
Le pedane sulla scogliera con le sedie a sdraio affacciate sul golfo e sul campo di regata, regalano un’immagine inedita di Napoli. Un lungomare accessibile a tutti ma attrezzato, elegante e soprattutto mozzafiato, con il Castel dell’Ovo sullo sfondo, le vele che sfrecciano. E i selfie sono d’obbligo. Da qui, sembra quasi di toccare gli AC40 che sfiorano le onde. Spazi pubblici attrezzati, come a Barcellona.
Il “Race Village” della preregata Louis Vuitton Cup inaugurato ieri, promette sorprese, angoli inediti e il grande entusiasmo della città. A tre ore dall’apertura sono duemila gli ingressi, a fine serata se ne contano ventimila. «Emozionata? Sono proprio commossa – rivela Eleonora, 60 anni – mentre, seduta su una delle sdraio continua a guardare davanti al mare – so che la mia città è bellissima ma così meravigliosa non l’avevo mai vista. Lascino queste pedane, le vogliamo». Sono quattro in tutto quelle autorizzate dalla soprintendenza ma sono temporanee, saranno infatti smontate.
Non c’è solo il colpo d’occhio delle strutture sul mare. C’è il “pontone”, all’altezza dell’Acquario Dohrn, arrivato ieri mattina via mare dopo essere stato allestito in gran segreto nel porto. Un’imponente struttura di 37 metri per 30, mille tonnellate di peso, 1 metro di altezza sull’acqua, può ospitare fino a 100 persone. È un palco galleggiante collegato alla terraferma, dove si svolgeranno eventi e spettacoli, voluto da Sport e Salute, società pubblica guidata da Marco Mezzaroma e Diego Nepi Molineris, che ha realizzato il villaggio con un investimento di 1,2 milioni. Non solo. Ci sono gli schermi e il bar sulla spiaggia di Mappatella Beach, le sdraio alla Rotonda Diaz con il maxi schermo e il palco, gli stand, l’area ristoro,
Il villaggio è un angolo d’estate nel cuore di Chiaia, dove lo sport e la socialità dominano, dove la vela diventa un pretesto per godere di uno spettacolo che è sì la gara ma è anche una nuova Napoli. Un assaggio di quel che sarà il prossimo maggio con le regate di America’s Cup. «È uno scenario incredibile, non sembra di stare in Italia – sorridono Mina Senatore e Giovanna Massa, di Cava de’ Tirreni – siamo rimaste senza fiato. Poche città hanno un fascino come Napoli e stavolta si vede che tutto è ben organizzato». Tanti gli agenti in divisa e in borghese, che si aggiungono al personale dell’organizzazione. Sono 170 gli impiegati tra steward e security, 23 i metal detector distribuiti in tutti gli accessi del village, oltre 40 gli stand presenti. «Questa sarà l’occasione per rivalutare l’immagine di Napoli, finalmente – gioisce Armando- questa città lo merita».
In mattinata, a poche ore dall’apertura del “Race Village”, la città aveva già risposto con partecipazione. File al bar Ferrarelle, alle pizzerie, al bar Kimbo. Code all’Official store Ac 38. È subito scattata la caccia ai gadget. A ruba le t-shirt con il logo della Coppa, i cappellini, le spille, le tazze, budget dai 10 ai 50 euro. Meno accessibile la linea sportiva “Luna Rossa” firmata Prada, dove i prezzi lievitano a 500 euro per un giubbino, 150 per una t-shirt «ma vendiamo bene anche questi capi» confessa un addetto. E mentre si festeggiava l’inizio delle preregate, ieri pomeriggio, nuovo blocco dei camion a Bagnoli. Gli attivisti della Rete “No America’s Cup” hanno annunciato una manifestazione domani a Bagnoli contro le regate e «lo scempio che ne consegue».
Intanto, da ieri e fino a domenica, l’orario dei trasporti Anm sarà prolungato. La Linea 1 funzionerà fino alle due di notte, la Linea 6 fino alla mezza, stesso orario per i bus e la funicolare di Mergellina. Gli impianti di Chiaia e Centrale prolungano oggi e domani fino alle due. L’allerta meteo, annunciata per oggi, secondo gli organizzatori, non dovrebbe minacciare il villaggio che resterà aperto, salvo peggioramenti imprevisti.


