Un grande cerchio in piazza Plebiscito. Rappresentanti di associazioni, sindacalisti di Cgil e Uil, esponenti di Pd e Cinque Stelle contro il decreto legge della senatrice Buongiorno che cancella il consenso dalla norma contro la violenza sessuale. E interviene anche il presidente della Regione Campania Roberto Fico.
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“Oggi la vergogna più grande – dice il governatore – è il disegno di legge che va avanti. Proprio quando abbiamo una presidente del Consiglio donna si arretra sui diritti delle donne. Lo sappiamo che se non c’è consenso è stupro – aggiunge Fico -. Oggi con quello che sta facendo il governo si arretra anche sulla convenzione di Istanbul. La Regione farà sempre quello che c’è da fare per far sì che si superi definitivamente nel nostro Paese non solo una cultura maschilista, ma una cultura prevaricatrice nei confronti delle donne”.
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Al centro del cerchio prende il megafono per dire la sua lo scrittore Maurizio De Giovanni: “Questa è una battaglia che devono fare soprattutto gli uomini. Ne avrei voluto vedere di più questa mattina. Chiunque abbia amato una donna, ha una sorella o una madre deve chiedere che non può toccare alle vittime l’onere della prova in caso di stupro”.
A parlare anche le parlamentari Valeria Valente del Pd e Gilda Sportiello del M5s. La mattinata napoletana in concomitanza con altre simili in tutta Italia, in vista di quella nazionale del 28 febbraio. Tra i presenti la presidente del Pd Teresa Armato, gli assessori regionali Andrea Morniroli e Pecoraro.
Una mobilitazione che ha visto centinaia di adesioni già in settimana. “Personalità del mondo delle istituzioni, della politica e dello spettacolo, intellettuali, associazioni, centri antiviolenza, società civile, giovani, donne. È la risposta forte, immediata al nostro appello contro il ddl della senatrice Bongiorno che rimette in discussione il principio del consenso, così come sancito dalla Convenzione di Istanbul, e aggrava di nuovo il peso del processo sulle donne”, spiega il documento che l’ha promossa.


