

In occasione della notte di San Lorenzo, il Porto Turistico di Capri, alla Marina Grande, ospiterà la seconda edizione del drone show di San Lorenzo al Porto: una serata speciale di concerto, intrattenimento e spettacolo, promossa dalla città di Capri e dalla P.T.C. Porto Turistico di Capri, realizzata in partnership con Artech e Dronisos, che culminerà in “La Musa”, un suggestivo racconto luminoso che trasformerà il cielo dell’isola in una grande tela narrativa.
L’appuntamento riprende la narrazione cominciata l’estate scorsa, quando il primo drone show realizzato per San Lorenzo al Porto celebrò l’identità dell’Isola Azzurra attraverso luci, simboli e immagini dedicate alle sue bellezze naturali, storiche e culturali.
Un progetto completamente nuovo in cui, per 12 minuti, 500 droni luminosi trasformeranno il cielo sopra Marina Grande in una pagina aperta in cui, attraverso un linguaggio poetico e contemporaneo che si fonde con il patrimonio storico e culturale locale, sarà la stessa isola a raccontare i suoi luoghi iconici, il folklore, le tradizioni e le personalità artistiche che continuano a nutrire la sua stessa anima.
“Siamo orgogliosi di avere avuto l’opportunità di tornare a Capri anche quest’anno. L’aspetto che rende questa tecnologia così stupefacente è la possibilità di trasformare il cielo in una tela in cui arte, tradizione e innovazione si incontrano. In questo racconto luminoso prenderanno vita nuovi luoghi simbolo dell’isola e, soprattutto, le figure che ne rappresentano l’anima nel mondo.
Tra le presenze più significative di questa edizione ci sarà la figura ispirata alla Medusa di Jago, che prenderà simbolicamente vita in una rappresentazione capace di emozionare e di mettere in dialogo due forme d’arte apparentemente distanti. Il nostro obiettivo è rendere omaggio a Capri come luogo d’arte e bellezza” commenta Luca Toscano, Founder & CEO di Artech.
Non mancherà l’omagigo a Peppino di Capri, che ha legato tutta la sua storia all’isola. E l’isola gliel’ha restituita: oltre sessantacinque anni di affetto reciproco, di palcoscenici e di piazze. “Champagne” e “Luna Caprese” accompagnano il saluto al Maestro come si saluta qualcuno che non se ne va davvero.
E poi c’è Guido Lembo. La sua taverna è stata per decenni un luogo in cui il confine tra artista e pubblico smetteva di esistere. Cantanti, attori, turisti, chiunque varcasse quella soglia finiva per lasciare qualcosa di sé. “Anema e Core” non è solo il nome di un posto. Non sarà soltanto un ricordo, ma un gesto di riconoscenza verso due artisti destinati a rimanere per sempre parte della voce di Capri.
E ancora, i faraglioni, la Piazzetta, la Grotta Azzurra, la Lucertola Blu ma anche elementi folkloristici e legati alla tradizione come il tamburello: elementi di un racconto che si compone nel cielo attraverso la luce.
Ogni figura nasce dalla precedente in una trasformazione continua. Nulla si interrompe, nulla si sovrappone. Come in un flusso di coscienza, il cielo accompagna il pubblico dentro la voce dell’isola in uno spettacolo in cui la tecnologia non è protagonista fine a sé stessa, ma ma uno strumento al servizio della memoria, dell’arte e dell’identità del territorio. Un alfabeto luminoso attraverso il quale raccontare una Capri capace di custodire le proprie radici e, allo stesso tempo, di aprirsi all’innovazione.
Tra le immagini più significative dello spettacolo comparirà, subito dopo i Faraglioni, la Medusa di Jago,


