
Dall’Italsider a casa delle vele di Coppa America per i prossimi anni. La nuova storia di Bagnoli viene sancita ieri sulla colmata, l’enorme distesa di cemento realizzata in mare per l’attracco delle navi durante gli anni delle acciaierie, su cui da un trentennio sono naufragati i sogni di riqualificazione. In acqua viene calato da una gru il primo AC75, quello dei francesi di “La Roche-Posay Racing Team”, che sarà in gara nella “Louis Vuitton 38esima America’s Cup” del 2027. Un catamarano a vela anziché navi cargo cariche di ferro e carbone e altri materiali destinati alla produzione siderurgica: è una svolta epocale -al di là di ogni giudizio sul nuovo piano di riqualificazione duramente contestato da comitati e gruppi di ambientalisti- perché Bagnoli sarà sede fino al 2027 della Coppa America, ma c’è la possibilità che il periodo siano prolungato di almeno altri due anni. Per ora se ne parlava genericamente, ma adesso arriva il passo ufficiale.
«Entro l’anno candideremo Napoli ad ospitare l’America’s Cup anche nel 2029», annuncia Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute. I vertici della società di Stato, presieduta da Marco Mezzaroma, soggetto attuatore dei lavori di Coppa America, sono così entusiasti che vogliono persino candidare le preregate dello scorso settembre come miglior evento sportivo dell’anno in Italia. Migliore persino delle olimpiadi invernali.
«Vediamo finalmente una Bagnoli viva con grandi team: è un passo importantissimo per il rilancio e la fruizione libera della città di un luogo negato per oltre 30 anni – afferma il sindaco e commissario alla riqualificazione Gaetano Manfredi – questa è una grande opportunità e i cittadini di Bagnoli saranno i primi ad avere risultati positivi. È un mio impegno e sono i fatti che lo dimostreranno. L’idea a cui stiamo lavorando è uno spazio a mare pubblico, per sport e balneazione. Questa è una grande piscina naturale e stiamo lavorando per la balneabilità, per la crescita e il benessere della città».
I francesi sono i primi, ma anche gli altri hangar sono pronti, manca solo team Usa. In mare le piattaforme di legno collegate alla colmata sono pronte ad accogliere gli AC75 nel porticciolo temporaneo realizzato con la nuova scogliera e i dragaggi che hanno portato la profondità batimetrica a meno 6,3 metri per permettere alle grandi barche a vela di navigare anche nel bacino calmo e protetto.
«Mi sembra che, sulla scia delle preregate, l’interesse stia crescendo di giorno in giorno. Sono convinto che a maggio prossimo l’evento sarà veramente di portata globale, un evento straordinario», dice Mezzaroma. Nepi dà qualche dettaglio in più sulla fan zone che sarà allestita a Bagnoli nella parte retrostante degli hangar: «Entro la fine dell’anno saremo già a buon punto e partiranno anche tutti i lavori che riguardano la parte del broadcasting. Stiamo per definire il masterplan insieme ad America’s Cup e al Comune per quanto riguarda il lungomare Caracciolo e tutto quello che dovrà avvenire lì. Bagnoli è sicuramente il posto dove possono stare i sette i team in maniera incredibilmente unita fra terra e mare. È un allestimento temporaneo, ma di grandissima qualità. Nei prossimi mesi gli sforzi verteranno molto sulla parte dei servizi, su trasporti e connettività. Lavoreremo – aggiunge l’ad – per un collegamento fra centro e Bagnoli perché qui ci sarà un fan village dove tutte le persone potranno vedere quello che succede nei paddock».
Nel suo intervento Luigi Sbarra, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri ricorda «le oltre 280 mila presenze della regata preliminare e i 1300 nuovi tesserati della vela in Campania. La nostra sfida è trasformare questo successo sportivo in un’eredità concreta per Napoli e per l’intero Mezzogiorno».


