: coinvolto, espressivo e aperto al dialogo.

I quattro volti dei Re-Styler

La ricerca conferma che non esiste un solo modo di vivere la moda dopo i 50 anni. Al contrario, il mondo dei Re-Styler si articola in quattro profili distinti, che riflettono sensibilità, valori e approcci diversi allo stile.

Ci sono i NeoClassici, che interpretano la moda come espressione di cultura personale e continuità nel tempo, privilegiando capi iconici e senza stagioni. I Social Pop vivono invece lo stile come spazio di contaminazione e dialogo con il presente: sono dinamici, curiosi, aperti alle tendenze e alle influenze della cultura pop. Gli Etici scelgono la moda guidati da valori di sostenibilità, responsabilità e attenzione all’impatto sociale e ambientale. Infine, i Minimalisti prediligono essenzialità e funzionalità, con un approccio pragmatico e razionale al guardaroba.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/02/06/news/generazione_re-styler_l_indagine_sull_evoluzione_di_gusti_e_consumi_nella_shopping_experience-425144257/?rss

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