

A due anni esatti dalla tragedia consumata in via Santa Teresella agli Spagnoli il 15 settembre 2024, quando un oggetto caduto dall’alto verso il basso uccise la trentenne turista padovana Chiara Jaconis, la Corte di Appello minorile riapre il caso. I giudici hanno disposto una perizia balistica per accertare la traiettoria, il peso e qualsiasi dettaglio relativo al corpo contundente, presumibilmente una statuetta, che travolse Chiara. L’incarico sarà conferito all’udienza del 17 dicembre prossimo. Con questa decisione, il collegio ha accolto l’istanza di rinnovazione parziale dell’istruttoria che era stata avanzata dalla difesa dei genitori del tredicenne all’epoca dei fatti che nella ricostruzione degli investigatori avrebbe materialmente lasciato cadere la statuina. In primo grado la posizione del bambino è stata archiviata perché non imputabile.
Padre e madre, a loro volta imputati per cooperazione in omicidio colposo con l’accusa di non aver vigilato sul figlio, hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento del nucleo familiare nell’evento e chiedono il proscioglimento nel merito per il loro congiunto. La perizia balistica si prospetta a questo punto come un punto di svolta dell’intera vicenda. Gli accertamenti condotti in via Santa Teresella agli Spagnoli hanno ricostruito che, quella domenica pomeriggio, furono gettati dall’alto verso la strada due oggetti: una statuetta raffigurante il faraone Akhenaton, del peso di 2,2 chilogrammi, e un busto della regina Nefertiti di 4,6 chilogrammi. Entrambi sono andati in frantumi, non è stato possibile stabilire quale abbia colpito la vittima. Per i genitori di Chiara, la nuova svolta sparge altro sale sulle ferite. «Ma noi andiamo avanti», ribadiscono.


