

Il sindaco Gaetano Manfredi convoca per martedì 26 agosto il Consiglio di indirizzo del teatro San Carlo. Il primo cittadino, presidente della Fondazione che amministra e cura gli interessi del lirico partenopeo, risponde così alla richiesta “urgente” dei tre consiglieri del Cdi, Marilù Faraone Mennella, Gianfranco Nicoletti e Riccardo Realfonzo. I rappresentanti di governo e Regione avevano chiesto la convocazione della riunione, con preavviso di 24 ore, dopo la decisione del Tribunale civile di non accogliere la richiesta avanzata da Manfredi di sospendere la nomina di Fulvio Macciardi a sovrintendente e di rinviare la decisione a un’udienza fissata per mercoledì 27 agosto. Per Manfredi però non ci sono motivi di urgenza. Nella convocazione il sindaco ricorda proprio che essendo pendente la decisione davanti al Tribunale, nonché la possibilità di ulteriori ricorsi anche innanzi ad altra autorità giudiziaria, “per cui ad ogni effetto di legge per ogni eventuale deliberazione assunta sono fatti salvi gli esiti dei giudizi instaurati e instaurandi, non si rinvengono ragioni di urgenza in relazione alle attività della Fondazione che ha già approvato il bilancio e adottato gli atti di programmazione necessari e le attività della prossima stagione artistica”. Il primo cittadino sottolinea che “non sussistono difficoltà operative che richiedono provvedimenti di urgenza”, al contrario di quanto dichiarato dai tre consiglieri. E per aggiungere peso alla sua decisione Manfredi ricorda anche che in questo periodo gli uffici della Fondazione sono chiusi in quanto il personale è in ferie. Quindi convocazione sì, ma solo per il 26 (il giorno prima dell’udienza davanti al Tribunale civile) con ordine del giorno “comunicazioni del presidente” e “determinazioni sul decreto ministeriale 5 agosto 2025 numero 277”, ovvero quello emanato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, con cui ha nominato Fulvio Macciardi a sovrintendente del San Carlo. Da quanto filtra il sindaco è determinato a cercare un’intesa con il governo per convergere su una nomina autorevole che metta d’accordo tutti.
Lo scontro si è acceso lunedì quando Faraone Mennella e Nicoletti, designati dal Mic, e Riccardo Realfonzo, in quota Regione, in assenza del sindaco, hanno indicato Macciardi al ministro Giuli che poi martedì ha firmato la nomina.
Si è cementata così l’alleanza anti-Manfredi dei due consiglieri del governo e di quello voluto dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Non ha partecipato alla riunione Maria Grazia Falciatore, rappresentante di Città Metropolitana nonché capo di gabinetto del Comune.
Per Manfredi, che aveva annullato quella riunione, la delibera va dichiarata “nulla e inesistente”, da qui il primo ricorso al Tribunale civile a cui con tutta probabilità ne seguirà un altro al Tar.
Ma il sindaco vuole tenere aperta anche la via del dialogo. E rilanciare in questi giorni il tentativo di un accordo che superi Macciardi oppure preveda altre nomine, come quella del direttore generale (incarico oggi detenuto da Emmanuela Spedaliere) proposte dal Comune.
Per mettere alle strette l’ex rettore, in minoranza in Cdi, il governo ha nominato venerdì in tempi record anche il nuovo collegio dei revisori del teatro. Mercoledì si era scoperto che il precedente era scaduto. E di fatto la mancanza dei revisori bloccava l’incarico di Macciardi.