

Berretto blu, maglietta gialla, Dante D’Andrea lavora come corriere con una ditta in appalto con Sda. «La mia situazione non è tanto male dal punto di vista della busta paga. Però, nonostante tutto, non si arriva a fine mese. È per questo che sono qui. Perché è diventato troppo difficile vivere anche se guadagni bene».
Ha una paga dignitosa eppure racconta che è difficile arrivare a fine mese. Come mai?
«Il lavoro è faticoso, la paga è sudata ma non è bassa. Però la situazione è complicata a causa delle varie tassazioni che ci sono».
Quindi la colpa è delle tasse eccessive?
«Sì, purtroppo. Quello che intaschiamo realmente a fine mese è pochissimo, anche se partiamo da un lordo alto. Anche per questo non arrivo a fine mese con questo lavoro. Non solo».
Oltre alle tasse, cos’è che le pesa di più?
«Sono sposato, ho 4 figli. Fare i conti ogni volta è un incubo. Lo dico con la massima sincerità: tra la spesa, le bollette che hanno costi esorbitanti e i libri per i figli, si fanno acrobazie. Questo mese, se non mi sbaglio, devo pagare 250 euro di Enel e 108 di gas, poi devo calcolare il costo del diesel nell’auto per andare a lavorare».
Poi c’è l’assicurazione…
«Esatto e anche il bollo auto, che mi sembra non si dovrebbe pagare più, almeno per un anno ma non è chiaro. Mi aspetto che ci tolgano questa spesa per recuperarla sicuramente da un’altra parte».
Dunque per lei è giusto scendere in piazza a protestare?
«Certo. Però penso che la vera svolta sia lasciare spazio alla Generazione Z di cui tanto si discute. Ormai la politica non è più pronta ad ascoltare davvero le ragioni del popolo. Chi ci governa, la classe dirigente è ormai invecchiata, lontana dalla realtà. Invece i giovani sanno farsi ascoltare, veda quanti sono in corteo. Fidiamoci di loro».


