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Al Tattoo Expo di Napoli, tra migliaia di tatuati: “Sulla nostra pelle raccontiamo chi siamo”

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Lo fanno perché “è un modo per sentirsi liberi”, come dice Federica. Lo fanno perché il corpo è il primo modo per comunicare. Lo fanno perché “ogni tatuaggio racconta una storia”, dice Ciro, che a occhio ne avrà una trentina. Lo fanno per imprimere sulla pelle un ricordo che non vogliono lasciare andare. Lo fanno perché certi momenti meritano più di una fotografia. Lo fanno per eternare un amore, trasferendo sulla pelle il nome del partner. Lo fanno, ancora, “per celebrare una rinascita”. Per “trasformare una cicatrice in un simbolo”.

Perché il corpo, a volte, diventa una pagina su cui riscrivere la propria storia. Perché “dietro ogni linea d’inchiostro c’è un’idea, un’emozione o una parte di me che ha trovato finalmente una forma visibile”, sottolinea Angelica, che è la più romantica.

Un esercito variopinto e orgoglioso dei tatuati percorre la Mostra d’Oltremare, affollando il padiglione 10: saranno, alla fine, circa 7000 in tre giorni, arrivati qui per esibire corpi diventati vere e proprie opere d’arte e, in fondo, per raccontare anche a profani e curiosi – ce ne sono, eccome – cos’è oggi il tatuaggio, eredità tribale che si trasforma nei secoli, caricandosi di significati.

Al “Napoli Tattoo Expo”, la terza edizione della convention del settore più importante d’Italia, c’è da comprendere, apprezzare, fotografare. Il più atteso è Victor Chil, artista spagnolo celebre per gli inconfondibili tatuaggi dai colori sgargianti, volumi marcati e tridimensionalità: sembrano, letteralmente, uscire dalla pelle. Ma ci sono altri 450 tatuatori, provenienti da ogni parte del mondo.

Ciascuno ha una storia da raccontare, basta mettersi in ascolto. Ivano Natale, per esempio, ha conquistato Las Vegas partendo da Giugliano. Arriva anche ShaOne, rapper e writer, uno dei personaggi più importanti della cultura urban nel Paese: selfie e applausi, qui è un idolo. E ancora: Gabriele Marano e Angel Bustos, che arriva dall’Illinois, mentre è originario della California arriva Case One.

Ecco, ancora, Mitty – napoletana trapiantata a Milano – è celebre per il suo stile astratto, tecnicamente lo chiamano dotwork (letteralmente “lavoro a punti”), migliaia di piccoli punti compongono figure.Già, ma cosa ci si tatua? Ci sono i grandi classici, ma qui è soprattutto una sfida all’insegna dell’originalità: serie televisive e manga, scritte e citazioni, fiori, animali (gettonati lupi, leoni, farfalle e serpenti), cuori e stelle, montagne e onde, lune e forme astratte. E poi, naturalmente, una lunga teoria di nomi, date di nascita, persino coordinate geografiche. Apprendiamo che quest’anno è un boom di richieste di “cover up”: vuol dire che si arriva qui anche per cancellare un nome, e quasi sempre è un ex: non sempre va tutto per il verso giusto, del resto. E poi c’è lo sport, naturalmente: lo scorso anno in tanti si tatuarono il quarto scudetto del Napoli. “In questa edizione è tornato l’intramontabile Maradona”, spiega Gabriele Incoronato, uno degli organizzatori.

Il volto del Pibe finisce così anche sui bicipiti di chi neanche era nato quando il suo mito spopolava. “Napoli – aggiunge Daniele Sannino, un altro dei patron del Festival – è tra le città con più studi di tatuaggi e persone tatuate d’Italia, insieme a Roma, Milano e Torino. In Italia si contano 7 milioni di tatuati, sono 60 milioni in Europa. Negli ultimi anni la media dell’età di chi si tatua si è abbassata, ora la fascia più interessata è compresa tra i 30 e i 44 anni”. E si ha la chiara conferma, passeggiando tra gli stand, che dipingersi il corpo non sia (soltanto) un vezzo: significa raccontarsi, costruire tasselli di identità, esprimersi senza tabù. Portare avanti, in fondo, riti millenari: non è un caso che tatuaggi terapeutici siano stati ritrovati sulla mummia dell’uomo di Pazyryk. Altra epoca, ma certe mode non sembrano sbiadire.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/05/31/news/al_tattoo_expo_di_napoli_tra_migliaia_di_tatuati_sulla_nostra_pelle_raccontiamo_chi_siamo-425381561/?rss

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