

Si chiude con un’assoluzione e una condanna il processo al Tribunale di Salerno scaturito dall’inchiesta ‘Coop’ della Procura salernitana dell’ottobre 2021, che mirava a far luce sui rapporti tra Comune di Salerno e cooperative sociali che gestivano il verde pubblico.
Oggi pomeriggio i giudici della sezione penale hanno dato lettura del dispositivo: assolto dall’accusa di corruzione Giovanni Savastano, conosciuto come Nino, ex assessore alle Politiche sociali del Comune di Salerno ed ex consigliere regionale della Campania; condannato a due anni l’imprenditore Fiorenzo ‘Vittorio’ Zoccola per turbativa d’asta, ma assolto dalle altre accuse. Le motivazioni si conosceranno nelle prossime settimane.
“Questo processo – dice all’Agi l’avvocato Giovanni Annunziata, legale di Savastano, dopo la lettura del dispositivo – dimostra che il legislatore dovrà intervenire al più presto per una più giusta applicazione delle misure cautelari. Giovanni Savastano ha subito 9 mesi di custodia cautelare e il quadro indiziario posto a base di quella misura si è rivelato del tutto inconsistente”.
“Io stesso, fin dalle prime battute di questo processo, ho sostenuto – ricorda – l’assoluta innocenza del mio assistito, che emergeva fin dall’inizio dalla lettura degli atti. Tuttavia abbiamo dovuto affrontare l’intero processo per affermare l’assoluta innocenza di Savastano”. Inoltre, “ho sempre ritenuto che Savastano avesse svolto correttamente la sua funzione pubblica, ma ha patito ingiustamente una sofferenza umana assolutamente inutile”, conclude Annunziata.
“Attendo di leggere le motivazioni – dice sempre all’Agi l’avvocato Giuseppe Della Monica, legale di Zoccola – per predisporre l’atto di appello, che sicuramente ci sarà, essendo a mio avviso estremamente controversa la riconosciuta responsabilità di Fiorenzo Zoccola, sia pur limitatamente a una parte dell’originario impianto accusatorio”


