

Al Museo San Giuseppe dei Nudi prende forma un reliquiario contemporaneo. Sabato, alle ore 11, inaugura “Moscacieca. Esercizi per oggetti smarriti”, mostra che riunisce i lavori di Andrea Bolognino, Marta Perroni e Paolo Puddu. L’esposizione segna l’avvio del progetto “Nuovo Artificio”, promosso dalla Fondazione San Giuseppe dei Nudi insieme all’Accademia di Belle Arti di Napoli e ideato dalla direttrice del museo Almerinda Di Benedetto, con l’obiettivo di creare un dialogo attivo tra ricerca artistica contemporanea e patrimonio storico.
Il progetto coinvolge gli studenti del Dottorato in “Visual Arts, Performing Arts, New Media, New Technologies, Music and Cultural Heritage”, di cui l’Accademia di Napoli è capofila, e si inserisce nel contesto di un museo che custodisce dipinti, sculture e oggetti sacri, tra cui il celebre Bastone di San Giuseppe. In questo scenario, “Moscacieca” riflette sul valore simbolico degli oggetti perduti e sulle stratificazioni di memoria che ne determinano la sopravvivenza nel tempo.
Le opere indagano la reliquia come dispositivo narrativo e come spazio di tensione tra sacro e profano. Bolognino lavora sull’occultamento di oggetti comuni, trasformati in altarini segreti attraverso fusioni e assemblaggi materici. Perroni utilizza il ricamo per registrare le tracce di oggetti dimenticati, restituendone contorni e assenze, mentre Puddu esplora il tema dello sguardo sottratto e del “contatto a distanza”, in dialogo con il pensiero del filosofo Jean-Luc Nancy.
Ne emerge un percorso espositivo che si presenta come un archivio fragile e stratificato, dove frammenti domestici e residui corporei diventano testimonianze condivise. “Moscacieca” invita così a interrogarsi sulla perdita come occasione rivelatoria e sul potere simbolico delle forme, proponendo uno spazio di osservazione critica in cui ciò che resta – traccia, porzione o frammento – continua a parlare al presente. La mostra sarà visitabile fino all’8 marzo.


