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Napoli, venerdì la presentazione de “Le vie del Mago” a Poggioreale

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Il libro di Paolo Birolini “Le vie del Mago –Guida sentimentale al Purgatorio ” (edizioni Carta Canta) verrà presentato venerdì 23 alle 17.30 nella Libreria Mancini in via Nuova Poggioreale 11. Sarà presente l’autore. Letture di Alan De Luca, musica dal vivo con Gianni Mobilya.

Di seguito, un estratto dalla prefazione di Antonio Tricomi.

Quante vite. Quanta vita. Al Purgatorio, che Paolo Birolini chiama il Quartiere, si arriva sfiorando location ad alto impatto simbolico. Il cupo carcere a destra, il monumentale cimitero a sinistra: luoghi in cui l’esistenza umana prende una pausa, spesso definitiva. Luoghi della non-vita. Sembra che insomma non ci sia altro da dire, che il tracciato della città chiuda i giochi, che non sia possibile andare oltre. E invece no.Un ponte che non ha nome ma che tutti da sempre chiamano Tre Ponti, perché a tre navate: sopra, ci passa il treno che va a Roma, e dunque nel mondo. L’unico posto di Napoli in cui ancora troneggia una scritta che inneggia a Mussolini.

Traccia appena un po’ sbiadita dei tempi d’oro del regime: nessuno è mai riuscito a cancellarla, né in verità si ha notizia di qualcuno che ci abbia provato. Ma il mondo che ha inizio da quel ponte, anzi da quei ponti, non ha nulla che vedere con il regime, né tantomeno con le sue nostalgie. Paolo lo chiama Quartiere, ma è qualcos’altro. Amministrativamente, per quel che vale, il quartiere è Poggioreale. Ma il Purgatorio, nomen omen, è anche altro.

Un lungo rettilineo: prima via Stadera, poi via delle Puglie. Come un fiume: riva destra, riva sinistra, e una serie di affluenti. Paolo scrive di “paludi trasformate in orti”, di “paesi dai nomi strani e dalle parlate esotiche”. Ma il Quartiere non è solo toponomastica. E’ uno stato della mente. E’ memoria. E’ la grazia/disgrazia di vivere non tanto in periferia, ma ben oltre. Periferia della periferia, i luoghi disadorni di cui scrive Paolo. Luoghi di cui, nella città che respira a qualche chilometro di distanza, ben pochi hanno sentito parlare. La città amata certo ma pure estranea, che quando ci si arriva – studio, lavoro, socialità, divertimento- ci si arriva già stanchi. Di musica ce n’é tanta in queste pagine. Non tanto nelle citazioni dirette, quanto soprattutto in quelle indirette, nascoste, nelle non-citazioni. Lo stesso per la letteratura. E vivono i miti e le storie che formano il subconscio collettivo del Quartiere. I due fiumi interrati, Sebeto e Rubeolo. Il Re di Poggioreale, gran guappo se non qualcosa di peggio, a cui oggi è dedicata una sala nel Museo del Tesoro di San Gennaro: nel libro si dice perché.Né può mancare il trauma che spaccò in due la storia di quella città, di quella periferia, di quella generazione: il terremoto del 1980, la palazzina-grattacielo finita in polvere, i 52 morti, unico e tragico momento di notorietà per via Stadera. E di colpo l’età adulta, “le vie del possibile, le vie della crescita”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/01/21/news/napoli_venerdi_la_presentazione_de_le_vie_del_mago_a_poggioreale-425109626/?rss

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