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Agguato a Castello di Cisterna, grave il figlio di un capoclan

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Il figlio di un boss vivo per miracolo dopo aver subito un agguato a Castello di Cisterna e due ventenni feriti alle gambe nel centro di Acerra: sono le vittime di un’altra serata di sangue nell’area metropolitana di Napoli. I due episodi sono già in cima all’agenda dei lavori del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato per domani dal prefetto Michele di Bari. Carabinieri e polizia, coordinati dalla magistratura, indagano alla ricerca dei responsabili. L’episodio più grave è avvenuto a Castello di Cisterna.

Tommaso Rega, 37 anni, figlio di Giovanni detto “Coscia storta”, considerato un esponente di primo piano della malavita organizzata attiva sul territorio di Brusciano, era in auto, la notte tra venerdì e ieri, quando è stato affrontato dai sicari. Gli hanno sparato e un colpo, entrato dalla spalla, si è fermato a pochissimi centimetri dal cuore. Adesso è ricoverato all’ospedale Cardarelli di Napoli dove le sue condizioni sono considerate gravi dai sanitari. Gli inquirenti si mantengono cauti, anche se il “peso” criminale del cognome del trentasettenne ferito lascia temere il rischio di una nuova escalation di contrasti in un territorio, quello di Brusciano, in passato già al centro di una violenta faida tra clan.

Hanno 25 e 22 anni invece i due giovani feriti alle gambe venerdì serra in via Regina Sibilla, in pieno centro di Acerra. I due sono ricoverati in un letto della clinica Villa dei Fiori. Le loro condizioni non destano preoccupazioni. Entrambi hanno precedenti per droga. Quando sono stati ascoltati dagli investigatori, poco dopo l’arrivo in ospedale, hanno sostenuto di essere stati aggrediti in un tentativo di rapina. La versione però non convince, anche alla luce della dinamica. Secondo una prima ricostruzione, hanno sparare sono stati sicari giunti in sella a due cicolomotori. Una delle ipotesi è la “spedizione punitiva” maturata per contrasti nell’ambiente dello spaccio di stupefacenti. Un raid scattato in una zona solitamente molto frequentata della città, ed è anche sulla base di questa considerazio e che il prefetto Michele di Bari, appresa la notizia della sparatoria Acerra e dell’agguato di Castello di Cisterna, ha disposto “un’ulteriore intensificazione dei servizi già in atto durante i quali – si legge in una nota della prefettura napoletana – le forze dell’ordine operano attivamente per il contrasto all’illegalità»

L’obiettivo del dispositivo è garantire «il presidio del territorio sia con servizi straordinari di controllo del territorio, congiuntamente alle altre forze di polizia per operazioni ad “alto impatto” con controlli dinamici che includono pattugliamenti nelle zone di maggiore aggregazione, posti di controllo stradale e identificazione di persone e veicoli”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/04/12/news/agguato_a_castello_di_cisterna_grave_il_figlio_di_un_capoclan-425278415/?rss

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