domenica, 29 Marzo, 2026
13.6 C
Napoli

L’ora legale e il tempo che sfugge

- Advertisement -https://web.agrelliebasta.it/la-mattina/wp-content/uploads/2021/01/corhaz-3.jpg

Stanotte ci hanno rubato un’ora. Così, senza chiedere permesso. Un piccolo furto autorizzato, di quelli che passano inosservati perché li chiamiamo abitudine.

Alle due erano le tre, e noi abbiamo fatto finta di niente. Siamo andati a dormire un po’ più tardi senza esserci stati davvero nel tempo, ci siamo svegliati un po’ più stanchi senza sapere bene perché.

Stamattina è suonata la sveglia e per qualche secondo non abbiamo capito dove eravamo finiti, il corpo diceva una cosa, l’orologio un’altra. Ci siamo alzati con quella sensazione strana di essere in ritardo su qualcosa che non avevamo deciso noi. Il caffè era più amaro, la luce più forte del necessario, e pure le parole uscivano storte. Ma a metà giornata ce ne dimenticheremo. Come facciamo sempre: anche quando perdiamo qualcosa, troviamo un modo per andare avanti lo stesso. E accetteremo tutto con una dignità che di solito non abbiamo nemmeno davanti alle cose serie.

L’ora legale è l’unico momento dell’anno in cui il tempo si prende una libertà e noi gliela concediamo senza discutere. Non protestiamo, non facciamo ricorso, non scriviamo messaggi indignati, al massimo borbottiamo che ci hanno tolto un’ora di sonno. Ma poi andiamo avanti.

Eppure, è curioso. Passiamo la vita a rincorrere questo benedetto tempo, a dire che non basta mai, che ci sfugge e ne vorremmo di più; e quando ce ne tolgono un pezzo, così, ufficialmente, facciamo spallucce.

Forse perché in fondo lo sappiamo: il tempo non è mai stato davvero nostro. Non lo possediamo, non lo amministriamo, non lo controlliamo. Possiamo solo attraversarlo, più o meno degnamente.

Abbiamo perso un’ora, ma ora avremo più luce. E già questo sembra una specie di compromesso accettabile, uno di quelli che la vita propone spesso: ti tolgo qualcosa e ti do qualcos’altro, senza chiederti se sei d’accordo.

Noi firmiamo lo stesso. E domani, mentre cercheremo quell’ora persa tra un caffè e uno sbadiglio, ci verrà quasi da sorridere. Perché alla fine, anche il tempo, come certe persone, fa un po’ quello che vuole.

E noi continuiamo a corrergli dietro, fingendo di guidarlo.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/03/29/news/l_ora_legale_e_il_tempo_che_sfugge-425251362/?rss

spot_img
spot_img

Cosa fare in città

Archivi