
Una rappresentazione che fa riflettere e divide. Nella chiesa di Capocastello, a Mercogliano, in provincia di Avellino, don Vitaliano Della Sala – non nuovo a rappresentazioni provocatorie – propone un presepe speciale: nella grotta nasce “Gesù Bambin@”, includendo implicitamente con il simbolo della chiocciola, usata al pari dello “schwa”, il genere femminile.
“Quest’anno – ha spiegato durante l’omelia, riassunta poi sui suoi profili social – nasci anche donna, come quelle maltrattate, vendute, violentate. Ti incarni donna per indicare – a quei teologi che ancora dicono che siccome sei nato maschio, solo i maschi possono sentirsi chiamati al presbiterato – la strada che non discrimini più le donne che chiedono di poter essere preti; diventi uno di noi, un essere umano che, come te, Maria e Giuseppe, non trovano posto nell’alloggio che è il nostro Paese, l’Italia, e si arrangiano in una roulotte, mangiatoia del terzo millennio; nasci profugo come Te con Maria e Giuseppe, che foste migranti in Egitto”.
E ancora: “Sei bambina e bambino di carne, perché sei i bambini e le bambine della Palestina e della Striscia di Gaza, dell’Ucraina e del Sud Sudan e sei tutti gli ultimi e diseredati della terra: sei senza casa, senza terra, senza lavoro, senza alimenti, senza salute, senza educazione, senza libertà, senza giustizia, senza indipendenza, senza democrazia, senza pace, senza patria, senza domani; sei il barbone, il drogato, l’extracomunitario, il diversamente abile, il malato di mente”.
Don Vitaliano aveva già fatto notizia, nel recente passato, esibendo una bandiera della Palestina sull’altare; nel 2023, invece, aveva stupito tutti con un presepe in cui accanto alla mangiatoia c’erano due mamme.


