
Mantenere alta l’attenzione su Gaza “è vitale. Oggi, molto più che qualche mese fa, quando le piazze si erano improvvisamente accese e riempite. Questo è il momento in cui si misurano le forze in campo di chi ha ancora una coscienza civile, di chi si alza ancora la mattina con le forze giuste per sostenere una delle più grandi ingiustizie della storia dell’uomo che si perpetra da più di un secolo e che in questi ultimi due anni ha assunto tinte disumane”. Così l’attore e regista Fabrizio Gifuni che ha partecipato in un affollato teatro Bellini di Napoli all’evento “Life for Gaza – senza tregua“. “Tutto il teatro, tutto il cinema – afferma – è politico per statuto perché instaura continuamente un rapporto con la polis”.
L’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris, tra i fondatori dell’associazione Life for Gaza, parlando alla agenzia Dire dopo l’evento al Bellini, attacca: “C’è uno scollamento anche in questo tra chi attualmente rappresenta la città e il popolo napoletano. È talmente evidente, simbolico, che si respira. Si respira una distanza che nuoce alla potenza di Napoli, che potrebbe invece avere un ruolo straordinariamente forte nella costruzione di ponti di umanità, di fratellanza e di diplomazia delle città. Però questo o lo senti o c’è o non c’è, e in questo momento non lo sentono e non c’è”.
Passando all’evento del Bellini, de Magistris parla di “serata bellissima, straordinaria e ricca e intensa di emozioni. Ancora una volta. Napoli ha dato una grande risposta di partecipazione, di riflessione profonda del momento buio che si vive a livello soprattutto internazionale. Tantissima partecipazione convinta e forte degli artisti. Napoli è una città che si è sempre schierata dalla parte della giustizia ed è stata tendenzialmente profondamente ribelle di fronte agli oppressori. Deve essere poi determinante anche il ruolo non solo del popolo, della cultura, degli artisti, delle associazioni, delle reti civiche ma anche delle istituzioni”.
Napoli, Mannoia per Life for Gaza: “Arte è politica, cosa scegli di cantare è il tuo messaggio”
“Non ho mai pensato che la musica abbia il potere di cambiare il mondo – dice Fiorella Mannoia, anche lei tra i protagonisti della serata -. Ma la musica, come tutta l’arte, ha il potere di far riflettere, di svegliare le coscienze, attraverso le canzoni che vengono cantate. Quelle che scegli di cantare già sono messaggi politici, perché non è vero che l’arte deve essere avulsa dalla politica. L’arte è politica, tutto è politica, per cui quello che scegli di cantare è il tuo messaggio politico, quello che vuoi dare, vuoi far sentire. Per cui se anche una sola canzone riesce a svegliare un dubbio, anche una sola canzone riesce a indurti a un pensiero critico, allora tu hai fatto il tuo lavoro. E se ognuno fa il proprio lavoro come deve – conclude la cantante – forse un pochino il mondo possiamo pure cambiarlo. Io dove posso mi spendo. Certo, faccio quello che posso nel mio piccolo”.
Moni Ovadia, attore, regista e musicista: “Non si può mollare la lotta. Anzi, questo è il momento di rilanciarla con più forza. Perché parlare di tregua e di accordicchi serve a questi potenti criminali proprio per far passare l’indignazione all’opinione pubblica. E noi invece dobbiamo richiamarla. Questo è il momento più pericoloso. E allora le manifestazioni come questa, che rinnovano lo spirito di lotta, hanno un valore per me grandissimo. Io sono in mobilitazione permanente per la Palestina”.


