
In via Vetreria è in corso il cantiere per il restauro del Delle Palme, gioiello di architettura Liberty e secondo palcoscenico più grande in città dopo il San Carlo. Lo storico cinema-teatro inaugurato nel 1926, di proprietà di Gustavo Confalone (fratello dell’attrice Marina Confalone) è chiuso dal Covid, da sei anni. La gestione è stata rilevata da Luigi Barone e Tommaso Ambrosio, titolari del Labelon Beach Club sulla spiaggia romana di Bacoli. «Da sempre siamo appassionati di teatro, siamo perciò orgogliosi di poter restituire questa sala alla città», spiega Ambrosio.
L’obiettivo è riaprire entro l’anno: «Per festeggiare il centenario – continua l’imprenditore – Cinema e teatro resteranno il cuore delle attività, ci sarà su una buvette aperta al pubblico tutto il giorno e non solo per gli spettacoli, e punteremo sugli eventi, pur sempre nel rispetto della storicità e del valore del luogo». Queste le ipotesi: «Reading, performance – aggiunge Ambrosio – o ancora attività per il sociale e tutto quanto può ospitare la sala grande, ma compatibilmente con le date del cartellone teatrale che sarà la priorità. Un teatro può anche essere scelto per meeting aziendali e matrimoni. Solo discoteca e serate danzanti non saranno contemplate».
La città si prepara a ritrovare il terzo cinema a Chiaia oltre a Metropolitan e Filangieri, ultimi superstiti della chiusura avvenuta da metà anni Novanta di circa una decina di sale nel quartiere, trasformate in supermercati e discoteche. L’investimento in via Vetreria è stato programmato prima dell’incendio che a febbraio scorso ha distrutto il Sannazaro. Così, il teatro gestito da Salvatore Vanorio e Lara Sansone e il Bellini dei fratelli Russo nel recente periodo hanno usato per le prove il Delle Palme, set anche per uno show Rai con Stefano De Martino.
«Finora non ci sono stati contatti con il Sannazaro, ma siamo pronti a collaborare con questa e altre realtà: vogliamo portare al Delle Palme i grandi artisti», aggiunge Ambrosio. Il restyling è in corso nelle due sale piccole da 120 posti che resteranno dedicate al cinema, anche per matinée per le scuole. La sala grande scenderà da 800 a 730 posti con nuove poltrone più grandi e più confortevoli, sempre in stile anni Venti-Trenta, in linea con le architetture del cine-teatro. Sul palco largo 30 metri e profondo 12, con boccascena di dieci metri (dati Agis Campania), si prevedono il cartellone teatrale, eventi e concerti con progetti sul musical e sulla lirica. «Nomineremo a breve un direttore artistico», prosegue Ambrosio.
L’investimento è ingente, anche se i due imprenditori preferiscono non rivelare la cifra. La ristrutturazione è curata dall’architetto Francesca Faraone (Zetastudio) che ha condotto ricerche meticolose negli archivi cittadini per recuperare la memoria storica del teatro e riportare i luoghi al suo fascino originario. Il tutto passa per l’ok della Soprintendenza.
Stucchi floreali, i decori originali in legno (detti “boiserie”) e i vetri istoriati (cioè adorni di figuri) sono caratteristiche del Delle Palme, dove tra il 1937 e il 1939 uno dei più importanti ingegneri cittadini, Luigi Cosenza, ha ridisegnato l’atrio con il bar e alcuni arredi. Tutti questi elementi saranno salvaguardati. Nei render di Faraone si vede l’area della buvette riqualificata con divani e tavolini. Saranno inoltre conservate testimonianze storiche come targhe, locandine e altri oggetti del cinema teatro che nel 1951 ha ospitato Frank Sinatra in una esibizione per i militari di stanza a Napoli, in seguito a un soggiorno del crooner con la moglie Ava Gardner nello storico Hotel delle Palme, allora nello stesso edificio di via Vetreria. Eduardo e Titina De Filippo, Vittorio De Sica, Alighiero Noschese, Wanda Osiris fino a Peppino Di Capri e a Gino Paoli sono solo alcuni dei grandi saliti sulle tavole del Delle Palme, pronto a rinascere nell’anno del suo primo centenario.


