

Abbiamo un progetto a medio termine che trasformerà l’Albergo dei Poveri nella più grande fabbrica della cultura europea dove avremo musei, grandi biblioteche, luoghi per la creazione d’arte ma anche di imprese artistiche oltre all’università e alla scuola superiore meridionale. C’è un grande progetto che sta andando veloce». Il sindaco Gaetano Manfredi annuncia quel che sarà l’Albergo dei Poveri, una volta concluso il restauro. Lo fa, in occasione dell’appuntamento “Videocittà”, il Festival della visione e della cultura digitale, in programma sabato e domenica a Palazzo Fuga, presentato ieri a Palazzo San Giacomo. «Abbiamo un’attività culturale – prosegue Manfredi – che tiene in vita la struttura, abbiamo sold out tutti gli appuntamenti che realizziamo. Questo festival si inquadra perfettamente nella nostra visione. Ci auguriamo che l’apertura della città a nuove frontiere della dimensione artistica in uno spazio suggestivo come questo, possa essere un passo importante per guardare al futuro di Napoli. Questo festival non sarà un episodio ma un progetto che durerà nel tempo». Videocittà avrà come tema il mare. Mare “attraversato” dai visitatori nelle video installazioni, nelle opere immersive, nei giochi di luce e nei lavori presentati all’interno dei suggestivi spazi dello storico palazzo di piazza Carlo III. «Una grande vetrina per la città e per l’innovazione – conclude il sindaco- per troppo tempo è stato negato il mare ai napoletani e invece è il futuro della città». I lavori di restauro sono in corso e le visite saranno purtroppo contingentate.
La rassegna, ideata da Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma, arriva direttamente dalla Città Eterna per una versione speciale all’ombra del Vesuvio.
Diretta da Michele Lotti, organizzata da Giulia Funari e Guido Pietro Airoldi con la consulenza strategica di Natalia Bagnato, la rassegna è promossa e finanziata da Comune e Regione che per la manifestazione hanno stanziato entrambe 100mila euro. E la location scelta non è casuale: è in piena traiettoria rispetto al percorso seguito da Videocittà. In nove edizioni, il festival si è tenuto sempre in luoghi-simbolo di una rigenerazione urbana.
«A Napoli abbiamo una destinazione meravigliosa – spiega Rutelli – e dobbiamo dire che, non appena è stato dato l’annuncio, tutto è andato sold out in pochi minuti. Ed è ancora più sfidante e affascinante la scelta dell’Albergo dei Poveri, un luogo che da ministro della Cultura avevo dato la disponibilità a riqualificare, ma era ancora presto. Oggi le cose si stanno facendo sul serio e si stanno facendo bene».
Tanti i protagonisti della scena digitale internazionale coinvolti. Juan Carlos Beltran, Maotik, Matias Alonso Revelli e Milkrova occuperanno la Galleria Centrale con opere che guardano al mare da prospettive differenti. Nella sala del Refettorio l’installazione immersiva ‘Unda’ interpreta il movimento delle onde attraverso luce, laser e suono, mentre la Corte interna accoglierà il pubblico in una sezione dedicata alla videoarte. Le opere e gli interventi saranno ospitati nel Refettorio, nella Galleria Centrale e nella Corte Interna, assieme a incontri e talk con, tra gli altri, Laura Valente, direttrice dei Palazzo Fuga, Eugenio Viola, direttore del museo Madre, Alessandra Necci, direttrice di Palazzo Reale, l’assessore Edoardo Cosenza, il commissario Abc Andrea Torino e Ottavio Ragone, responsabile della redazione di Repubblica Napoli.
«Siamo in una rinnovata stagione di grandi collaborazioni con il Comune – spiega l’assessore regionale alla Cultura Onofrio Cutaia – L’idea è che si possa restituire dei luoghi del passato come l’Albergo dei Poveri affinché ci parlino ancora attraverso un atto di rigenerazione vera, strutturale. Il fatto che questo possa avvenire con attività modernissime, contemporanee, che usano il linguaggio del tempo presente, è una cosa straordinaria».
Una presenza di particolare rilievo è quella dell’artista francese Maotik, pseudonimo di Mathieu Le Sourd, che porta un’installazione audiovisiva ispirata al movimento delle maree. L’argentino Matías Alonso Revelli,artista scelto anche dai Coldplay, propone “Digital Seascapes”, una selezione di lavori dedicati al mare, reinterpretati in larga scala attraverso fotografia, manipolazione digitale e 3D. Chiude Milkorva con algoritmi generativi, simulazioni avanzate e paesaggi sonori ricrea fenomeni naturali.


